Pull a Pig, il bullismo che sfrutta l'amore

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Un ragazzo corteggia una ragazza, una bugia prima della crudele verità: ecco come funziona l'ultima trappola dei bulli.

Sophie è una ragazza inglese, quest’autunno ha preso un aereo fino ad Amsterdam per incontrare Jesse, un ragazzo che aveva conosciuto in vacanza a Barcellona durante una serata in discoteca. Erano andati a letto insieme, poi lui le ha detto di raggiungerla in Olanda. Lei, che si era un po’ invaghita, lo ha fatto e all’aeroporto, invece dell’amore estivo che aveva sognato, ha trovato un crudele messaggio.

In poche righe il ragazzo le ha spiegato che era stata vittima di un gioco chiamato Pull a Pig e che il ragazzo l’aveva sedotta e illusa solo perché era “la più grassa e brutta del gruppo”.

Jesse Mateman, 21 anni, olandese, è diventato così il bullo da copertina di questo nuovo meccanismo crudele chiamato, appunto, Pull a Pig, “Inganna un maiale”. Maschi che per scommessa fanno a gara per avvicinare una ragazza a loro dire bruttina, solo per illuderla, portarla a letto e poi umiliarla pubblicamente. Una forma di attacco contro l’emotività e l’intimità di una persona probabilmente anche più fragile e insicura delle altre.

bullismo

Mateman dice che la storia raccontata dai giornali è falsa e che ha trasformato la sua vita e quella della sua famiglia in un incubo. Altri si difendono dicendo che tutto sommato è solo uno scherzo, quando invece si tratta di una tipologia di bullismo feroce e pericolosa perché, come sappiamo da casi analoghi, attaccare le insicurezze di una persona fragile per esporle al divertimento pubblico può avere delle conseguenze tragiche.

La vittima, infatti, spesso si sente - come capita alle vittime, purtroppo - colpevole, perché ai suoi occhi sono state le sue caratteristiche fisiche ad attirare le attenzioni negative e moleste del branco di maschi.

Tutti gli psicologi che hanno parlato della vicenda hanno invitato a non minimizzare: non è uno scherzo, ma è prevaricazione, è violazione, è umiliazione. In una parola: una violenza. Non si conoscono ancora le dimensioni del fenomeno ma sicuramente tra i giovanissimi si rischia in questo momento un effetto emulazione.  

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