Adolescenza

Se tuo figlia ti dice: «Ho 13 anni e ho fatto l'amore»

Età della prima volta: cosa significa perdere la verginità a 13 anni raccontato da una mamma.

Età della prima volta: cosa significa perdere la verginità a 13 anni raccontato da una mamma.

Ho 13 anni e ho fatto l’amore”: come reagireste se vostro figlio vi raccontasse che il suo primo rapporto sessuale completo è stato a 13 anni? Qual sarebbe la vostra prima reazione? Andreste subito da un medico? Vorreste farlo parlare con uno psicologo? Pensereste che l’ha fatto contro il suo consenso, perché certe cose non è ancora in grado di capirle?

Partiamo subito dal presupposto che l’età biologica non sempre corrisponde a quella mentale e che ci sono persone che crescono più in fretta di altre. Per affrontare una questione così delicata, abbiamo scelto di intervistare Lidia che ha vissuto questa esperienza con la sua unica figlia.

La prima volta a 13 anni, parla Lidia, mamma di 45 anni

Come hai saputo che tua figlia aveva già fatto l’amore?

«Ho fatto quello che si dovrebbe cercare di non fare, ma sono caduta nel cliché della mamma che controlla i propri figli perché ha paura: ho letto il suo diario».

Cosa hai provato in quel momento?

«Mi sono sentita una cattiva madre. Lei è sempre stata un passo avanti rispetto alle altre ragazze della sua età, ma non pensavo che sarebbe andata a finire in questo modo, che lo avrebbe fatto senza dirmi niente. Abbiamo sempre avuto un bel dialogo e mi sono sentita tagliata fuori dalla sua vita.

A questo si è aggiunta una paura folle. Quella che fosse stata costretta a fare l'amore, che non fosse stata libera di scegliere veramente con la sua testa. Ho cercato di far finta di niente, ma non ce l’ho fatta. Ho chiesto a suo padre di chiederle al posto mio se avesse già fatto l’amore. Conoscevo già la risposta».

Quali sono stati i passi successivi?

«Io e mio marito abbiamo deciso insieme di portarla da un ginecologo per vedere che fosse tutto in regola. Era la sua prima visita e mi sembrava serena. Fisicamente non c’erano segnali di abusi, quindi lei stava bene. Ma per avere la certezza che non si stese tenendo qualcosa dentro siamo andate da uno psicologico. Non riuscivo a parlare con lei. Forse perché non riuscivo a perdonare a me stessa di averla fatta crescere così in fretta. Anche dallo psicologico è andata bene. Non c’era niente che non andasse in lei. E io non avevo colpe. Solo che non riuscivo ad accettare questa idea».

Siete riuscire a recuperare il vostro rapporto?

«Sì, mi ci è voluto del tempo e alla fine ho scelto di andare io da uno psicologo. Sono riuscita a smettere da addossarmi tutte le colpe, perché non c’era nessuno da recriminare. Aveva fatto l’amore perché si era sentita pronta. Anni dopo mi ha confessato che se potesse tornare indietro aspetterebbe ancora un po’. Sono felice che la frase sia uscita dalla sua testa. Sono fiera di quello che è diventata e penso che alla fine questo episodio della sua vita abbia portato solo maggiore unione nella nostra famiglia. Tutto il resto non ha importanza».