Adolescenza
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Adolescenza con stili di vita sempre più pericolosi

Adolescenza con stili di vita sempre più pericolosi. E' allarme tra gli esperti di tutto il mondo.

Adolescenza con stili di vita sempre più pericolosi. E' allarme tra gli esperti di tutto il mondo.

Figli che sembrano tranquilli, magari studiosi, oppure un po' introversi ma sicuramente amanti della vita. Figli che siamo convinti conducano una vita serena, tra la scuola, le uscite con gli amici, gli impegni extra scolastici.

  • Ragazzi che siamo convinti non farebbero mai cose avventate o estreme.

Ma il ritratto che emerge dagli esperti che si occupano di adolescenza è, nella maggior parte dei casi, tanto differente dall'idea che i genitori hanno dei propri figli.

Leggiamo sempre più spesso sui giornali notizie agghiaccianti di atti di violenza commessi da adolescenti, morti inspiegabili, suicidi, episodi di molestie, abuso di alcolici e di droghe, ma ogni volta probabilmente siamo convinti che certi avvenimenti non potrebbero mai riferirsi ai nostri figli.

Eppure esiste una realtà diversa, che assume proporzioni sempre più rilevanti sia per gravità, sia per diffusione tra gli adolescenti.

Tra le tendenze più allarmanti ad esempio il cosiddetto "Fire challenge".

  • I ragazzi si cospargono di liquido infiammabile e si danno fuoco, poi cercano di buttarsi più velocemente possibile sotto un getto d'acqua per evitare di finire carbonizzati.

Il tutto viene rigorosamente ripreso in un video che poi viene diffuso in rete, attraverso canali di condivisione come Youtube o Facebook e la "sfida" viene raccolta da altri che a loro volta si cimentano nell'assurda impresa.

  • Negli Stati Uniti diversi ragazzi sono rimasti feriti gravemente da questo gioco folle e uno di loro è morto

Grazie alla diffusione di internet il mondo giovanile è in perenne contatto, in tempo reale, con tutto il mondo. Ciò che accade a migliaia di chilometri si trasforma in un presente condiviso. Tanto più è estremo ciò che viene lanciato da qualcuno, tanto più sarà imitato e condiviso da altri, ovunque si trovino nel mondo.

Foto e video diffusi in rete diventano in pochi minuti virali e patrimonio comune di riferimento dei nostri figli, in una sorta di realtà parallela e separata che noi genitori nella maggior parte dei casi ignoriamo completamente.

Altra tendenza folle che sta prendendo sempre più piede anche in Europa è il "purple drank".

  • Un cocktail letale di bevande gassate, bevande zuccherine, sciroppo per la tosse, antistaminici e alcool col quale i ragazzi cercano di sballarsi.

Nei casi più fortunati le conseguenze sono allucinazioni, perdita di conoscenza, gravi disturbi fisici e mentali. Senza contare che 'il drank' crea dipendenza e che i danni spesso sono permanenti.

  • Eppure oltre l'80% dei genitori italiani, come rilevato da uno studio di Save the Children qualche tempo fa, è convinto che i propri figli non consumino alcool nè droghe.

Uno studio dell'Università di Pisa ha rilevato che oltre 54mila adolescenti delle scuole medie superiori, hanno assunto droghe nel 2014, ingollando senza preoccuparsi di sapere cosa assumevano e quali conseguenze avrebbero potuto sortire.

  • Nello stesso studio è emerso che 600mila adolescenti nel 2014 hanno consumato cannabis, 60mila cocaina, 27mila eroina e circa 60mila allucinogeni e stimolanti. Per completare il quadro c'è da sapere che sono sopratutto le ragazze ad abusare di alcool e droghe.

Prenderci la responsabilità del nostro ruolo genitoriale dovrebbe convincerci intanto a prendere consapevolezza di quale sia la condizione reale dei nostri figli.

Come spiegano gli esperti

  • C'è un senso di vuoto che cercano di colmare o di eliminare attraverso esperienze estreme e procurandosi anche dolore fisico, perchè queste restituiscono loro la sensazione di "essere vivi".
  • C'è l'aspetto del branco, del sentirsi appartenenti a un gruppo, che restituisce loro la sensazione di non essere soli, di far parte di qualcosa, di avere un'identità anche a rischio della propria vita e con totale incoscienza.
  • C'è infine un'incapacità di riconoscere e stabilire un limite, perchè sono figli di genitori incapaci di indicarglielo, così come di essere davvero padri e madri.

Fonti: ANSA, CNR-Università di Pisa

Foto © Ferrante Pietro - Fotolia.com