Gravidanza

È nata la figlia di Belen

Belen ha annunciato su Instagram la nascita della sua secondogenita: Luna Marì!

Belen ha annunciato su Instagram la nascita della sua secondogenita: Luna Marì!

Luna Marì è nata! La prima foto compare nelle stories Ig della showgirl con un piedino stretto in un calzino rosa, a seguire il messaggio Instagram del papà “Ti conquisterò ogni singolo attimo, perché hai… il profumo di felicità …”

La nascita di Luna Marì Spinalbese - Rodriguez e degli altri bebè vip

Quando nasce il figlio di un personaggio famoso (come è per la figlia di Belen), all’insaputa del bebè che sta venendo al mondo, accade qualcosa di non comune: nasce un “piccolo vip inconsapevole”. 
Il bambino, che già è parte di un circuito mediatico (ed è, quindi, un piccolo vip), viene alla luce ignaro della popolarità che sin da subito riscuote (è, pertanto, inconsapevole). Il motore di questa nascita già esposta alla pubblica attenzione sono la gravidanza stessa di una mamma vip oppure l’attesa stessa di un papà vip.

Cosa significa per la figlia di Belen e per tutti i bimbi vip essere nati sotto la stella della popolarità?

 

Questi bambini sono figli delle loro mamme e anche dell’attenzione mediatica. Ai più sembra che sia facile, per i tanti genitori famosi, mostrare i propri bambini: sono belli, sono sani, sono fortunati e sono frutto di amori intensi e condivisi col pubblico. Mostrarli, tuttavia, non è una estensione della popolarità, più spesso è una scelta ponderata. Ciò che comunemente non vediamo (o anche ciò che non vogliamo vedere perché osservare i fenomeni sotto un punto di vista non convenzionale è più impegnativo) è la fatica dei genitori vip nello scegliere e nel bilanciare l’esposizione pubblica dei figli.

Può riguardare la figlia di Belen, ma anche il figli della Ferragni e  Fedez piuttosto che le figlie di Michelle Hunziker: mostrare o meno un figlio vip è una scelta che si misura anche col bisogno di proteggerlo dall’invadenza dei paparazzi, con la necessità di gestirne l’immagine pubblica secondo l’orientamento dei genitori e col grado di curiosità che una sua foto potrebbe ingenerare laddove la sua immagine fosse ignota, centellinata o nascosta agli occhi del pubblico. Ciò non dimenticando mai che viviamo in una comunità pervasa dalla comunicazione veloce e immediata, persino capace di catturare la privatezza semplicemente con la camera di uno smartphone.

Per i figli dei vip, compresa la figlia di Belen, il concetto di popolarità è uno statu quo, ovvero una tangibile condizione di fatto

La figlia di Belen, come già è stato per Aurora Ramazzotti, giusto per fare un esempio, dovrà convivere con la bellezza della mamma, allo stesso modo, insieme a Santiago, dovrà abituarsi alla popolarità della sua famiglia. I figli dei vip sono coinvolti in un’attenzione mediatica che è rivolta al “personaggio - genitore”.

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Esiste una differenza che passa tra le foto di Vittoria Lucia Ferragni, le immagini della figlia di Belen o quelle dei figli di Meghan e Harry rispetto alle foto postate in rete da una qualunque mamma avvocato, medico, maestra, commerciante o casalinga? Le  mamme che non hanno un lavoro o una vita pubblicamente esposti possono avere cura della privatezza dei figli senza che questa ingeneri un’attenzione compulsiva sui figli stessi. Questo privilegio, ovvero scegliere di garantire ai figli una riserva dall’esposizione pubblica della loro persona, è spesso trascurato. Mentre quasi nessuno contestualizza la scelta dei vip di condividere le foto dei loro figli.

Proviamo a cambiare punto di vista rispetto alle foto della figlia di Belen, a quelle di Leo e Vittoria o alle immagini dei figli di Kate e William.

Se i Ferragnez o Belen avessero deciso di non mostrare i loro bambini certamente intorno a Leo, Vittoria, Santiago e Luna Marì sarebbe cresciuta un’attenzione - ossessione mediatica tale da rendere plausibile una corsa dei paparazzi allo scatto tanto ambito e desiderato dal pubblico. È la legge della domanda e dell’offerta, che ci piaccia oppure no. Viceversa gestire l’immagine dei bambini, anche contestualizzandola in una routine familiare, minimizza il rischio che il bimbo stesso diventi oggetto di un compulsivo interesse mediatico.

Noi mamme comuni questo problema non lo soffriamo, tuttavia dovremmo guardare con più rispetto alla privacy di bambini che nessuno agognerà di seguire, vedere e conoscere, a meno che non siamo noi stesse a fare dei nostri figli oggetti di attenzione.

Ogni lavoro delle mamme e dei papà ha una ricaduta specifica sui figli. I figli dei medici hanno risentito dell’emergenza sanitaria del 2020 più dei figli degli insegnanti, per esempio, perché spesso i bimbi dei dottori, degli infermieri e del personale sanitario sono rimasti separati dai genitori per ragioni di sicurezza. Molti di questi bambini sono stati, infatti, affidati ai nonni o agli zii mentre negli ospedali si consumavano i giorni bui del covid e i genitori combattevano in prima linea. 

Per quanto estremo possa essere, questo esempio dà la misura di come la vita degli adulti ha un’influenza diretta sulla vita dei bambini. Quando guardiamo alle mamme vip dalla patinata copertina delle riviste di gossip o attraverso il filtro della popolarità televisiva perdiamo di vista l’altra faccia della medaglia, ovvero quella della quotidianità in cui la privatezza è “penetrata” dal lavoro.
La popolarità è un elemento del lavoro di queste mamme e si massimizza, oggi più che mai, con la complicità di una cultura liquida che mescola web, arte, spettacolo, informazione a mezzo stampa e piattaforme di condivisione diretta come Instagram.

La figlia di Belen acquisirà, dunque, una popolarità pari a quella di Santiago, di Aurora Ramazzotti, di Vittoria e Leone Ferragni, ma resterà una bambina. Tutti noi dovremmo assumere questa più ampia visione concettuale nell’approcciare all’annuncio di nuove nascite vip. Del resto il traino della popolarità di questi bambini e del grande interesse verso di loro è il pubblico: la commistione popolarità - successo è il risultato di un piacere recondito provato dal pubblico nell’ingresso nelle vite delle famiglie vip.

Il pericolo dell’emulazione delle mamme vip

Internet nasce come un progetto militare, non tutti sanno che nel 1969 il primo messaggio immesso nella rete internet metteva in comunicazione quattro Pc attivi in tre università americane, l’esperimento dava concretezza ad ARPANET, primo nome di internet. Arpanet nasceva pensando ad un emergenza di guerra, si riteneva che la comunicazione in rete dovesse essere messa a punto per evitare che, in caso di conflitto bellico, i centri nevralgici del potere potessero rimanere isolati. Ebbene è facilissimo capire come questa realtà sia mutata nel tempo.

Internet da sede di sapere, strumento di comunicazione e cultura è diventato anche ampia piazza virtuale e persino vetrina di condivisione pubblica di sé e della propria immagine. I social, in modo particolare, offrono a tutti la possibilità di esporsi ma ingenerano anche un inganno: le persone credono di fruire di uno strumento di loro diretta appartenenza, pensano, per esempio, che il profilo che hanno su Facebook sia il loro profilo. Non è così! 

Nell’accesso alla rete noi fruiamo di una serie di servizi che all’apparenza sono gratuiti ma che di fatto paghiamo. La moneta di scambio sta nella condivisione dei nostri dati personali. Le immagini dei minori, nello specifico, sono dati sensibili. Se la condivisione di questi dati sensibili ha dei vantaggi in relazione ai figli dei vip, resta, invece, aperto il dubbio circa l’opportunità di rendere pubbliche le immagini di quei bimbi che vivono una vita familiare comune, lontana dai riflettori e dal pubblico interesse.

In conclusione: ci risulta molto facile giudicare le mamme vip secondo i nostri canoni, più profondamente la nostra riflessione andrebbe spostata sulle scelte che compiamo ogni giorno subendo l’influenza di una società veloce, sfavillante e certamente affascinata dall’altrui popolarità. 

Foto: LaPresse