6 cose che devi sapere se vuoi iniziare a lavorare come babysitter

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Passione, dedizione e affidabilità: sono le caratteristiche più importanti di un'aspirante babysitter. Ecco le cose da sapere per chi vuole intraprendere questa professione.

Se stare con i bambini ti riempie di gioia, e l’idea di occuparsi di loro ogni giorno e allo stesso tempo guadagnare è la tua massima aspirazione, quella della babysitter è l’occupazione ideale. Trovare una persona affidabile che si prenda cura dei piccoli è oggi una priorità per molti genitori, e con la giusta preparazione è possibile trovare sia un lavoro estivo per studenti, sia un’occupazione fissa che duri tutto l’anno in cui ai giochi per bambini si alternano le incombenze quotidiane come la preparazione dei pasti, l’aiuto nei compiti e in generale la gestione del piccolo nella settimana.

Spesso fare la babysitter è la scelta che molte ragazze compiono quando decidono di iniziare a lavorare a 17 anni, o comunque durante la scuola, per guadagnare qualche soldo. Prima di compiere questa scelta, però, è importante tenere a mente una serie di fattori importanti: ecco le 6 cose da sapere per chi vuole iniziare a lavorare come babysitter.

1. È un lavoro molto impegnativo e di responsabilità

Fare la babysitter significa occuparsi di un bambino e prendersene cura per tutto il tempo in cui il piccolo viene affidato dai genitori: in questo periodo mamma e papà devono essere certi che il proprio figlio venga curato nel migliore dei modi e sia perfettamente al sicuro. Gli occhi devono essere sempre puntati su di lui, e sempre a lui va tutta l’attenzione per farlo sentire al sicuro e protetto e per rassicurare i genitori.

2. Il gioco è una parte molto importante

Fare la babysitter non significa soltanto assicurarsi che il bambino sia al sicuro, che mangi e che faccia i compiti. La parte ludica è molto importante, e intrattenere il bambino con giochi e altre attività è un aspetto fondamentale della professione.

3. Attenzione alla parte contrattuale

A oggi esistono 3 livelli di base, legati all’autosufficienza del bambino, in cui una babysitter può essere inquadrata contrattualmente. Solitamente fino alla scuola dell'infanzia, e dunque dagli 0 ai 3 anni, la babysitter rientra nel livello di dipendente “Cs”, che diventa “Ds” quando la babysitter possiede una formazione o un diploma specifico. Dai 3 anni in su, o comunque da quando il bambino è autosufficiente e in grado di compiere attività quotidiane come mangiare da solo, camminare e vestirsi, la babysitter è inquadrata come "Bs". A ogni livello dipende una specifica retribuzione.

4. Buone maniere per il bimbo, ma anche per la babysitter

La babysitter, in accordo con i genitori, si occupa anche di insegnare al bambino a comportarsi correttamente. Deve dunque essere la prima a promuovere le buone maniere: mai alzare la voce, mai rispondere male ai genitori, mai invadere la loro privacy o lasciare disordine o caos.

5. Mai sostituirsi ai genitori

Anche se il bambino passa con la babysitter gran parte della giornata (sopratutto se si tratta di una tata che vive in casa), i genitori restano le figure di riferimento per il bambino. Ogni decisione riguardante l’educazione, l’alimentazione e l’istruzione deve essere concordata con loro, e mai bisogno sostituirsi a mamma e papà nelle scelte per il piccolo.

6. Puntualità e affidabilità sono le parole chiave

Per diventare una brava babysitter è importante conquistare la fiducia dei genitori. Essere puntuali e affidabili è dunque un requisito fondamentale: mai arrivare in ritardo, mai saltare un appuntamento (o quantomeno, mai farlo senza avvisare), attenzione a essere sempre raggiungibili e contestabili durante l’orario di lavoro e a portare a termine i compiti affidati dai genitori.

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