Neonati

Coliche del neonato: cosa sono e come risolverle

Se tuo figlio piange disperato per ore e ore, evidentemente fa parte della folta schiera di neonati che soffrono di coliche. Niente panico: non sono pericolose e sono destinate a sparire da sole, magari con qualche piccolo aiuto.

Se tuo figlio piange disperato per ore e ore, evidentemente fa parte della folta schiera di neonati che soffrono di coliche. Niente panico: non sono pericolose e sono destinate a sparire da sole, magari con qualche piccolo aiuto.

Le nausee della gravidanza ormai sono un ricordo sbiadito, ti sei rimessa in piedi dopo il parto e finalmente ti puoi godere il tuo bimbo. Ma poi, improvvisamente, iniziano i pianti. Disperati, interminabili, assordanti. Ebbene sì, sei anche tu alle prese con le coliche di cui hai sentito parlare da tanti genitori esasperati. La brutta notizia è che purtroppo dovrai farci l’abitudine, perché non esiste una medicina capace di farle sparire da un giorno all’altro; la buona notizia è che questo fenomeno è assolutamente normale, transitorio e tutt’altro che rischioso per la salute. Ora ti spieghiamo per filo e per segno di cosa si tratta.  

Come riconoscere le coliche del neonato

Un neonato piange spesso, questo lo sai bene. D’altronde non ha altri modi per esprimere emozioni, necessità fisiologiche, dolore, bisogno di attenzione. Se è così, come distinguere le coliche dalla fame o da qualsiasi altro fastidio fisico? Il nostro punto di riferimento è la sempre valida “regola del tre” elaborata nel 1954 dal celebre pediatra statunitense Morris Arthur Wessel: si parla di coliche quando un neonato in buona salute piange più di tre ore al giorno per almeno tre giorni alla settimana, e quando il disturbo si protrae per almeno tre settimane consecutive.

Le coliche non sono pericolose! 

Di fronte a crisi così inconsolabili, preoccuparsi è la reazione più istintiva e comprensibile. Soprattutto se sei appena diventata mamma per la prima volta, non potrai fare a meno di chiederti se tuo figlio sta davvero così male. Una visita preliminare dal pediatra è sempre una buona idea, perché ti permette di escludere che il dolore sia la spia di qualche altra malattia. 

Se anche il medico conferma che si tratta semplicemente di coliche, sappi che sei in buona compagnia. Come spiega la dottoressa Viviana Barberis del Centro Medico Santagostino, si tratta di un fenomeno fisiologico e benigno che interessa il 10-30% dei bambini, maschi e femmine. Di solito insorge a partire dalle 2-3 settimane di vita, per scomparire spontaneamente fra il terzo e il quarto mese. I lattanti che soffrono di coliche sono comunque in perfetta salute e continuano a crescere in peso e in lunghezza, alla pari di tutti gli altri. 

Le cause delle coliche nei neonati

Le cause delle coliche gassose

Probabilmente, arrivata a questo punto ti sentirai un po’ confusa. Se le coliche non sono una malattia e non hanno conseguenze, quali sono le cause? E perché tuo figlio sembra soffrirne così tanto? 

La verità, spiega il sito dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, è che ne sappiamo ben poco. Nel tempo sono state elaborate diverse teorie:

  • L’ipotesi più ragionevole è che alla base di sia un eccesso di gas nell’intestino, prodotto dai batteri oppure ingerito dal bimbo. Ad oggi, però, non sono ancora stati pubblicati studi scientifici che ne diano una prova certa.
  • Altri esperti ritengono che le coliche segnalino un’allergia al latte. Tuttavia pare che non ci sia alcuna differenza tra i bambini allattati dalla mamma, quelli nutriti con latte formulato e quelli che seguono un’alimentazione priva di latte. 
  • Altri ancora propendono per una spiegazione non fisica, ma psicologica. Il dottor Costantino Panza, per esempio, sostiene che i bambini che soffrono davvero di fastidi addominali siano solo una sparuta minoranza: tutti gli altri piangono per mille motivi connaturati al loro percorso di crescita. 

Rimedi per le coliche del neonato

Ora che ti sei chiarita (per quanto possibile) le idee, è il momento di passare all’azione. C’è qualcosa che puoi fare per consolare il pianto disperato del tuo piccolo? 

Innanzitutto, cerca di mantenere la calma. Di sicuro è più facile a dirsi che a farsi, dopo svariate notti insonni e costellate di preoccupazioni, ma è anche la strategia più importante in assoluto. Fin dai primissimi giorni di vita, sottolinea la dottoressa Barberis, il bebè percepisce le emozioni di mamma e papà e si adegua al loro stato d’animo. 

Dopodiché puoi sperimentare altri rimedi che intervengono in modo più mirato sulle possibili cause, rassegnandoti al fatto che non esiste una formula di sicura efficacia:

  • Massaggiare il bimbo a pancia in giù, tenendolo posizionato contro il tuo avambraccio. 
  • Passeggiare avanti e indietro per la casa, cullandolo e cantandogli la sua ninna nanna preferita.
  • Accendere il phon o l’aspirapolvere per fargli ascoltare il rumore bianco. 
  • Fargli assumere il sineticone, un farmaco che contrasta i sintomi dell’accumulo di gas; ma solo se è il tuo pediatra a prescriverlo! Anche se è molto diffuso, infatti, le evidenze scientifiche ancora non concordano sulla sua reale utilità.
  • Fasciare il tuo neonato (tecnicamente si parla di swaddling), sempre sotto la guida di un esperto.  
  • Fare un giro in auto, confidando nel potere calmante del brusio e delle vibrazioni del motore.

Come avrai intuito, ci vuole tanta, tanta pazienza. Prendila così: il tuo cucciolo sta pur sempre affrontando una fase della sua crescita. Per quanto sia stancante, solo se resterai al suo fianco con tutto il tuo affetto potrai donargli la serenità di cui ha così tanto bisogno!