Bonus baby sitter: requisiti, a chi spetta e come richiederlo

A quanto ammonta, chi ne ha diritti e come fare domanda: le cose da sapere sull'aiuto economico previsto durante la Fase 2.

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Il Decreto Rilancio, varato dal Governo a maggio 2020, prevede, oltre al cosiddetto bonus colf e badanti, anche nuove misure a sostegno delle famiglie. Tra gli aiuti economici previsti durante la cosiddetta Fase 2 c’è il bonus baby sitter. Che, buona notizia, rispetto a marzo e aprile diventa più consistente. Ecco chi può richiederlo, a quanto ammonta e come ottenerlo.

Chi può richiederlo

Il bonus baby sitter può essere richiesto da genitori lavoratori dipendenti di aziende private, autonomi o iscritti alla gestione separata Inps, nonché da genitori che lavorano nel settore della sanità o nelle Forze dell’Ordine.

In ogni caso, per ottenere il bonus baby sitter occorre non aver fatto domanda anche per il congedo parentale, per il quale il decreto contempla tra l'altro una proroga di 30 giorni, con un'indennità pari al 50% della retribuzione. È inoltre escluso dal bonus chi al momento riceve un’altra forma di sussidio, come cassa integrazione e disoccupazione. 

L'alternativa-smart working

Per i genitori di figli under 14 impiegati nel privato, in alternativa, c’è la possibilità di poter utilizzare a richiesta il ‘lavoro agile’. Questo a patto che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, oppure che non vi sia genitore non lavoratore.

A quanto ammonta

Nella Fase 2, ovvero da maggio 2020, il tetto del bonus baby sitter è stato aumentato: il voucher sale da 600 a 1.200 euro per chi ha figli con meno di 12 anni (in caso disabilità non c'è limite di età), mentre per i lavoratori dipendenti del settore sanitario (pubblico o privato accreditato) e per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza da Covid-19 passa da 1.000 a 2.000 euro.

Esteso a più servizi

Nella Fase 2 l’utilizzo del bonus è stato inoltre esteso a più servizi. In vista dell’estate, si potrà infatti usare il voucher anche per pagare i servizi integrativi per l’infanzia, i servizi socio educativi territoriali e i centri con funzione educativa e ricreativa.

A tal proposito, i genitori di ragazzi under 16 potranno detrarre le spese per i centri estivi per un importo fino a 300 euro, se la famiglia ha un reddito complessivo non superiore a 36.000 euro. Sul fronte congedo parentale, sino al 30 settembre 2020 e per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 30 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire di uno specifico congedo per i figli di età non superiore ai 12 anni, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione.

Come fare domanda

La domanda per il bonus baby sitter può essere presentata in tre modalità: per via telematica, direttamente dal portale dell’Inps (Prestazioni e servizi > Tutti i servizi > Domande per Prestazioni a sostegno del reddito > Bonus servizi di baby sitting), tramite call center chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure lo 06 164.164 (da rete mobile pagando in base alla propria tariffa); oppure attraverso i patronati.

Al servizio online si accede tramite le credenziali PIN, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE ((Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Qualora gli interessati non siano in possesso di queste credenziali, è possibile accedere al servizio in modalità semplificata: basterà il solo inserimento del PIN, ricevuto via SMS/email dopo l’apposita domanda.

Come si ottiene il bonus

La successiva fase dei pagamenti avviene tramite Libretto Famiglia, un vero e proprio libretto nominativo prefinanziato (acquistabile presso Inps e Poste Italiane) composto da titoli di pagamento dal valore di 10 euro, destinati solo a determinate categorie di lavoratori: è qui che l'Inps caricherà l’importo. Attenzione: per poter usufruire del bonus sia l’utilizzatore che il prestatore, ovvero il baby sitter, devono essere registrati sulla piattaforma per il lavoro occasionale dell’Inps, che procederà alla verifica dei requisiti. Come spiega l’Inps, inoltre, la somma non viene accreditata in automatico. Una volta ottenuto il bonus, infatti, per non perderlo il ‘genitore beneficiario’ «dovrà procedere all’appropriazione telematica del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, entro e non oltre 15 giorni solari dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda».

Foto apertura: Oksana Kuzmina - 123RF

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