Gli influencer dei migranti

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Danno consigli pratici sulla vita di tutti i giorni oppure lanciano messaggi per la liberazione politica ed economica del continente africano, con qualche consiglio per gli acquisti: ecco chi sono gli influencer dei migranti.

Usano Facebook, che in Africa non teme concorrenti (forse solo Whatsapp). Le loro dirette sono di scarsa qualità, ma seguitissime. Non sempre danno informazioni corrette, ma nella loro comunità sono dei punti di riferimento, anche per sapere quali prodotti acquistare e a quali eventi partecipare.

Sono gli influencer dei migranti, persone che hanno lasciato il proprio Paese alla ricerca di una vita migliore. Grazie ai social cercano di aiutare i propri connazionali a superare ogni tipo di difficoltà. In più, creano rete.

Baye Diouf

Tra questi c'è Baye Diouf. Come racconta Riccardo Bianchi, quest'uomo è arrivato in Italia dal Senegal. Vive da diversi anni in Lombardia. Ha creato un sindacato che garantisce servizi ai migranti africani, ma sembra nato per sfondare lo schermo. Infatti, oltre a una grande capacità di intessere rapporti, sa come comunicare con il suo pubblico attraverso i social.

I suoi follower lo seguono per ottenere consigli pratici. Fa dirette da 10.000 persone, anche se la qualità dei video è molto scarsa. Paradossalmente nel suo caso questo è un punto di forza perché l'utente finale percepisce il suo messaggio come più autentico, rispetto a quello più patinato dei politici. 

Kemi Seba

Tra gli influencer più seguiti dalla comunità africana c'è Kemi Seba. Aura decisa, fisico imponente e scolpito, lui veicola via Facebook un messaggio populista panafricano. Usa un linguaggio semplice per chiedere l'indipendenza economica e politica dell'Africa. Si rivolge ai fratelli migranti, con la speranza che possano tornare a casa. Un ciondolo a forma di Africa indossato in ogni occasione è il suo marchio di fabbrica. I suoi post raggiungono cifre da capogiro, che farebbero gola a molti politici italiani.

Mohamed Konare

Anche Mohamed Konare, il cui profilo sembra attualmente inesistente, punta a lanciare un messaggio panafricano, ma il risultato è più simile a quello dei complottisti. Dopo l'intervista a Byoblu con Claudio Messora (blogger, ex membro dello staff di comunicazione del M5S), sostiene che ci sono utenti che vorrebbero fermarlo a suon di profili falsi. 

Immagine di apertura: Kemi Seba-Facebook 

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