Creatività

Rossella O’Hara era razzista?

L'intensità delle proteste del movimento Black Lives Matter ha spinto l'HBO a cancellare Via col vento per i contenuti denigratori nei confronti degli afroamericani. La sua protagonista è tra i personaggi più bersagliati. Ma era davvero così pessima? 

L'intensità delle proteste del movimento Black Lives Matter ha spinto l'HBO a cancellare Via col vento per i contenuti denigratori nei confronti degli afroamericani. La sua protagonista è tra i personaggi più bersagliati. Ma era davvero così pessima? 

L'America è un Paese dal giovane passato, ma già pieno di eventi truci e disumani, come la schiavitù dei neri importati dall'Africa. Il fenomeno è stato raccontato da numerosi film, e non sempre per essere criticato. Nel 1939 usciva nei cinema Via col Vento, film tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mitchell, girato da Victor Fleming. Al centro di tutto, le passioni e i capricci di Rossella O'Hara, giovane ragazza, figlia di un possidente del Sud, abituata ad essere servita e riverita dalla sua Mami e dagli schiavi neri della piantagione.

Con l'intensificarsi delle proteste del movimento Black Lives Matter, l'emittente HBO ha ritirato dal suo catalogo Via col Vento, perché considerato un film razzista. Vincitore di otto premi Oscar tra cui quello per Hattie McDaniel, migliore attrice non protagonista e prima afroamericana a vincere la statuetta, il lungometraggio non risparmia epiteti da brivido verso i personaggi afroamericani. Ma per l'epoca in cui il film è uscito era tutto normale, socialmente accettato, seppur avvilente. E pensare che Margaret Mitchell aveva cercato di raccontare proprio la ferita di rabbia americana: la guerra civile, la povertà, i morti e l'evoluzione dei tempi, in cui figure come quella di Ashley annunciavano che avrebbero comunque liberato gli schiavi, anche senza la guerra. Il punto è che per spezzare certe catene, potrebbe volerci ancora molto tempo.

Chi è Rossella O’Hara

Scarlett O’Hara, italianizzato in Rossella, era la figlia di Gerald O'Hara, proprietario di Tara, una delle numerose piantagioni diffuse in Georgia nel 1861. È una ragazza frivola e civettuola. All'inizio del film la si vede flirtare con due baldi giovani prima di una merenda alle Dodici Querce. La tenuta appartiene ad Ashley Wilkes, uomo di cui è segretamente innamorata. Tuttavia quest'ultimo è impegnato con sua cugina Melania Hamilton, sua promessa sposa. La scoperta del legame manda in pezzi Rossella, che sarà ossessionata da Ashley per tutto il film.

Per vendetta Rossella sposa il fratello di Melania, Carlo, pur non essendone innamorata. Ma lui muore dopo poco, lasciandola presto vedova e consolabilissima. Sfrontata (balla pur essendo in lutto), coraggiosa (fa nascere il figlio di Melania senza assistenza medica con la puerpera in travaglio prematuro), dotata di grande forza morale, Rossella non si perde d'animo davanti a nessuna difficoltà. Questo l'ha resa per molto tempo a suo modo un'icona femminile.

Tornata in una Tara saccheggiata e incolta, Rossella diventa il capofamiglia e obbliga tutti a lavorare fino allo stremo per sopravvivere, coinvolgendo le sorelle e i due ex schiavi rimasti, Mami e Pork. Risolte diverse difficoltà economiche con un matrimonio di convenienza, Rossella riesce a tornare pian piano agli antichi fasti. Seppur innamorata ancora del malinconico Ashley, sposerà il terribile e affascinante Rhett Butler, da cui avranno anche una figlia, Diletta. Il rapporto tra i due è difficile, ma la morte della piccola complica ancor di più le cose. Solo alla fine del film Rossella scopre di essere innamorata di Rhett. Ma lui, in una immortale scena, la respinge.

«Domani è un altro giorno» le frasi celebri di Rossella O’Hara 

Via col Vento è un film pieno di scene epiche e di frasi memorabili. Oltre a «Domani è un altro giorno» e «Francamente, me ne infischio», la sceneggiatura (premiata con l'Oscar) è densa di citazioni emozionanti. Ad esempio, in occasione del ballo con Rhett durante la prima vedovanza, i due hanno un dialogo straordinario. Rossella dice «Un altro ballo e la mia reputazione è rovinata». Rhett: «Chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione». Rossella: «Dite delle cose scandalose voi».

La scoperta del sogno d'amore svanito per Ashely è un altro momento toccante del film. Melania sta morendo e Rossella cerca di consolare il suo innamorato, che però piange la morte della moglie. Lei, in risposta, dice: «Ashley, avreste dovuto dirmelo anni fa che amavate lei e non me. E non ingannarmi parlandomi dell'onore. Avete aspettato fino ad ora, ora che Melania sta morendo per farmi capire che non conto per voi più di quello che Bella Watling conta per Rhett. E io ho amato qualcosa che non esiste. Strano... mi è indifferente... Sento che non m'importa. Non me ne importa niente».

La frivolezza del personaggio di Rossella è incarnato anche in momenti quasi comici come i preparativi per la merenda alle Dodici Querce. Mami le consiglia di fare colazione per non ingozzarsi durante la festa. Rossella si oppone per poi cedere, dicendo «Quante stupidaggini si devono fare per trovare marito!».

Ma il coraggio e la tenacia di Rossella è incarnato in frasi come questa. «Giuro davanti a Dio, e Dio m'è testimone, che i Nordisti non mi batteranno! Supererò questo momento e quando sarà passato, non soffrirò mai più la fame, né io né la mia famiglia, dovessi mentire, truffare, rubare o uccidere. Lo giuro davanti a Dio: non soffrirò mai più la fame!».

Rossella O’Hara e Via col vento nella bufera

Considerato un film simbolo della storia del cinema mondiale, oltre a essere uno dei preferiti di Donald Trump, Via col Vento è diventato il simbolo della reazione antirazzista all'omicidio di George Floyd da parte di un agente di polizia di Minneapolis. La piattaforma HBO Max lo ha rimosso, dichiarando che il film è «il prodotto del suo tempo» e «presenta alcuni pregiudizi etnici e razziali che sfortunantamente sono stati comuni nella società americana».

A spingere verso questa decisione è stato John Ridley, sceneggiatore di un altro film premiato da tre premi Oscar, 12 anni schiavo. «È un film che glorifica il Sud ante bellum - ha spiegato l'artista in un suo intervento sul Los Angeles Times - Quando non ignora gli orrori della schiavitù, si ferma a perpetuare i più dolorosi stereotipi sulla gente di colore. Mettendo assieme i migliori talenti dell'epoca di Hollywood, romanticizzò una storia mai esistita, dando copertura all'iconografia dell'era delle piantagioni come materia di 'tradizioni' e non di odio».

HBO toglie Via col vento dal catalogo

Ma Via col Vento non è stato l'unico film travolto dalle proteste e cancellato dallo streaming in America. Dopo 33 stagioni Paramount Network ha cancellato a tempo indeterminato il popolare reality Cops. Lo show, che accompagnava vere volanti di pattuglia in varie città americane, aveva dato della polizia un ritratto positivo, agli antipodi con le brutalità emerse negli ultimi giorni. Con lo stesso intento sono stati cancellati anche altri show storici come Little Britain, The Mighty Boosh e The Dukes of Hazzard. Lo scopo? Sempre lo stesso. Limitare la perpetuazione degli stereotipi razzisti. Ne hanno fatto le spese anche i Moretti di cioccolato.

Rossella O’Hara era razzista?

Ma la vera domanda da porsi è: Rossella O’Hara era razzista? Be', si può fare poco per difendere un personaggio che durante il film dice: «Io la frusto, quella Prissy», riferendosi alla sua inserviente nera. A lei si rivolge ancora così: «E non star lì come un'oca! Corri! Presto, svelta! Se no ti giuro che ti vendo!». Insomma, non proprio un'adepta ideale dei Black Lives Matter.

Storicizzando il film, Rossella O'Hara era solo lo specchio di valori sbagliati tramandati di padre in figlia. Nel film anche i neri mostrano tratti razzisti tra di loro. Ad esempio, a un certo punto Pork dice: «Chi munge la mucca, Miss Rossella? Noi negri domestici!», sottolineando le differenze tra quelli dei campi e quelli di casa. Ovviamente la parola negri abbonda impunita e impudica.

Quindi sì, Rossella O'Hara era razzista come qualsiasi persona bianca vissuta in Georgia nel 1861, tempo in cui classi sociali, generi sessuali e ruoli erano scanditi e definiti dalle piantagioni di cotone e dal colore della pelle. Ma contestualizzando il tempo e lo spazio di questo racconto, Via col Vento resta un importante documento storico, che ci ricorda oggi come certe cose non debbano succedere mai più.

Il personaggio di Mami, tra critiche e riconoscimenti

Al netto degli anni sulle spalle, Via col Vento resta un film campione d'incassi, premiato con otto premi Oscar, tra cui quello per Hattie McDaniel, interprete di Mami. Fu la prima afroamericana a vincere un premio Oscar e ad essere nominata per una categoria di attori. Le sue caratteristiche fisiche segnarono la sua carriera cinematografica. McDaniel fu sempre relegata nei ruoli di matrona di colore, di cui il personaggio di Mami rappresenta il coronamento. Sia lei che Butterfly McQueen, interprete di Prissy, furono stereotipate anche dal doppiaggio italiano. Ma McQueen si lamentò con la produzione anche per aver tratteggiato il suo personaggio in modo particolarmente stupido e ignorante.

Tuttavia ciò che succedeva sul grande schermo vedeva un triste riscontro nel mondo reale. La celebrità non cancellava il colore della pelle. Infatti, alla prima di Via col Vento non le fu permesso di assistere perché il cinema in cui veniva proiettato era solo per bianchi. Segregata da un lato e criticata dall'altro, McDaniel fu osteggiata anche da alcuni membri della comunità afroamericana. Associazioni come la NAACP obiettarono come gli stereotipi hollywoodiani non solo relegassero i neri a ruoli di servi in generale ma anche che essi venivano spesso rappresentati come pigri, ottusi, violenti, e contenti di svolgere lavori umili. Oltre a bersagliare gli studios, furono incolpati anche gli attori di colore come McDaniel, che assecondavano questa immagine offerta da Hollywood.

Hattie McDaniel fu definita la "Zio Tom dei bianchi", accusata di perpetrare gli stereotipi razziali e l'accondiscendenza verso la schiavitù. Lei liquidò la questione come «pregiudizi di classe nei confronti dei domestici» e dichiarò: «Perché dovrei sentirmi in colpa se guadagno 700 dollari a settimana interpretando una cameriera? Se non lo avessi fatto, guadagnerei 7 dollari alla settimana lavorando come una vera donna di servizio». McDaniel non combattè mai per i diritti civili né entrò a far parte della Negro Actors Guidl of America fino al 1947, praticamente a fine carriera. Fu rappresentata sempre da un manager bianco, William Meiklejohn.

Hattie McDaniel e l’Oscar 

Nonostante fosse nera, nonostante sia vissuta in un'epoca difficile per le persone con la sua pelle, Hattie McDaniel è stata la prima attrice afroamericana ad aver vinto un Oscar. Per permetterle di partecipare alla cerimonia, il produttore di Via col Vento dovette chiedere un permesso speciale all'hotel in cui si teneva la cerimonia. La segregazione razziale era viva e vegeta a quei tempi: il tavolo dell'attrice fu sistemato lontano da quello degli altri membri del cast.

Hattie McDaniel può contare due stelle alla Hollywood Walk of Fame: una per i suoi contributi alla radio e una seconda per il suo lavoro di attrice. Lavorò in circa 300 film, ma fu accreditata solo in circa 80 di questi. Una carriera imponente ma invisibile, a cui però è stato concesso di brillare davvero almeno una volta.