Ilaria Arosio: «La mia Luna in musica»

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La playlist perfetta per festeggiare i 50 dall'allunaggio del 20 luglio 1969. L'abbiamo costruita assieme ad Ilaria Arosio, astrofisica sospesa tra scienza e rock.

Eccola, la Luna. Fa capolino, un po’ appannata, nella mente di Sting mentre volteggia ubriaco nella sua stanza d'albergo, leggero come un astronauta, con in bocca le note di Walking on the moon. Accompagna le canzoni di Neil Jung, il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia e la notte buia dell'Innominato. Chiama a sé con i suoi raggi Cyrano de Bergerac mentre spira tra le braccia della sua Rossana.

La voce le si “illumina” quando parla del nostro unico satellite. Lei è Ilaria Arosio, classe 1980, “The final countdown" (Europe) e “We are the world” (USA for Africa) come primi ricordi sonori. Di mestiere fa l’astrofisica. No, meglio, Ilaria è un'astrofisica sospesa tra scienza e rock, recita la sua frase-status di Twitter.

Da 13 anni si occupa a tempo pieno di divulgazione della scienza per l’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera. E da 7 si diletta a tessere sul suo blog, RockAndScience.com, i collegamenti che svelano il fine e fitto intreccio tra astronomia e rock, due discipline che vanno a braccetto da 50-60 anni: «Con l'astronomia ero impallinata fin da bambina ... non è che facessi queste grandi osservazioni, eh. Mi mettevo lì... guardavo la Luna ... e basta. Potevo star lì per delle ore. Il rock mi piace perché è una di quelle cose che fanno stare bene: è stata una rivoluzione sociale, culturale che ha assorbito tantissime novità portate dall'astronomia, dalla conquista dello spazio. Attraverso la musica rock degli ultimi 60 anni è possibile ricostruire la storia dell’astrofisica».

Inafferrabile, enigmatica, la Luna in musica è qualcosa di persistente, dalla sonata Al chiaro di luna di Beethoven a Noel Gallagher e il suo album Who built the moon?. Da dove viene il fascino magnetico di questo satellite?: «Per quanto possano venire fuori notizie nuove, galassie big bang ... se tu hai la Luna poco più grande del solito tutti ti chiedono della Superluna. E’ una compagna dell'uomo da sempre. La prima che ci ha permesso di scandire il tempo, attraverso le sue fasi. È quella presenza silenziosa che c'è. Ovunque. A cui ti puoi rivolgere quando sei solo. Rappresenta la solitudine ma anche la tua unica amica», dice Ilaria. “La Luna è rock”, le farebbe eco di sicuro Adriano Celentano.

Dal Duca Bianco a Neil Jung,  passando per REM, Elvis, Pink Floyd, Police. Assieme alla Arosio abbiamo costruito la nostra playlist dedicata al 50esimo anniversario dell’allunaggio, il 20 luglio.

10 canzoni per 10 storie per 10 ascolti sotto il cielo notturno. Tutte rock (con un' “intrusa”).

Godetevele tutte, una ad una. Mentre la guardate. La Luna.

1. ELVIS - Blue Moon of Kentucky - 1956

Elvis nasce come stella del rock con la benedizione della Luna. Blue Moon, infatti, è la seconda canzone da lui incisa, quella che lo incorona.

Blue moon in realtà è un modo di dire. Non è legato al fatto che Luna è blu: da un punto di vista scientifico sta a significare “una luna piena in più rispetto al solito”. Se si considera che la Luna piena capita normalmente ogni 28 giorni, se capita 2 volte al mese si chiama blue moon perché è un evento raro. E il termine “luna blu” è entrato un po' nella cultura, è diventato un fenomeno socialmente riconosciuto.

2. DAVID BOWIE - Space Oddity - 11 luglio 1969

Space Oddity esce l'11 luglio del '69, solo nove giorni più tardi gli americani metteranno piede per la prima volta sulla Luna. A dare l'ispirazione a Bowie non è l'allunaggio, ma il film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio”. Protagonista del brano è il Maggiore Tom, astronauta condannato a vagare nello spazio, rassegnato a soccombere a un destino imposto da altro e altri. Non ne esce, in verità, una visione molto edificante di quello che è l'astronauta e il viaggio spaziale: la canzone, che quest'anno compie 50 anni, finisce con Major Tom che sparisce nell'universo. Però di fatto la BBC la usa come colonna sonora dell'allunaggio.

3. PINK FLOYD - The dark side of the Moon - 1 marzo 1973

Che la Luna abbia una faccia nascosta si sa da sempre. Noi vediamo sempre la stessa faccia, della Luna. È come se ballassimo un valzer con il nostro compagno. E mentre volteggiamo per la sala noi di quel compagno continuassimo a vedere solo il volto, mai la schiena. Questo è quello che succede alla Luna e alla Terra: continuiamo a guardare in faccia la Luna. La sua “schiena” l'abbiamo vista per la prima volta con una foto scattata dalla sonda Luna 3, nel 1959: una sonda russa. The dark side of the moon dei Pink Floyd è diventato l'emblema del lato oscuro di ognuno di noi, quello a cui noi non riusciamo ad attingere. È  il simbolo della pazzia, dell'alienazione. In questo caso un concetto scientifico viene assimilato, fatto proprio e interiorizzato a tal punto da risultare l’emblema di uno stato umano.

4. POLICE - Walking on the moon - 5 ottobre 1979

Una notte Sting torna a casa tutto ubriaco nella sua camera d'albergo, a Monaco di Baviera. Crolla sul letto, in preda ai fumi dell'alcol. Poi inizia a vagare per la stanza leggero, leggero e baldanzoso, proprio come gli uomini sulla Luna, dove la gravità è di un sesto rispetto a quella della Terra. E nella sua testa prende forma pian piano questo riff: “Walking on the moon”. Nasce così la traccia n.6 del secondo album dei Police “Reggatta de Blanc”, che quest'anno compie 40 anni. In particolare, nella sua autobiografia Sting fa riferimento alla sua ex-ragazza: “Deborah Anderson era la mia prima vera ragazza... In quei primi periodi, tornare indietro da casa sua sarebbe successivamente diventato una canzone, poiché essere innamorati è come essere esenti dalla forza di gravità”.

5. LOREDANA BERTE' - E la Luna bussò – giugno 1979

Dove è un lusso la fortuna,

c'è bisogno della Luna

Quando la ascolti sembra di vedere un cartone animato con la luna che gira per le città, cerca rifugio nelle “finestre del vento”, rotola su champagne, caviale, party in piscina … fino ad arrivare ai marciapiedi, dove “è vero quel che vedi” . La Luna come una donna, una donna emarginata, esclusa, che alla fine trova la pace nel mondo “reale”, dove viene accettata per quello che è.

Era l'estate del 1979 quando una giovanissima Loredana Bertè sbancava tutte le classifiche con questa canzone che cavalca i ritmi del raggae, all'epoca sulla cresta dell'onda con il successo mondiale di Bob Marley, Peter Tosh e Jimmy Cliff.

6. VASCO ROSSI - Dillo alla Luna - 1988

Perché "può darsi che porti fortuna...".

Perché viene chiamata a condividere i pesi che ci portiamo sulle spalle. Perché alla fine tutti, una volta nella vita, le abbiamo detto qualcosa.

7. REM - Man of the moon - 1992

Chissà se è morto per davvero, Andy Kaufman. O se la sua dipartita è stata solo uno scherzo, lo scherzo finale, l'apice di quell'anti-humor che lo ha reso un performer unico e geniale. Il comico americano che imitava Elvis e si fingeva wrestler, è il “Man of the moon” della canzone dei REM. La sua morte, avvenuta nel 1984, è stata messa in discussione da molti, esattamente come "l'uomo sulla luna”. Andy è morto ufficialmente a soli 35 anni, per una rara e devastante forma di cancro ai polmoni. La canzone dei REM Man of the moon ha dato il titolo all'omonimo film del 1999, incentrato sulla sua vita e interpretato da Jim Carrey. Il video della canzone è stato citato da Rolling Stone fra i 100 migliori video musicali della storia. 

8. SMASHING PUMPKINS – Tonight Tonight - ‎15 aprile 1996

Il videoclip di Tonight, Tonight degli Smashing Pumpkins - tra i più belli di sempre e vincitore di 5 MTV Video Music Awards - è ispirato al film muto "Le voyauge dans la lune" del genio fantasioso e avanguardista George Méliés. Protagonista una coppia dell’inizio del ‘900, interpretata da Tom Kenny e Jill Talley, in procinto di salire su uno zeppelin per raggiungere la Luna. Una Luna che ha lo stesso faccione, tenero e grottesco, della celebre luna di Méliés, sfigurata da una navicella a forma di proiettile. Una Luna divenuta virale ancor prima dell'avvento dei social.

9. NEIL YOUNG - Harvest Moon - 2 novembre 1992

La Luna accompagna Neil Young e le sue canzoni. Lo guida, lo segue, lo ispira. È più facile che lui incida un disco se la data della registrazione coincide con una Luna piena. Neil Young sceglie sempre di registrare in campagna, perché quando esce gli piace guardare il cielo, contare le stelle. In un'intervista del 2005 ha dichiarato: “Gli indiani seguivano la Luna, che scandiva il tempo e le stagioni, io l'ho seguita per tutto il tempo che ricordo, per me è come una “religione”. Potrebbe essere pericoloso lavorare sotto la luna piena. Ma è una cosa meravigliosa, specialmente per il rock 'n' roll”.

10. JOVANOTTI - Luna di città d'agosto - 1997

Luna di città d'agosto
che sembri solamente mia
in questo asfalto posto
con la gente che se n'è andata via
luna di città d'agosto
mi piace guardarti la schiena
mentre sei girata verso il mare
in questa nottata serena
va e dille che sto bene
di non pensare a me
di lasciar perdere
il vento soffia e il tempo passerà

Inclusa in "Lorenzo 1997 – L'Albero", Luna di città d'agosto è una delle canzoni più amate di Lorenzo Jovanotti. Una ballata cantata alla luna in agosto, con la città deserta, e la luna che diventa compagna solitaria, portatrice di messaggi, amica.

E se avete ancora voglia di ascoltare ancora la luna in musica qui c'è tutta la playlist dell'INAF - Osservatorio di Brera

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