Le 10 cose che devi sapere su Sanremo

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Lo sapevi che Sanremo ha organizzato il primo talent show canoro? E che negli anni Ottanta non c'era l'orchestra e si cantava in playback? Questa e altre curiosità ce le racconta Eddy Anselmi nel suo libro Il Festival di Sanremo.  

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Ogni anno inizia tra polemiche e incertezze. Ogni anno siamo pronti a boicottarlo. Ogni anno finiamo per guardarlo. Perché – come ha decretato Pippo Baudo negli anni NovantaSanremo è Sanremo. C'è chi ne ha fatto un oggetto di studi, dedicando un libro all'intera storia del Festivàl, tra retroscena, rivalità, innovazioni e storici successi.

Eddy Anselmi, storico della musica leggera e del costume, è l'autore di Il Festival di Sanremo (DeA Planeta). Tra le sue pagine abbiamo scovato tantissime curiosità. In attesa della nuova edizione, ne abbiamo scelte 10.

Ecco 10 cose che devi sapere su Sanremo:

Perché Sanremo è a Sanremo

Prima di Sanremo si era tentato di organizzare altre competizioni canore di carattere nazionale. Ci provano negli anni Venti e Trenta a Pescara e a Rimini. Negli anni Quaranta in Versilia. Ma è il Casinò di Sanremo ad avere in mano la carta vincente. Prende l'edizione versiliana e la porta sulla costa ligure.

«La nascita del Festival è una convergenza straordinaria, che tramite Angelo Nizza, ufficio stampa del Casinò, mette d'accordo Pier Busseti, patron dell'ATA (Attività Turistiche Alberghiere), Giulio Razzi, direttore della Rai e l'editoria musicale milanese, che aderisce per senso dell'opportunità e per curiosità, dopo aver caldeggiato a lungo un rinnovamento del repertorio radiofonico», scrive Anselmi.

Inoltre, «il Festival nasce a Sanremo perché la sede della Rai è a Torino, le case editrici musicali sono a Milano e la città rivierasca è un luogo di villeggiatura apprezzato dai benestanti delle città del Nord e un ideale punto d'incontro».

San Remo non esiste

«Nel calendario liturgico non esiste nessun santo che porti questo nome», scrive Anselmi. Il nome della città che ospita il Festival, scritto staccato, risale all'epoca fascista, quando diversi uffici statali, negli anni Venti, continuano a utilizzare la gradia San Remo. Trenitalia l'ha utilizzata fino a pochi anni fa.

«Come Pif ha raccontato a margine dell'edizione 2014, il patrono di Sanremo è San Romolo, festeggiato il 14 ottobre. Si ritiene che il nome della città derivi proprio dal nome di San Romolo, che i sanremesi pronunciano San Roemu».

Il primo Festivàl

La prima edizione del Festival di Sanremo si tiene il 1951 presso il Salone delle Feste del Casinò municipale di Sanremo, dal 29 al 31 gennaio. In gara ci sono tre interpreti, che cantano 20 canzoni di cui 10 finaliste: sono Achille Togliani, il duo di gemelle Dina e Delfina Fasano, e la solista bolognese Nilla Pizzi.

L'ex operaia della Ducati Radio, era stata allontanata dal suo lavoro per via della voce "troppo sensuale". L'esperienza di fabbrica deve aver fatto bene a Nilla, che si trova a suo agio nel timbrare il cartellino per il Festival: sì, perché gli interpreti erano dei veri e proprio impiegati, con tanto di orari, turni di lavoro e stipendi uguali a quelli dei musicisti e operatori. Tra una canzone e l'altra, gli artisti aspettano seduti a lato dell'orchestra, senza poter tornare in camerino.

Presenta Nunzio Filogamo, mentre la direzione artistica è di Giulio Razzi (ai tempi le due cariche non coincidevano ancora). La vittoria veniva decisa grazie ai voti del pubblico del Casinò. Quell'anno vinse Nilla Pizzi, «vestita con un abito bianco, di pizzo, lungo e arricciato in vita, con un tralcio di rose appuntato sul vestito», con la canzone Grazie dei fiori.

«Per Nilla Pizzi è il successo personale. Diventa subito "la Signora della canzone" in attesa di diventare simbolicamente la Regina: rimasta sola e smesso l'abito di scena, la vincitrice si affaccia ai tavoli da gioco. Redarguita dal suo accompagnatore perché indica il 64 come numero da puntare alla roulette, i cui numeri arrivano fino al 36, non metterà più piede in una sala da gioco», racconta Anselmi.

Sanremo talent show

Ad un certo punto della sua storia la Rai ha iniziato a combattere il divismo. Nel 1956 Sanremo diventa il simbolo del totale rinnovamento di cui hanno voglia gli enti organizzatori e la rete di Stato. Così prende vita il primo talent show della storia televisiva italiana.

Infatti, il direttore artistico Giulio Razzi oraganizza un «Concorso nazionale per voci nuove». Arrivano 6.446 candidature: rimangono in 15. Gli artisti selezionati vengono avviati a corsi di perfezionamento presso la Rai di Torino, solo che all'epoca nessuno si sognava di riprenderne i progressi con delle telecamere nelle sale di registrazione.

«Quello del Festival 1956 è il primo tentativo sperimentale della televisione di imporre personaggi che nascono davanti alle telecamere e vengono selezionati dal pubblico - scrive Anselmi -. Il responso però è negativo: la notorietà televisiva non è ancora sufficiente per ottenere il successo». I presentatori dell'edizione 1956 sono Fausto Tommei e Maria Teresa Ruta (classe 1932 e non 1960). Vince Aprite le finestre, cantata da Franca Raimondi. Domenico Modugno esordisce come autore con il brano Musetto.

Domenico Modugno, l'uomo delle rivoluzioni

Iniziamo col dire che Nel blu, dipinto di blu, ha lottato per essere ammessa tra le 20 canzoni in gara al Festival del 1958. A insistere per la sua ammissione fu Arrigo Polillo, critico musicale e jazzista. Domenico Modugno è stato il primo autore nella storia di Sanremo a cantare un brano composto personalmente.

In quell'edizione ogni canzone doveva essere proposta da due artisti. Il cantante nato a Polignano a Mare, in provincia di Bari, gareggiava con un ancora minorenne Johnny Dorelli, noto come il Frank Sinatra italiano. Dietro le quinte, durante la serata del 1 febbraio, Modugno prese a pugni Dorelli, per fargli superare la paura dl palcoscenico. Nervosissimo, durante la sua esecuzione Modugno salta un'intera strofa. Vince e riceve una standing ovation.

«A telecamere spente, alcuni spettatori salgono sul palcoscenico e cantano in coro "Volare, oh oh"». A presentare la manifestazione ci sono Gianni Agus e Fulvia Colombo. «Il grande protagonista del Festiva, Domenico Modugno, rivoluziona il modo di cantare e di esibirsi sul palcoscenico, frantumando lo stereotipo del cantante rigoroso e contenuto, proponendo al pubblico modi e gesti innovativi - spiega Anselmi -. Quando è sul palco, Modugno apre le braccia anziché portarle al cuore secondo le consuetudini dei cantanti dell'epoca».

Arrivano gli stranieri

L'edizione del 1964 segna l'ingresso degli artisti stranieri a Sanremo. Infatti, si trasforma anche il titolo della manifestazione, che diventa "Festival Internazionale della canzone italiana". Si conferma la formula della doppia esecuzione, ma uno dei due cantanti deve essere straniero. Questi vengono pagati, ma non gli artisti italiani, che si dice paghino una quota di iscrizione di due milioni di lire ciascuno.

«La maggior parte degli stranieri che lavorano per la RCA sono "clandestini": sbarcati a Nizza ed entrati in Italia con un visto turistico, molti di loro non sarebbero in possesso del documento necessario per lavorare nel nostro Paese, che arriva provvidenzialmente solo nelle ore che precedono l'apertura del sipario», scrive Anselmi.

Le canzoni in gara sono 24. Viene abolita la giuria di sala e si affida la votazione a 20 gruppi di ascolto. Questa edizione sarà anche ricordata per il clamoroso playback di Bobby Solo, che viene poi squalificato.

Orchestra vs basi

Negli anni Settanta il Festival di Sanremo viene già classificato come "vecchio". I cantanti non hanno più voglia di andarci. Per capire: Gianni Morandi e Bobby Solo, due icone della manifestazione, nel 1971 aprivano il concerto dei Led Zeppelin a Milano. Nel 1972 viene abolita la regola del doppio interprete: ogni canzone sarà cantata da una sola voce.

Ma soprattutto nel 1976 scompare l'orchestra, sostituita dalle basi musicali. Nel corso degli anni Ottanta ci furono cantanti che si esibirono anche in playback. Nell'edizione del 1984 diventa addirittura obbligatorio. Gli strumenti musicali torneranno sul palco nell'edizione del 1990.

La prima volta all'Ariston, a colori

Nel 1977 il Festival torna ad avere successo, grazie anche al cambio di sede. Si passa dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo al Teatro Ariston, ancora oggi storica sede della kermesse. La buona riuscita della manifestazione è data anche dal fatto che il pubblico può accedere più facilmente allo spettacolo live. Il prezzo dei biglietti infatti diminuisce. Inoltre, questo è il primo Festival che viene trasmesso dalla Rai a colori. Con sole dodici canzoni in gara, le vendite dei dischi presentati a Sanremo tornano a vendere.

Nuove proposte

Sanremo è stato più volta palco di lancio per giovani artisti in cerca di gloria, come Nilla Pizzi. Ha messo su una specie di "primo talent musicale" à la Amici di Maria De Filippi. Ma il Festival di solo sconosciuti non funziona. Nel 1984 viene così istituita la sezione Nuove Proposte. Fino all'edizione 2019, in cui Baglioni l'ha esclusa, è stata una costante della manifestazione, reintrodotta nel 2020 da Amadeus.

La scomparsa di Claudio Villa

È il 4 febbraio 1987. Pippo Baudo regge saldamente il timone di Sanremo. In apertura della prima serata dice: «Mi piace segnalarvi un cantante caro a tutti, che ha battuto tutti i record e che speriamo torno al più presto fra di noi come partecipante attivo e combattivo». Claudio Villa ha 61 anni ed è ricoverato in ospedale a Padova. Il Reuccio si spegnerà nel pomeriggio di sabato 7 febbraio, alla vigilia della finale, a causa di complicazioni sorte dopo l'intervento chirurgico. «Non vivo così, morire è meglio», sarebbero le sue ultime parole.

«La Rai decide di non diffondere la notizia con il telegiornale delle 20:30: in apertura di trasmissione, Baudo annuncia solo il peggioramento delle condizioni di Claudio Villa», riferisce Anselmi. Alle 23:10 il presentatore entra in scena e annuncia mestamente la scomparsa del cantante, a cui il pubblico tributa un'ultima ovazione. Anche questo è Sanremo. 

Chi è Eddy Anselmi

Eddy Anselmi è uno storico della musica leggera e del costume, giornalista, social media manager e autore tv. È considerato un’autorità sul Festival da tutti gli addetti ai lavori ed è invitato e intervistato regolarmente da stampa, radio e tv nel periodo di Sanremo. Negli anni Dieci è il capodelegazione aggiunto all'Eurovision Song Contest. 

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