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Kate Winslet e le altre: quando la detective è donna

Tanti applausi per Kate Winslet nei panni di una detective: se vi è piaciuto Omicidio a Easttown, ecco altre serie assolutamente da non perdere. 

Tanti applausi per Kate Winslet nei panni di una detective: se vi è piaciuto Omicidio a Easttown, ecco altre serie assolutamente da non perdere. 

Tutti pazzi per Omicidio a Easttown. Almeno quelli che hanno visto, s’intende, la serie con protagonista Kate Winslet nei panni di Mare Sheehan, detective che si trova a indagare su un brutale assassinio avvenuto in una cittadina della Pennsylvania, appunto. Specie dal trionfo della prima stagione di True Detective, il genere small town crime story gode di molto successo in America: qualcuno viene ammazzato e le indagini portano a galla i misteri nascosti dietro la pacifica facciata della provincia statunitense. Una formula riproposta anche in Sharp Objects, solo che in quel caso Amy Adams interpretava (la versione romanzata di) una giornalista, mentre nella parte del detective c’era Chris Messina.

In Omicidio a Easttown a condurre le indagini è invece una figura femminile, tra l’altro Premio Oscar: se vi è piaciuta l’ultima fatica di Kate Winslet, ecco altre serie tv assolutamente da non perdere, dove sono le donne a risolvere casi. Spoiler: non c’è La signora in giallo, solo perché abbiamo dato spazio alle poliziotte, mentre Jessica Fletcher è notoriamente una scrittrice.

Broadchurch

Piccola città e accenti marcati. Se una volta terminato Omicidio a Easttown vi mancheranno queste due cose, la soluzione è Broadchurch. Questa serie, passata inosservata o quasi in Italia, è un classico whodunit, con l’ingrediente principe delle serie crime britanniche, ovvero l’ingorgo di possibili colpevoli. Si verifica un omicidio in una piccola (e immaginaria) cittadina, in questo caso ubicata lungo le bianche scogliere del Dorset, e chiunque, tra un altarino scoperto e l’altro, finisce nell’elenco dei sospettati. Da vedere assolutamente in lingua originale: a darci di brutto con l’accento scozzese è David Tennant, nei panni del burbero detective Alec Hardy, affiancato da Olivia Colman (pre The Crown) in quelli della poliziotta locale Ellie Miller. Ci sono tre stagioni di Broadchurch, tutte estremamente valide, caso più unico che raro.

Top of the Lake

Tra il ruolo di Peggy Olson in Mad Men e quello di June in The Handmaid's Tale, forse per darsi un po’ di respiro in mezzo a tanta mascolinità tossica, Elisabeth Moss ha infilato la parte della detective Robin Griffin in Top of the Lake, serie poliziesca girata e ambientata interamente in Nuova Zelanda. Al centro della storia, la misteriosa sparizione di Tui Mitcham, ragazzina 12enne incinta, più tutti i misteri del suo remoto paese natale, la fittizia Laketop. Ottima lei, ottimo il resto del cast: da David Wenham a Peter Mullan, fino a Holly Hunter nei panni di una guida spirituale svizzera, intenta a fare proseliti all’altro capo del mondo. E c’è pure Lucy Lawless, Xena principessa guerriera. Molto bella la prima stagione, guardabile ma peggiore la seconda, ambientata a Sydney (con Nicole Kidman nel cast).

The Valhalla Murders

Toni grigi e azzurri, tanta neve e una storia oscura e violenta, in questo nordic noir ambientato in Islanda, a Reykyavik e dintorni, dove le notti possono essere molto lunghe. La capitale viene colpita da una serie di misteriosi omicidi, su cui indagano l’investigatore Arnar (interpretato da Björn Thors), che richiamato da Copenaghen soffia il ruolo di capo alla collega Kata (Nína Dögg Filippusdóttir), poliziotta ma anche mamma lavoratrice separata, con il figlio emarginato dai compagni di scuola. Certo, dare il titolo The Valhalla Murders a una serie in cui ci sono degli omicidi e a un certo punto delle indagini salta fuori il vecchio orfanotrofio Valhalla non è il massimo, perché toglie un po’ di sorpresa. Ma è comunque da vedere, se non altro come iniziazione al poliziesco scandinavo.

Marcella

Impossibile non innamorarsi (parere maschile) del modo in cui la detective Marcella Backland porta la camicia sotto ai maglioni. Outfit a parte, a interpretare la poliziotta del Metropolitan Police Service di Londra, alle prese con un presunto assassinio seriale, è Anna Friel. Marcella, con la “c” e non “Marsella”, come qualsiasi anglofono erroneamente direbbe, ha un problema: soffre di disturbi della memoria, cosa che a un certo punto le fa pure temere di aver ucciso qualcuno. Bene ma non benissimo e infatti arriva alla fine delle indagini abbastanza schizzata. Ottima la prima stagione, godibile la seconda, terribile la terza, in cui la detective si fa bionda per un lavoro sotto copertura.

The Fall

Gillian Anderson è una garanzia, dai tempi di X-Files. Per rimanere alle serie, ha impreziosito Hannibal, ha reso guardabile Sex Education, è stata una fantastica Thatcher in The Crown. E ha pure interpretato Stella Gibson in The Fall, serie crime ambientata a Belfast, dove la polizia locale è alle prese con un serial killer. Non c’è mistero sull’assassino, che viene svelato subito: si chiama Paul e lo interpreta Jamie Dornan, padre affettuoso dalla doppia vita, qui decisamente più hardcore rispetto a Cinquanta sfumature di grigio. A coadiuvare Gillian Anderson il-fu-George Best John Lynch nei panni del poliziotto Jim, ossessivo nel suo (in lingua originale) “Stella!”, quando si tratta di richiamare la collega. Ma è un fastidio tollerabile: The Fall è una serie da non perdere (a differenza di Paranoid con Indira Varma, consiglio rapido di non visione).