Serie TV

Dal grande al piccolo schermo: quando le dimensioni contano

A venti anni dal debutto al cinema, Le fate ignoranti di Özpetek diventa una serie tv: sicuri che sia una buona idea?

A venti anni dal debutto al cinema, Le fate ignoranti di Özpetek diventa una serie tv: sicuri che sia una buona idea?

La Mostra del Cinema di Venezia che ha incoronato L'événement di Audrey Diwan non è stata, come al solito, solo il concorso principale. Ma anche una serie di altri eventi, come la celebrazione dei primi vent’anni di Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, che ha appena finito di girare la serie tv tratta dal suo film cult del 2001. Cristiana Capotondi nella parte che fu Margherita Buy, Luca Argentero che eredita il ruolo di Stefano Accorsi, ma con lo stesso impianto narrativo, ovviamente “diluito” in un format diverso. Film che diventa serie tv o serie tv che diventa film: da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, l’adattamento è sempre un rischio.

Si fa presto a dire adattamento

“Adattamento” è poi un termine molto vago: non di rado le serie tv sono in realtà dei sequel. Kobra Kai, ad esempio, si svolge decenni dopo Karate Kid e lo stesso vale per Ash vs Evil Dead, seguito della saga La casa. Hannibal è invece prequel de Il silenzio degli innocenti, mentre la serie antologica Fargo ha le atmosfere del film firmato fratelli Coen, ma trame diverse. Idem Gomorra. E Suburra? Beh, diciamo che riprende troppo poco del film originale per essere considerato una sua trasposizione. Ecco 5 serie tv che possono essere considerate “davvero” adattamenti di altrettanti film.

5. Snowpiercer

In un mondo decimato da una nuova era glaciale, un gruppo di sopravvissuti rimane in vita all'interno di un treno, chiamato Snowpiercer, che in continuo spostamento lungo binari che collegano i diversi continenti, si procura l'energia necessaria attraverso il moto perpetuo. Tratto dalla graphic novel post-apocalittica Le Transperceneige, il film ha segnato il debutto cinematografico in lingua inglese del regista sudcoreano Bong Joon-ho, futuro vincitore dell’Oscar con Parasite. Discreta pellicola, a differenza della serie, flagellata da una terrificante interpretazione di Daveed Diggs, per niente credibile nel ruolo del capopopolo, dato il perenne mezzo sorriso, i rasta a mezza schiena (ideali per azioni in incognito) e l’espressione di uno che si è appena svegliato. Almeno nel film la parte era toccata a Chris Evans, insomma a Capitan America.

4. 10 cose che odio di te

Non ha mai preteso premi dall’Academy 10 cose che odio di te, ma questa commedia sentimentale ispirata a La bisbetica domata di Shakespeare è diventata, a suo modo, un piccolo cult. Merito di Heath Ledger e di Julia Stiles, che avrebbe potuto fare ben altra carriera. Adattamento di un’opera teatrale, a sua volta la pellicola è stata trasformata in una serie televisiva nel 2009. Larry Miller unico degli attori originali: Ledger era già passato a miglior vita, ma siamo sicuri che ne sarebbe stato ben alla larga.

3. Westworld

Ecco, Westworld è una delle poche serie televisive, se non l’unica, superiore alla pellicola che l’ha ispirata. In questo caso stiamo parlando di un film scritto e diretto nel 1973 da Michael Crichton (sì, lo scrittore di Jurassic Park), meglio conosciuto in Italia con il titolo Il mondo dei robot. Da vedere, se non altro per Yul Brynner. Assolutamente da guardare invece la serie, una delle migliori degli ultimi anni.

2. Crash

Se avete storto il naso quando Crash ha vinto l’Oscar come miglior film nel 2004, aspettate di vedere la serie tv. Personaggi diversi, ma ambientazione identica, al pari ella costruzione a incastro. Solo che l’incastro mica è venuto tanto bene. Due le stagioni di Crash versione serie televisiva, cancellata ufficialmente a causa della scomparsa di Dennis Hopper e non per gli scarsi ascolti. Certo, come no.

1. Non pensarci

In questo film del 2007, Valerio Mastandrea interpreta (rullo di tamburi) un quasi quarantenne che vive una crisi esistenziale. Una straniante commedia, che ha avuto due anni dopo una trasposizione in formato seriale, 12 episodi con lo stesso cast del film (oltre a Mastandrea, dunque, Giuseppe Battiston e Anita Caprioli, più la partecipazione di Luciana Littizzetto). Ma se ne sono accorti in pochi.