Carriere e Visioni

L’événement, storia di un aborto proibito

Le cose da sapere sul film francese che ha vinto il Leone d'Oro alla 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Le cose da sapere sul film francese che ha vinto il Leone d'Oro alla 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Il diritto all’aborto è un tema caldo in questi giorni. Se in Italia l’interruzione di gravidanza è legale dal 1978, nella piccola San Marino abortire è ancora un crimine: le donne non possono ricorrervi in nessun caso, nemmeno se in pericolo di vita o dopo uno stupro, pena il carcere. Fondamentale in tal senso il referendum del 26 settembre, con cui i cittadini del Titano decideranno se renderlo possibile entro i confini delle 12 settimane (e dunque abolire la legge vecchia 150 anni che lo vieta). In Texas, invece, il confine è segnato dall’attività cardiaca dell’embrione: dopo la mancata bocciatura da parte della Corte Suprema, dall’1 settembre qui è entrata in vigore la legge Abbott o “Heartbeat Act”, che proibisce l’aborto in ogni caso (incesto compreso) se si può sentire il battito del feto, cioè della sei settimane circa di gravidanza. Dai diritti umani alla settima arte, significativo che a vincere il Leone d’Oro a Venezia sia stato un film dedicato al tema dell’aborto, tratto da una storia vera: L’événement

Tratto da una storia vera 

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Annie Ernaux, L’événement è la storia di una brillante studentessa universitaria che, nella Francia degli Anni ‘60 dove l'aborto è ancora illegale, dopo aver scoperto di essere incinta decide di interrompere la gravidanza: il suo obiettivo è terminare gli studi, per poi seguire i suoi sogni. Per farlo, rischierà la prigione. Come detto, è una storia vera: la futura scrittrice Annie Ernaux abortì davvero nel 1963, quando aveva 23 anni, raccontando poi le dodici settimane in cui aveva cercato di interrompere la gravidanza in un libro.

La regista Audrey Diwan

A portare dalle pagine al grande schermo la storia di Annie Ernaux è stata, senza mai cadere nel melodrammatico, la regista francese Audrey Diwan, che ha al suo attivo solo un altro film: Mais vous êtes fous, inedito in Italia. «Ho diretto L’événement con rabbia, con desiderio, con la mia pancia, le mie viscere, il cuore e la testa», ha detto la regista 41enne: «Non è un film sull'aborto, ma sulla libertà delle donne. Da giovane ho dovuto abortire, ma l'ho potuto fare legalmente, in ospedale, in tutta sicurezza, senza rischiare la vita. Per le generazioni precedenti non era possibile e ancora oggi non lo è in molti Paesi, come la Polonia. È un tema molto urgente».

diwan

Anamaria Vartolomei, la protagonista

La Coppa Volpi per la miglior attrice è andata a Penelope Cruz per Madres paralelas, ma non è certo passata inosservata l’interpretazione di Anamaria Vartolomei, protagonista de L’événement. «Il film solleva un velo su un tabù, mostrando una realtà che non conoscevo. Non sapevo che le donne dovessero passare attraverso tutto quel dolore, mettendo a repentaglio la propria stessa vita», ha detto l’attrice, nata 36 anni dopo la vicenda narrata: «È surreale che in tanti Paesi le donne non possano decidere del proprio corpo e che non abbiano altra scelta che la clandestinità». Classe ‘99, nata a Bacau in Romania ma naturalizzata francese, Anamaria Vartolomei ha tutta una carriera davanti, ma già dieci anni da attrice alle spalle: dopo essersi appassionata alla recitazione grazie a un corso di teatro a scuola, a 12 anni ha iniziato a cercare su Internet annunci di provini, ottenendo subito il ruolo di coprotagonista in My Little Princess di Eva Ionesco, al fianco di Isabelle Huppert. L’événement arriverà nelle sale italiane a ottobre.