Viaggi

Paola, albergatrice: «Come saranno gli hotel del futuro»

Il turismo è il settore più colpito dalla pandemia. Ora gli albergatori provano a ripartire. Paola Monte racconta come sarà la stagione estiva 2020 di Ischia, termometro dei flussi di viaggio italiani.

Il turismo è il settore più colpito dalla pandemia. Ora gli albergatori provano a ripartire. Paola Monte racconta come sarà la stagione estiva 2020 di Ischia, termometro dei flussi di viaggio italiani.

L'estate 2020 potrebbe essere una buona occasione per gli italiani per conoscere il proprio Paese. La parola chiave evidenziata dagli esperti del turismo è biodiversità: in Italia non c'è un posto uguale all'altro. Anche girando per un mese, da Nord a Sud, panorami, cibo, dialetti e storia cambiano continuamente. Persino le coste sono tutte diverse. Senza il flusso di turisti stranieri, quest'anno si potrebbe trovare posto persino in luoghi suggestivi e gettonatissimi come Ischia.

Principale isola del Golfo di Napoli, è spesso sfruttata come punto d'appoggio per poi partire alla scoperta di Capri e Procida, ma anche della costiera amalfitana. Inoltre, grazie alla storica tradizione di trattamenti termali, è il posto ideale in cui ritemprarsi dopo un inverno di reclusione, come quello a cui il Covid-19 ci ha costretti.

Paola Monte, avvocato, è la proprietaria dell'Hotel Ideal di Ischia. Appassionata del proprio lavoro, nel 2018 è stata premiata come Giovane Albergatrice dell'anno in Italia. Oggi è presidente dei Giovani Albergatori dell'Isola d'Ischia e consigliere nazionale di FederAlberghi giovani. È lei a guidarci attraverso il cambiamento compiuto dall'isola durante l'emergenza Coronavirus, verso il nuovo volto dell'accoglienza in hotel.

Hotel del futuro. Come sono cambiate le strutture ricettive post lockdown?
Il nostro lavoro è cambiato su tutto. Prima si entrava in contatto con l'ospite per descrivere le bellezze dell'isola da visitare. Ora invece, all'atto della prenotazione, vogliono sapere come viene gestito e garantito il distanziamento sociale, la sanificazione dei locali... C'è chi mi ha chiesto i metri quadri della piscina per sapere se c'è abbastanza spazio. Ma c'è grande volontà di viaggiare».

Da cosa se n'è accorta?
«I turisti che hanno prenotato sono per lo più italiani, concentrati nei mesi di luglio e agosto. Gli stranieri verranno tra settembre e ottobre e saranno per lo più tedeschi o austriaci. Rispetto agli stranieri, noi siamo più diffidenti. Per questo abbiamo creato una pagina sul nostro sito che riporta tutte le normative e i protocolli da rispettare. Se da un lato c'è una gran voglia di andare in vacanza, dall'altro c'è la voglia di sentirsi sicuri. Non vogliamo però che le nostre strutture siano degli ospedali».

Quali sono le nuove difficoltà?
«Con 4.000 metri di giardino, non abbiamo avuto il problema degli spazi e del distanziamento sociale. Mentre altri alberghi hanno dovuto prevedere doppi turni per colazioni, pranzi e cene, noi li facciamo all'aperto. La nostra struttura ha 25 camere, due piscine, una terrazza enorme. Quindi da quel punto di vista è ambiato poco. L'adozione del protocollo però prevede delle spese per la sanificazione. Per quanto lo stato abbia previsto un credito d'imposta del 60%, quello non è un contributo economico. Abbiamo iniziato la stagione con le casse molto più vuote e abbiamo comunque dovuto sostenere le spese per i prodotti per la sanificazione, da usare a ogni cambio camera. Molte strutture hanno deciso di aprire per i dipendenti. Da noi lavorano tutti da tanto tempo: il non aprire avrebbe creato delle difficoltà. I dipendenti lavorano con noi e non per noi: fanno parte della nostra famiglia».

Comunicazione: com'è cambiato il messaggio lanciato all'esterno?
La sicurezza è stata messa al centro. Con questo spirito abbiamo creato anche una pagina Facebook in cui forniamo tutte le informazioni utili ai viaggiatori. Si chiama Ischia si cura di te, in un gioco di parole con la parola “cura” e “sicura”. Utilizzo tantissimo i social, da Facebook alle newsletter. Chi ci segue, ha prenotato direttamente lì».

Cosa ti aspetti di vedere nel tuo albergo durante l'estate 2020?
Uno zoccolo duro dei nostri ospiti abituali. Spero di riprendere un mercato straniero tra settembre e ottobre, magari allungando la stagione. Di solito lavoriamo 6 mesi e mezzo pieni, ora dovremmo arrivare a quattro. Speriamo di andare un po' più avanti con un mercato straniero, che ci salva nei mesi autunnali. Non ci sono le prenotazioni che siamo abituati ad avere, ma quest'anno il turismo sarà tutto last minute».

Come sta vivendo Ischia questo momento?
«Ischia è la più grande isola del golfo di Napoli. Viene usata come base per le gite nelle altre isole. Tra noi operatori del settore turistico attivi sull'isola c'è un'ottima collaborazione. Il covid e il lockdown ci hanno uniti molto. La Federalberghi è stata un punto di riferimento per tutte le strutture. Abbiamo fatto webinar con tutti gli albergatori per discutere di vari temi: sicurezza, i decreti, gli acquisti in comune... Ci siamo confrontati su trattamenti, sulla costruzione di un'app che aiutasse a interagire sulle spiagge per la gestione dei posti disponibili. Abbiamo fatto rete. Abbiamo dato conforto a chi non voleva aprire. Abbiamo creato una collaborazione tra i ristoranti e gli albergatori che hanno deciso di puntare sulla formula b&b».

Sostenibilità, una sfida a cui sono chiamati anche gli albergatori. Cosa dovrebbe cambiare per pesare meno sull'ambiente?
«Il Covid ci ha portato il problema della plastica: guanti, mascherine, tutti dispositivi che costituiscono rifiuti speciali, spesso abbandonati per strada o in mare. Con altri volontari organizziamo gruppi per ripulire sentieri e strade dai rifiuti. Ma oltre al cittadino, il turista deve essere sensibilizzato in tal senso. Poi ci sono gli interventi strutturali».

Cioè?
«Già negli ultimi anni molte strutture hanno impiantato pannelli solari e di calore. Il risparmio energetico garantisce anche l'ecosostenibilità all'ambiente. Durante il lockdown abbiamo visto la natura prendere il sopravvento. Quest'anno a Ischia c'è un mare pulito come non l'abbiamo mai avuto. Ciò dimostra che siamo noi umani a danneggiare la natura. Dobbiamo preservarla da noi stessi».

Case vacanze, Airbnb, eppure l'albergo continua ad esercitare un fascino irresistibile. Qual è secondo te il pregio e i vantaggi di questo tipo di strutture a cui i viaggiatori non sanno e non vogliono rinunciare?
«Il pregio dei nostri alberghi è l'accoglienza. Nel nostro hotel si possono trovare verdure dell'orto, marmellate fatte in casa, ci si sente come a casa. Poi la colazione fatta in albergo è imbattibile.Creiamo l'angolo dei salumi, le uova alla coque, il burro fresco, il dolce fatto da noi. Oggi, dato che il turismo si sta indirizzando sempre di più verso il trattamento di camera e colazione, i turisti vogliono essere meno vincolati. Questo ci ha spinto a non offrire più la pensione completa e c'è anche un calo delle mezze pensioni. Per questo la colazione resta il momento più importante della vita in albergo. Poi c'è la comodità: camera pulita ogni giorno, letto per la qualità del sonno, aspetti a cui un turista non vuole rinunciare».