Alimentazione

Topinambur: i benefici per il fegato

Il topinambur, radice dal nome esotico ma diffusa anche in Italia, può rivelarsi un vero e proprio alleato per il fegato grazie all'inulina.

Il topinambur, radice dal nome esotico ma diffusa anche in Italia, può rivelarsi un vero e proprio alleato per il fegato grazie all'inulina.

Topinambur, carciofo di Gerusalemme o anche rapa tedesca: sono diversi i nomi comuni con cui è conosciuto l'Heliantus tuberosus, una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, la stessa in cui è incluso il girasole. Proprio per questo viene chiamato “carciofo di Gerusalemme” anche se, a quanto pare, non ha nulla a che fare con questa città: il termine Gerusalemme sarebbe infatti una storpiatura della parola italiana “girasole”, mentre le sue origini vengono collocate in Nord America e il nome “topinambur” deriverebbe dal nome della tribù pellerossa dei Topinambus.

A rendere celebre questa radice tanto simile (di aspetto) allo zenzero sono però altre caratteristiche. I benefici del topinambur sono tanti, e molti di questi derivano dalla presenza di una fibra solubile: l'inulina

topinambur crudo

Foto 123rf

L'inulina del topinambur è perfetta per la salute del fegato

Proprio per la presenza di inulina il topinambur è considerato un alleato del benessere del fegato. Infatti anche questa molecola, come le altre fibre alimentari, arriva nell'intestino senza essere digerita. La spiegazione di questo fenomeno è semplice: l'organismo umano non è dotato delle sostanze necessarie per digerirla. Una volta nell'intestino, però, l'inulina può essere almeno in parte digerita dai batteri della flora intestinale.

In altre parole, l'inulina è un prebiotico, cioè favorisce la proliferazione dei batteri intestinali considerati alleati del benessere dell'organismo. Le sue azioni sono però anche altre, e quella parte di inulina che non viene utilizzata come nutrimento dei batteri si lega a sostanze che è meglio allontanare dall'organismo, come i metalli pesanti e altre molecole tossiche, favorendone l'eliminazione.

Grazie a questa fibra il topinambur promuove la dinsintossicazione dell'organismo, alleggerendo quindi il carico di lavoro cui è sottoposto il fegato, uno degli organi che si occupano proprio di depurare del corpo.

Questa e le altre proprietà del topinambur sono veri e propri inviti a introdurlo nella propria alimentazione. E' possibile farlo acquistando una delle due varietà che si possono trovare in commercio: quella bianca, precoce, può essere trovata sui banchi del mercato già da fine agosto, e quella bordeaux, presente invece all'incirca a partire dal mese di ottobre fino all'inizio della primavera successiva.

Come usare il topinambur in cucina

La già citata somiglianza con lo zenzero non deve trarre in inganno: in realtà il carciofo di Gerusalemme può essere maneggiato come se fosse una patata. E' quindi possibile prepararlo arrosto, saltato in padella o in forma di purè, oppure può essere consumato crudo, semplicemente dopo averlo pelato.

Fonti: *sunroot; BBC goodfood; topinambur.it 


Foto di apertura  © stu12 – Fotolia.com