Alimentazione

Caffè decerato, amico dello stomaco

Il caffè è un piccolo piacere della vita, ma può risultare un po' difficile da digerire. Per ovviare al problema esiste il caffè decerato, una versione light che non ha nulla da invidiare a quella tradizionale per sapore e aroma.

Il caffè è un piccolo piacere della vita, ma può risultare un po' difficile da digerire. Per ovviare al problema esiste il caffè decerato, una versione light che non ha nulla da invidiare a quella tradizionale per sapore e aroma.

Ormai i benefici del caffè sono stati sdoganati: è una potente fonte di antiossidanti, prezioso alleato del cuore, impareggiabile stimolo alla memoria e alla concentrazione. Che dire, però, di chi proprio non riesce a digerirlo? Per permettere anche a tutte queste persone di godersi una buona tazzina di espresso senza rimpianti, da qualche anno è stato offerto sul mercato il caffè decerato. Vediamo insieme di cosa si tratta. 

Cosa significa caffè decerato

Tutto comincia dalla pianta, un arbusto sempreverde di genere Coffea di cui esistono oltre sessanta specie. Una volta giunte alla maturazione, le drupe vengono raccolte e immerse in acqua per estrarne i chicchi da tostare. Ma i chicchi non sono tutti uguali: quelli di Arabica (la varietà più pregiata) hanno una forma allungata, mentre quelli di Robusta sono tondeggianti e caratterizzati da un solco. 

Proprio sulla parte corticale del chicco – soprattutto nell’Arabica – sono presenti in natura alcune cere, tecnicamente carbo-5-idrossi-triptamidi (C-5-HT). La quantità è minima, ma possono irritare la mucosa gastrica di soggetti predisposti. Si parla di caffè decerato quando fino al 70% di queste cere viene rimosso per rendere il caffè più digeribile. L’etichetta deve riportare questa dicitura: "Contenuto in cere del prodotto non superiore al 30% di quello originario".

Come avviene la decerazione 

Ma come avviene la deceratura del caffè (o decerazione)? La prima cosa importante da sapere è che si tratta di un processo sicuro, perché è regolato da una normativa ad hoc (D.M. 22 giugno 1983) che permette di impiegare soltanto un solvente organico a uso alimentare, il diclorometano. Oltre alle cere, questa sostanza estrae anche una piccola quantità di caffeina. Il sapore e l’aroma, però, rimangono esattamente gli stessi!

Un caffè "amico dello stomaco" 

Questo caffè light è una valida alternativa per tutti coloro che faticano a tollerare quello tradizionale. È vero infatti che l’acidità del caffè è indice di qualità; ma è vero anche che, in soggetti sensibili, a lungo andare può causare micro-lesioni alla parete dello stomaco che possono sfociare in ulcera, gastrite, bruciore e reflusso gastroesofageo. Il caffè decerato è pensato proprio per essere più delicato per l’apparato digerente e tenere alla larga queste spiacevoli conseguenze.  

I benefici

Ecco quindi che si può tornare ad accettare volentieri un invito per un caffè durante una pausa pranzo al lavoro o una pigra domenica mattina. Già, perché – soprattutto in Italia – il caffè non è una bevanda, ma un rito. A lungo demonizzato, da qualche anno è stato riscoperto anche come elisir di salute, soprattutto per l’apparato cardiocircolatorio e il fegato; questo è merito non tanto della caffeina quanto di polifenoli e antiossidanti presenti in grande quantità. Una curiosità sul caffè che non tutti conoscono? I benefici restano sempre gli stessi, indipendentemente da come viene preparato e da quanta caffeina contiene. Espresso o americano che sia, quindi, a ciascuno il suo preferito; a patto di non superare le cinque tazzine al giorno

 

>>Leggi anche: Alternative al caffè: le bevande per sostituirlo

Foto apertura: yuran-78 / 123rf.com