Le 10 fobie che non pensavi esistessero

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Dalla paura delle ombre a quella della paura stessa, passando per il timore e l'orrore della calvizie: un libro racconta e illustra tutte le fobie, dalle più strane alle più normali. Scopriamo le 10 fobie più strane!

A volte ci sorprendiamo a temere cose a dir poco bizzarre, a cui spesso non sappiamo nemmeno dare un nome. Hai mai incontrato qualcuno che ha paura dei bottoni? O sai che esistono persone che non camminano mai a destra? Oltre alle paure classiche (come la paura del buio), nel corso della storia l'uomo ha imparato a dare un nome a tutti i suoi timori e idiosincrasie. Insieme ad antiche paure come l'agorafobia, ne sono nate delle nuove, prodotte dal mondo e dalla vita contemporanea.

Nell'introduzione de Il grande libro illustrato delle fobie, Gianluca Bavagnoli dà una definizione dell'oggetto del suo scrivere e dice: "Fobia. Stato psichico caratterizzato da senso di paura, repulsione, disgusto per persone o situazioni reali o irreali". Accompagnato con le illustrazioni di Andrea Q, ha raccolto in un unico volume le paure note e quelle meno note.

Sciofobia. È la paura delle ombre, che ci accompagna sin dalla prima infanzia, magari assieme a quella del buio e dell'uomo nero.

Falacrofobia. È nota agli uomini, anche se magari non sanno che ha questo nome. Si tratta della paura della calvizie. Tuttavia il vero falacrofobo non teme solo di perdere i capelli, ma ha paura di vedere gente calva o senza capelli anche in foto, anche al cinema. Nei casi più gravi c'è chi si rifiuta di parlare con persone calve.

Gefirofobia. Bavagnoli inizia a spiegare questa paura, parlando di ponti da feste. "Sei pronto per il ponte?", dice un collega all'altro, e quello sbianca inspiegabilmente. No, non si tratta di questo tipo di paura. La gefirofobia affligge chi teme di attraversare ponti o viadotti, in macchina o a piedi. Si rifiutano di percorrere queste strade sospese e sono pronti a fare giri immensi pur di evitarli.

Koumpounophobia. Può sembrare assurdo, ma c'è chi ha paura dei bottoni. Che siano di plastica o di metallo, con quattro fori o due, questa paura può paralizzare una persona durante le azioni più semplici come vestirsi o togliersi una giacca appena arrivati in ufficio. Ne ha parlato Neil Gaiman, che con un video su YouTube ha raccontato il senso di isolamento vissuto a causa di questa fobia.

Samhainofobia. È possibile che qualcuno tema Halloween? Be', al di là dei cioccolatini e dei bei film da vedere in tv, non è che l'atmosfera di quei giorni sia la più rilassata dell'anno. Questa paura prende il nome da Samhain, il Capodanno celtico, un rito pagano di fuoco e diavoli che celebrava l'ultimo raccolto prima dell'inverno, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre.

Nomofobia. È la paura moderna per eccellenza, quella di rimanere esclusi dalla rete di telefonia mobile. Appena scompare il segnale dal cellulare, la gola si chiude, si inizia freneticamente a trovare il posto in cui anche una singola tacca può liberarci dall'isolamento. La parola viene da "no-mobile", niente cellulare.

Catisofobia. C'è chi ha paura di sedersi. Sì, proprio così. Questa fobia affonda le radici in disagi legati all'obesità, alle punizioni scolastiche o a vissuti ancora più drammatici, come rapimenti o torture. Quindi, da oggi in poi, quando qualcuno vi dice che vuole stare in piedi, non pensate subito che sia stanco.

Singenesofobia. Si tratta di una fobia che esplode potentissima durante le feste natalizie: è la paura dei parenti. "A volte ritornano, scriverebbe Stephen King. Ma non renderebbe neppure lontanamente l'orrore che si prova nei loro confronti - scrive Bavagnoli -. Sì, perché i parenti non ritornano solo "a volte". Ritornano sempre".

Octofobia. C'è chi ha paura dei numeri, per la precisione dell'8. Questa cifra ha una storia a sé e per molti rappresenta l'inizio di una pericolosa spirale. Per altri (un tormento) infinito.

Fofobia. Infine, la paura più paradossale: quella della fobia. "Ogni fobico dedica parecchio tempo a scongiurare la propria fobia - scrive l'autore del libro -. Si guarda intorno con circospezione, cerca di prevedere il peggio, si sottrae alle condizioni che potrebbero spalancare le porte della paura. Per il fobofobico, invece, è ormai troppo tardi". Avendo paura di aver paura, è invischiato in un ciclo infinito di terrore. 

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