Cos'è la sindrome di Calimero?

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Se pensi alle persone che conosci, ci sarà sicuramente qualcuno che ha come cavallo di battaglia la lamentela facile: se è vero che ognuno di noi ha la tendenza a lamentarsi quando le cose non vanno per il verso giusto, ci sono individui convinti di essere sfortunati in tutto ciò che fanno, come se la vita avesse deciso di prendersi beffa di loro in ogni momento.

In questi casi il vittimismo cosmico potrebbe avere un nome ben preciso, ovvero sindrome di Calimero. Vediamo insieme di cosa si tratta, quali sono i sintimi più comuni e come trovare una soluzione quando la lamentela diventa patologica.

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Cos'è la sindrome di calimero?

Calimero è il “simpaticissimo pulcino sorridente” (così lo descriveva la singla cantata da Cristina D’Avena) che molti di noi ricordano anche per la pubblicità di un noto brand di detersivi. Nonostante l’aspetto che ispira una tenerezza infinita, Calimero è noto per una particolarità: quella di lamentarsi contro le ingiustizie.

Capita a tutti, nella vita, di avere un momento di sconforto e di sentirsi incompresi. Chi ha la sindrome di Calimero, però, ritiene di essere vittima della sfortuna in qualsiasi momento: prova un fortissimo senso di sfiducia e di disagio nei confronti della vita, dalla quale derivano una percezione del mondo spenta e una scarsa autostima.

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Cause e origini della sindrome di Calimero

Come la maggior parte dei traumi vissuti dagli essere umani, anche la sindrome di Calimero ha origine nell’infanzia del soggetto che ne è vittima. Quest’ultimo avrà sicuramente subito delle vessazioni da bambino, o avrà ricevuto una rigida educazione che ne ha fortemente influenzato la crescita.

Il trauma tende a riemergere di fronte al primo ostacolo, alla prima sensazione di sconforto, dai quali scaturiscono nuove lamentele e un senso di impotenza nei confronti degli eventi che si stanno vivendo.

La sindrome di Calimero è senza dubbio legata a una forte insicurezza da parte di chi ne è affetto, che rende incapaci di reagire e di affrontare le difficoltà di ogni giorno: l’unica cosa che si riesce a percepire è che agli altri vada sempre meglio.

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I sintomi

Per individuare la presenza della sindrome di Calimero si può andare alla ricerca di quelli che sono i sintomi principali che la contraddistinguono, tra i quali rientrano:

  • la continua tendenza a fare paragoni con le vite degli altri, che appaiono sempre migliori;
  • l’idea di essere delle persone sfortunate;
  • la convinzione di non poter avere il controllo sulle cose;
  • il sentirsi vittime e nascondersi dietro frasi quali “Per me è diverso”;
  • lo scaricare le colpe sul passato e non far nulla per cambiare il presente.

Spesso è lo stesso autoconvincimento di essere vittime e di dover affrontare drammi più gravi rispetto a quelli degli altri a generare la sindrome: la frase “Capitano tutte a me” esprime benissimo questo concetto.

Consigli utili per uscirne

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L’elenco dei sintomi presentati nel paragrafo precedente dovrebbe essere il punto di partenza per riuscire a riprendersi dalla sindrome di Calimero in quanto è proprio dall’analisi del proprio approccio alla vita che si può comprendere di avere un problema. Quello che bisogna cercare di fare è provare a guardare a ciò che ci succede in modo nuovo, diverso da come siamo abituati: la sfiga non esiste, esistono solo persone che dicono “non posso farci niente”, e altre che affrontano i problemi con un bel “la prossima volta andrà meglio”.

Le difficoltà vanno combattute coltivando la propria resilienza, capacità che permette di imparare una lezione anche dagli eventi negativi, in modo tale da automigliorarsi giorno dopo giorno. Il vittimismo patologico si sconfigge anche partendo dal linguaggio: eliminare frasi come “Finisce sempre così” o “Le sfighe tutte a me” servirà a generare pensieri positivi che alla lunga si trasformeranno in un modo totalmente diverso di vivere la propria vita.

Infine, bisogna smettere di fare paragoni con le vite degli altri: la loro ostentata sicurezza potrebbe essere solo una maschera che si sono costruiti per sentirsi meno fragili. Invece di sprecare il proprio tempo a covare insicurezze, paure e incomprensioni, bisognerebbe cercare di far diventare Calimero a colori: solo così si potrà imparare ad essere padroni di sé stessi e delle proprie vite, mettendo una cerniera sulla bocca delle lamentele.

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