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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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Il corpo è la casa dell’anima: come accogliere le sue forme e non rifiutarle

Ogni corpo è diverso, così come lo è ogni anima. Per quale motivo dovremmo provare a modificare ciò che ci rende unici?

Ogni corpo è diverso, così come lo è ogni anima. Per quale motivo dovremmo provare a modificare ciò che ci rende unici?

La natura è popolata di creature straordinarie, ognuna con la sua particolarità che arricchisce e abbellisce il mondo, e così siamo anche noi, donne di forme e bellezze diverse, è soltanto che fatichiamo  ad accettare quel corpo che ci differenzia dalle altre.

Ma se è vero che il corpo è il tempio dell’anima, come potremmo mai essere tutte uguali? E soprattutto, per quale assurdo motivo dovremmo costringerci ad esserlo?

Smetti di credere nella perfezione estetica: non esiste!

Ci ripetono da quando siamo bambine che ognuna di noi è diversa, salvo poi insinuare dalla pubertà in poi quella strana ingiunzione contrastante che ci spinge a non accettarci così come siamo: “Se non ti adegui alla moda, ai canoni di bellezza del momento, sei sbagliata!”, o almeno lo è il tuo corpo, perché in fine dei conti dei tuoi hobby, dei tuoi talenti, delle tue idee, di ciò che fa battere il tuo cuore, non interessa a nessuno.

Ma dovrebbe interessare a te.

Adeguarsi agli stereotipi di bellezza della nostra società è un gioco pericoloso che può portarci a smarrire il significato della nostra bellezza naturale: l’armonia che esprime la nostra corporeità arricchisce la molteplicità della bellezza che non può essere di certo limitata ad un’espressione convenzionale spacciata per perfezione estetica da raggiungere a tutti i costi, come la società vorrebbe farci credere.

Il pericolo della sfrenata ricerca della perfezione estetica è quello di zittire, opprimere la vita stessa dimenticandoci che la perfezione è un’ideologia non raggiungibile, innaturale ma molto appetibile nell’ambito della società della performance e del mercato che omette spesso di ricordare che oltre ad essere spettatrici della bellezza intorno a noi, e quindi nella posizione di giudicare e giudicarci (ahinoi!), possiamo essere protagoniste della bellezza, ovvero “agirla”.

Occorre quindi riappropriarci il diritto di riconoscere, accettare, e manifestare la nostra bellezza imperfetta e smettere di farci violenza in nome di regole imposte soltanto per mero profitto pecuniario.

Ragazze, le mode cambiano ma noi non non possiamo cambiare corpo soltanto per adeguarci alle necessità di mercato. Valiamo di più!

La bellezza è un’ espressione secondo natura

Il corpo è uno spazio intimo, è la nostra prima casa nel mondo, è il tempio, il recinto sacro di etimologica memoria che delimita il confine tra la nostra dimensione interiore e il mondo esterno. Oltre a questo, il nostro corpo rappresenta il contorno, il riflesso di ciò che succede dentro di noi; questo meraviglioso mezzo che abbiamo a disposizione ci permette innanzitutto di vivere, per questo motivo merita la massima cura e attenzione volta alla sua salute, a consentire alle sue innumerevoli funzioni di potersi svolgere al meglio.

La ricerca della bellezza non può essere conseguita senza pensare prima di tutto alla salute perché la bellezza autentica si basa innanzitutto su un corpo sano.

Cosa significa nella pratica? Se il mio corpo è fatto in un determinato modo, con i suoi pregi e… caratteristiche (se non pregiudicano la mia salute perché mai dovrebbero essere chiamati “difetti”?!), sarà il mezzo migliore che avrò a disposizione per agire nel mondo, per vivere la mia vita, per proseguire la mia ricerca della felicità secondo la mia sensibilità.

Se questo mezzo verrà giudicato, deriso, colpevolizzato in nome di chi sa quale ideologia bizzarra, sarà la mia libertà (e gioia) di vivermi e poi quella di muovermi nel mondo ad essere aggredita. La mia bellezza autentica, ossia l’ espressione corporea che definisce la mia unicità con armonia, verrà taciuta.

Onestamente, sai cosa ne penso? Non ne vale la pena, ecco perché vorrei invitarti a osservare il tuo corpo lasciando per un istante il giudizio nell’armadio.

Osserva il tuo corpo con gentilezza, con compassione e nota tutte le cicatrici che porta, i segni delle sue battaglie, nota la traccia di tutte le tempeste che ha attraversato: le privazioni, il dolore; poi guarda con attenzione anche la sua forza, la sua solidità, la tenacia,.. Lì dentro c’è un mondo che pulsa, che vibra, che fluisce, che sopporta giorno dopo giorno i pensieri che lo vorrebbero  diverso da quello che è per somigliare ad un illusione, una menzogna photoshoppata.

Ciononostante il tuo corpo è sempre  presente, pronto a sostenerti malgrado tutto, a permetterti di vivere, di goderti gli attimi felici, di lottare per ciò che conta davvero per te. Malgrado i sentimenti negativi che puoi rivolgergli, lui continua a servirti, a far battere il tuo cuore, a permetterti di muoverti in questo mondo… Datti la possibilità di ascoltare ciò che ha da dirti.

Alla luce di tutto questo, riesci ancora a pensare che questo corpo che abiti non è meritevole d’amore?

Cosa ti comunica il tuo corpo, qual è la sua storia?

Giungiamo al problema di fondo: quali qualità comunica il nostro corpo? Non abbiamo forse scordato il messaggio di cui è portatore a favore di una standardizzazione dei canoni di bellezza che ci spingono a somigliare a ninfe eteree quando siamo creature di altri lidi?

In realtà capita fin troppo spesso. Vengono dimenticati alcuni pregi del corpo delle donne come la forza, la flessibilità, la stabilità, la velocità, la capacità di farsi casa per un’altra vita, la sensibilità, l’eleganza … a favore della leggiadria e della sensualità. Per millenni il corpo delle donne è stato confinato ad una funzione puramente sessuale e riproduttiva, e se la sua vera funzione fosse la nostra felicità in primis?

Ci sono corpi con forme sinuose che somigliano alle onde del mare; altri, potenti e solidi come montagne. Mare e montagna sono entrambe meraviglie della natura e così siamo anche noi: di molte forme diverse; è il modo in cui la bellezza e la natura si traducono attraverso i nostri corpi. Dobbiamo soltanto valorizzarli, anzi, valorizzarci!

Incarnare attivamente la bellezza presuppone quindi di riconoscerla in noi accettando le sue peculiarità, di conoscersi, di accogliere il mistero che ci abita. Non siamo qui per zittire il nostro corpo, ma per farne uno strumento di espressione della nostra interiorità.

La questione dell’accettazione del proprio fisico non è soltanto un problema di ordine estetico quanto di autorizzazione a riconoscersi il diritto a manifestare il proprio essere nel mondo e rivendicare quel pezzo di cielo dove brillare. Ognuna con la propria luce, splendida ed irripetibile.

Dobbiamo solo rimparare a guardare il mondo senza i filtri sociali di cui ci siamo caricate sin dall’infanzia, e osservare il nostro corpo con autenticità per difendere il nostro diritto alla molteplicità della bellezza.

Per cui, raccontati attraverso il tuo corpo. A testa alta!

Sandra Saporito