Pillola abortiva: a chi rivolgersi

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La pillola abortiva è un farmaco che deve essere assunto sotto controllo medico per indurre l’aborto chimico. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla RU-486. 

La pillola abortiva è un farmaco che deve essere assunto sotto controllo medico per indurre l’aborto chimico. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla RU-486. 

La pillola abortiva (o RU-486) è un particolare farmaco da assumere entro le prime 7 settimane di gravidanza per indurre l’aborto chimico. A fine anni Settanta la Legge 194/1978 ha regolamentato come abortire introducendo in Italia le norme a tutela della volontaria interruzione della gravidanza. La RU-486, invece, è stata introdotta nel nostro Paese nel 2009.

Pillola abortiva: come funziona

A differenza dell’aborto chirurgico (che implica un intervento per interrompere la gravidanza), quello chimico prevede che la donna assuma due farmaci in grado di bloccare la crescita dell’embrione e permettere la sua espulsione.

Foto: dolgachov @123rf.com

L’effetto del primo farmaco (a base mifepristone) si manifesta entro 24 ore. Successivamente, dopo un paio di giorni, viene somministrato anche il secondo farmaco (a base di prostaglandina) così da indurre le contrazioni dell’utero ed espellere i tessuti embrionali.

L’intero processo abortivo ha una durata complessiva di circa 7-9 giorni e comporta un sanguinamento simile a quello del ciclo mestruale, crampi addominali, talvolta anche vomito e spossatezza fisica.

Pillola abortiva: a chi rivolgersi

Tutto l’iter per interrompere la gravidanza deve essere svolto in presenza di personale medico e in una struttura medica abilitata. L’aborto chimico, infatti, necessita di uno specifico monitoraggio atto a verificare la condizione fisica (ma anche psicologia) della paziente.

L’assunzione dei due farmaci assicura la massima efficacia terapeutica nella quasi totalità dei casi (92-99 %), tuttavia è importante verificare l’esito reale con lo specialista.

Pillola abortiva: i rischi

La RU-486 deve essere somministrata entro i primi 49 giorni di gestazione. L'assunzione di tale farmaco può determinare crampi e dolori addominali, mal di testa, nausea, debolezza e malessere generale.

I principali rischi dell'aborto sono legati principalmente al sanguinamento uterino che può variare generalmente da 14 a 17 giorni, anche se in alcuni casi può protrarsi anche fino a 70 giorni. Inoltre, possono verificarsi anche possibili rare complicanze come la malattia infiammatoria pelvica e la metrite.

Foto: dolgachov©123RF.com

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