Droplet: cosa sono e perché sono pericolosi

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Le goccioline che vengono emesse con la tosse, il respiro o con uno starnuto possono essere un pericoloso veicolo di trasmissione di microrganismi (coronavirus compreso). Come ci si può proteggere, dunque, dai rischi del droplet? 

Le goccioline che vengono emesse con la tosse, il respiro o con uno starnuto possono essere un pericoloso veicolo di trasmissione di microrganismi (coronavirus compreso). Come ci si può proteggere, dunque, dai rischi del droplet? 
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Quando si parla di droplet si fa riferimento alle goccioline respiratorie che vengono aerodisperse tramite uno starnuto, un colpo di tosse o semplicemente parlando e conversando. Possono rappresentare un pericoloso veicolo di trasmissione di determinati microrganismi (o di agenti infettivi) che tramite questi atti fisiologici possono disperdersi facilmente nell’aria, passando da una persona malata fino ad una sana. E così facendo possono causare infezioni respiratorie, bronchiti, influenza e polmoniti.

Che cosa sono i droplet: traduzione e significato 

Droplet è un termine inglese che letteralmente significa gocciolina di saliva o di respiro e che di fatto indica determinate particelle che vengono aerodisperse tramite atti fisiologici come la respirazione, gli starnuti, la conversazione e la tosse.

In ambito epidemico, dunque, la definizione di droplet si riferisce alla saliva che viene emessa e nebulizzata quando si parla a distanza (eccessivamente) ravvicinata con una persona infetta. Inoltre, si fa anche riferimento alle goccioline respiratorie che possono raggiungere l’organismo (trasmettendo il virus) a seguito di un colpo di tosse o di uno starnuto.

Droplet e droplet nuclei 

I droplet che vengono emessi tramite gli starnuti generalmente hanno un diametro superiore ai 5 micron. Parliamo di goccioline che tendono a aerodisperdersi velocemente contaminando - qualora siano infette - ciò che è attorno a chi le ha emesse. Quando si parla di droplet nuclei, invece, si fa riferimento a particolari residui di queste goccioline essiccate che riescono a rimanere sospese nell’aria per un tempo più lungo, tanto da poter essere trasportate anche più lontano.

Droplet e coronavirus 

Foto: TORWAI Suebsri-123RF

Una delle possibili modalità di trasmissione del virus è il contatto diretto e prolungato con una persona infetta che emette droplet tramite tosse e starnuti. Tuttavia, i malati possono essere contagiosi anche parlando. Soggetti con sintomi lievi (o addirittura asintomatici), infatti, possono emettere goccioline infettando gli altri soprattutto in spazi ristretti e chiusi, non utilizzando appositi dispositivi di protezione individuale o non mantenendo adeguate distanze di sicurezza.

Droplet: contenere il contagio 

Per limitare e contenere il contagio la prima accortezza è quella di rispettare le distanze di sicurezza, mantenendo (almeno) un metro di lontananza dalle altre persone in ambienti pubblici. Così facendo, infatti, si limita il rischio di venire a contatto con le goccioline emesse da chi ci è vicino. Di fondamentale importanza è anche il corretto uso della mascherina, così come lavare e igienizzare accuratamente le mani per eliminare eventuali tracce di droplet.

Droplet e mascherina 

La mascherina è un dispositivo di protezione individuale finalizzato - tra l’altro - a limitare la diffusione del virus. In commercio esistono prodotti diversi, che si differenziano in base alle loro caratteristiche specifiche. Le mascherine chirurgiche (così come quelle di comunità), ad esempio, filtrano l’aria che esce da naso e bocca e di fatto proteggono le persone vicine a chi la indossa da un eventuale contatto col dropet. I dispositivi FFP3 e FFP2, invece, sono “filtranti facciali per la protezione individuale” e - a seconda della presenza o meno delle valvole - possono proteggere anche chi le indossa.

Droplet e distanziamento sociale 

Parlando di prevenzione del coronavirus, per limitarne la diffusione è importante evitare gli assembramenti e rispettare il distanziamento sociale. Dal momento che il COVID aggredisce principalmente l’apparato respiratorio, infatti, è fondamentale evitare che si formino gruppi numerosi di persone. Inoltre, nei luoghi e nei mezzi pubblici vige l’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, così da ridurre la possibilità di venire a contatto con possibili goccioline infette. È il caso, ad esempio, delle metropolitane, ma anche dei luoghi di culto, di ristoranti, bar, negozi, musei, piazze e - in generale - di tutte quelle realtà in cui si possono incontrare folle più o meno numerose.

È bene tenere presente, infine, che i dropets hanno un diametro superiore ai 5 micron e per questo tendono a depositarsi al suolo già dopo pochi secondi. Pertanto, queste goccioline riescono a percorrere una distanza indicativa non superiore a 1 metro (e che solo raramente arriva a 2 metri).

Foto apertura: KAZUMA SEKI-123RF

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