Acido lattico: cos'è e quanto dura?

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Chi è solito allenarsi, saprà quanto l’acido lattico - la cui formula è C3H6O3 - possa essere fastidioso. Ma cos’è, in sostanza, e quanto dura tale dolorosa sensazione? 

Vi sarà capitato, a seguito di un allenamento intenso, magari dopo un periodo di inattività, di provare un leggero dolore ed una mancanza di forze: ebbene, così si manifesta l’acido lattico. Scopriamone di più.

Cos’è l’acido lattico e dove si trova

Provocato dall’attività anaerobica, si tratta di un composto acido tossico che dal muscolo passa nel sangue e successivamente nel fegato. Si presenta come un liquido dalla consistenza sciropposa e può essere incolore o tendere al giallo.

Si trova, tra l’altro, nel sangue, nel tessuto nervoso e nel tessuto muscolare. Si manifesta generalmente quando l’organismo viene sottoposto ad uno sforzo maggiore di quello che normalmente sopporta senza problemi.

In sostanza, è il risultato di una reazione chimica: il suo scopo è quello di generare energia

Quali sono i sintomi dell’acido lattico?

Quando l’acido lattico è in eccesso e l’organismo non riesce a smaltirlo, va ad accumularsi nei muscoli e produce tossine. I sintomi sono crampi, dolore e fatica, come una mancanza di forze a carico dei nostri muscoli. Un indolenzimento generale, insomma.

Nei casi più “gravi” comporta un’accelerazione improvvisa dei bpm, fiato corto, inappetenza, nausea, vomito o anche febbre e mal di testa.

Quanto dura l’acido lattico?

L’acido lattico in sé non dura molto nell’organismo: viene smaltito velocemente. Possono essere necessari pochi minuti così come 2 ore.

L’indolenzimento da esso provocato che avvertiamo quando torniamo a fare sport, invece, può comparire il giorno dopo così come entro 72 ore e può durare fino a 5 giorni.

Rimedi contro l’acido lattico

Per eliminare velocemente l’acido lattico o, comunque porre rimedio ai suoi effetti negativi sul nostro organismo, è consigliabile bere molto, fare riposare i muscoli non sottoponendoli ad allenamenti eccessivamente forzati ma non evitarli del tutto: meglio dedicarsi a stretching volto a distendere le fibre muscolari e defaticamento muscolare.

Foto apertura: maridav - 123RF

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