Cos'è il whelming e perché è (super) irritante

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Il significato del termine whelming e come comportarsi nei confronti di chi lo pratica.  

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Avete conosciuto un ragazzo su un’app di incontri che non sembra affatto male e siete finalmente arrivati alla fatidica prima uscita: dopo una sfilza di appuntamenti (e di uomini) sbagliati, questo vi sembra potenzialmente quello giusto.

Solo che poi succede: nel bel mezzo dell’incontro lui tira fuori l’elenco di tutte le potenziali partner che gli ronzano attorno e che ha conosciuto, esattamente come voi, su un sito di online dating. “Non è stato facile trovare un buco per incontrarci con tutti i match che ho”.

Riuscirete solo a strabuzzare gli occhi e a pensare “Cosa? L’ha detto veramente?”. Benvenute nel club del whelming: iscrizione gratuita e non richiesta.

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Cos'è il Whelming? Significato della parola 

Il termine whelming deriva dal verbo inglese “to whelm”, che significa “sommergere”: è stato coniato dalla giornalista americana Patia Braithwaite, che lo ha utilizzato per un suo articolo pubblicato su Self.

La parola indica proprio la pratica di chi, durante un appuntamento che dovrebbe risultare romantico, inizia a lamentarsi del fatto di essere letteralmente sommerso da richieste e messaggi da parte di spasimanti conosciute in rete. Un comportamento relazione che è fonte di imbarazzo, ma soprattutto, di irritazione.

Le cause del whelming: è solo insicurezza? 

Al confine tra maleducazione e narcisismo spropositato, sperimentare il whelming durante un’uscita con qualcuno che ci piace non è affatto piacevole. Un appuntamento, soprattutto se è il primo, dovrebbe essere ammiccante, coinvolgente, e presupporre, come minimo, una certa dose di flirt da entrambe le parti.

Ma quali sono le motivazioni alla base del whelming? Non serve un manuale di istruzioni per capire che se si sta corteggiando qualcuno, lasciare intendere che quel qualcuno non è il solo non è esattamente una mossa vincente.

Il whelming è molto probabilmente la conseguenza dell’insicurezza che nasce nel momento in cui si incontra una persona dal vivo, dopo averla conosciuta da dietro uno schermo, dove tutto è più facile e le gazzelle possono travestirsi da leoni.

Un’altra motivazione potrebbe essere legata a un uso, poco divertente, della carta della psicologia inversa: si cerca di far scattare interesse nell’altro facendo capire che, se non dovesse essere interessato, c’è davvero la fila ad aspettare.

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Come comportarsi di fronte al whelming 

A prescindere dalla motivazione alla base, in genere chi vive un episodio di whelming, trova poco attraente la persona che ha di fronte: l’unica cosa che riesce a vedere in quel momento è il suo ego smisurato che ha bisogno di mettersi in mostra. Un pavone che fa la ruota, altro che leone.

Come si reagisce al whelming? Prima di tutto, non ha senso rimanerci troppo male: ci siamo sbagliati talmente tante volte nella vita, che basterà tirare fuori il cartellino rosso e squalificare anche questo ennesimo giocatore scorretto.

Ecco allora due spunti per terminare l’appuntamento con un sorriso, beffardo, addosso:

  • concludere la serata imitando Mara Maionchi con la celebre frase “Per me è no!”, accompagnata dalle braccia incrociate per indicare la X del rifiuto;
  • giocare al suo stesso gioco e andare via all’improvviso dicendo “Scusa, ho fatto confusione, ho dato anche appuntamento ad Alan oggi e sono già in ritardo”. Non ci sarà bisogno di aggiungere altro: l’espressione che vedrete apparire sul suo viso basterà a farvi sentire meglio.
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