Calo del desiderio sessuale maschile: come aiutare il partner

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Come deve comportarsi una donna quando il proprio compagno soffre di calo del desiderio sessuale?

Il calo del desiderio sessuale maschile, così come quello femminile, è una disfunzione che va a compromettere la fase del desiderio sessuale. E' una disfunzione assai difficile da diagnosticare, almeno rispetto ad altre più facilmente individuabili – come eiaculazione precoce oppure disfunzione erettile –, anche perché spesso sia medici sia pazienti tendono a sottovalutarla.

Il calo del desiderio sessuale può però comportare tutta una serie di conseguenze, soprattutto a livello psicologico: l'uomo si sente mortificato, frustrato nella vita sessuale e dunque anche in quella di tutti i giorni. Con eventuali pesanti ripercussioni sul rapporto tra i partner.

Il calo del desiderio è difficilmente diagnosticabile anche perché molto spesso viene confuso con situazioni che di patologico non hanno assolutamente nulla.

Basta pensare allo stress della vita quotidiana, alle inevitabili routine o noia che dopo qualche tempo colpisce la coppia oppure alla mancanza di tempo o alla presenza di bambini, che potrebbero in qualche modo limitare l'intimità dei partner.

Se il proprio compagno soffre di calo del desiderio sessuale, la prima cosa da non fare assolutamente, qualora egli rifiuti di vivere momenti di intimità, è quella di addossarsi delle colpe. La donna c'entra poco o nulla in questo atteggiamento: il calo del desiderio non è causato dalla scarsa seduttività, né dalla mancanza di appeal o di desiderio nei propri confronti. Darsi delle colpe o peggio ancora scaricare il senso di colpa di cui ci si accusa sul partner potrebbe solo che peggiorare la situazione, non conducendo ad alcuna situazione positiva.

Per tentare di essere di aiuto al proprio partner è strettamente necessario procedere con le dovute cautele.

Si può chiedere aiuto ad un terapista, che cercherà la soluzione al problema coinvolgendo entrambi i partner. Si può, e si deve, cercare il dialogo, allontanare quelle che potrebbero essere le eventuali rimostranze dell'uomo e cercare di fargli capire che non c'è assolutamente nulla di cui vergognarsi o di cui sentirsi in colpa. Se il problema non dovesse essere solo di natura psicologica, un medico potrebbe accertare eventuali patologie da curare.

Foto © drubig-photo - Fotolia

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