L'amore e il sesso dopo il lockdown

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Come sarà innamorarsi di nuovo e fare l'amore dopo la quarantena? Riflessioni sul tema.  

Come sarà innamorarsi di nuovo e fare l'amore dopo la quarantena? Riflessioni sul tema.  
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Se le coppie che vivono a distanza nella stessa Regione si sono ricongiunte dal 4 maggio e quelle che vivono in Regioni diverse potranno finalmente farlo a partire dal 3 giugno, diversa è la sorte che dovrebbe spettare ai single del mondo intero.

L'amore dopo la quarantena: alcune riflessioni

Relegati in un limbo di incertezze e domande senza risposta per quasi 3 mesi, avranno di nuovo la possibilità di uscire, conoscere gente, lasciarsi andare all'infatuazione e chissà, magari anche all'innamoramento. Cosa spaventa i single più di ogni altra cosa in questo momento? Come saranno davvero l'amore e il sesso dopo il lockdown?

La sindrome della tana

Una delle reazioni più diffuse tra i single (e non solo) è la cosiddetta sindrome della tana. Adesso che, dopo la lunga attesa che è sembrata durare anni, si può finalmente mettere il naso fuori dall'uscio (sì, okay, sempre dietro la mascherina), non ci si sente pronti a ricominciare. Il divano è diventato una fortezza, il telecomando un alleato, la casa, che sembrava tanto una prigione, uno scudo. Il pretesto per non pensare al futuro, alle responsabilità all'inevitabile cambiamento.

La paura del contatto fisico

Come sarà toccare nuovamente uno sconosciuto? Frequentare qualcuno è semplice: un'app di incontri, una birra, chiacchiere e risate, sempre dietro la mascherina. Ma cosa succederà quando si supererà la linea sottile che ti fa desiderare di più, il bisogno di stringere mani, accarezzare capelli, annusarsi da vicino, senza filtri? Ognuno affronterà il momento in modo diverso. Sarà difficile lasciarsi andare. Ancor più difficile ricordare di dover aggiungere qualche precauzione in più, oltre a quelle già note, prima di fare l'amore con una persona nuova. Saremo pronti?
“E con le mani amore, per le mani ti prenderò, e senza dire parole nel mio cuore ti porterò”, cantava Francesco De Gregori. Per un po' dovremo imparare a cantare un altro ritornello. A non prenderci le mani, ma a portarci nel cuore con le parole.  

Foto apertura:Viacheslav Iakobchuk-123RF

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