Tutto sui versi degli animali

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Gli animali sono tantissimi e ogni specie emette dei suoni per comunicare: è difficile conoscere tutti i versi degli animali ma cerchiamo di scoprire qualche curiosità in più.

Gli animali sono tantissimi e ogni specie emette dei suoni per comunicare: è difficile conoscere tutti i versi degli animali ma cerchiamo di scoprire qualche curiosità in più.
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Gli animali comunicano sia con il linguaggio del corpo, ma anche emettendo versi e vocalizzi.

Versi degli animali: le cose da sapere

Ad ogni animale corrisponde un verso specifico, ma non sempre si sa indicare con il termine esatto tutti i versi degli animali. Si sa, ad esempio, che il cane abbaia e il gatto miagola, ma non tutti sanno qual è il verso dell’orso o il verso della civetta.

Come si chiamano i versi degli animali

La lingua italiana associa ai versi degli animali dei termini specifici che suggeriscono suoni e gesti tipici di ogni specie: ad esempio il pulcino "pìgola" perché questo termine ricorda il "pio pio" tipico di questi piccoli e teneri uccelli. Per indicare i versi di tortore e colombi si usa il verbo "tubare", mentre il "gracchiare" è caratteristico di corvi e cornacchie. Il canto del tordo è detto "zirlo" mentre il gufo "bubola" e "soffia". Invece, prendendo in considerazione i mammiferi, vale la pena ricordare il "raglio" dell’asino, il "nitrito" del cavallo, il "muggito" del bue e della mucca, il "belato" della pecora e della capra e per finire lo "squittìo", termine che indica il verso del topo.

Foto:  Ondrej Prosicky - 123.RF

I versi degli animali nelle lingue del mondo

Ovviamente i versi degli animali variano da una lingua all’altra ed esistono parole onomatopeiche in tutte le lingue specifiche per indicare, ad esempio il miagolio del gatto piuttosto che il ruggito del leone o il cinguettio del passero. Non tutti sanno ad esempio che il verso del maiale, in inglese e tedesco, è uguale e viene indicato con l’onomatopea “Oink oink", mentre in giapponese diventa “Buhi buhi”, in olandese “Knor knor” e in spagnolo “Kurrin kurrin”. La percora invece in italiano fa “Bee" ma in inglese diventa “Bah”, in cinese “Mie” e in arabo “Mbaa”.
Insomma, scoprire come si chiamano i versi degli animali nelle altre lingue del mondo è un modo divertente per imparare una lingua straniera.

Foto:  olegdudko - 123.RF

I versi più strani degli animali

Alcuni animali emettono dei suoni e dei vocalizzi davvero insoliti per non dire bizzarri, basti pensare alla “risata” del picchio verde, al “fischio” della poiana e allo “zirlo” del tordo. Molto particolare è poi il verso del beccaccino che viene definito “bacio" oppure il “chiurlo” dell’assiolo e il “trillo” dell’allodola. Simpatico è il verso del tacchino che “gloglotta” ma anche il “grugnito” del cinghiale. Ben più inquietanti sono invece i “latrati” del coyote o i penetranti suoni emessi dal coccodrillo che “trimbula”.

Foto apertura:  Susan Richey-Schmitz - 123.RF

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