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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

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Hamburger di vitella e salsa tonnata: un panino che ha fatto con quello che aveva

  • Difficoltà

    media

  • Categoria

    Piatti Unici

  • Porzioni

    1

  • Cucina

    Americana

  • Cottura

    Sul fuoco e in forno

Quando cerchiamo disperatamente l'armonia, come fosse il più raro degli unicorni, prendiamo esempio dal vitello tonnato, che tiene insieme carne e pesce, senza farsi troppe domande. Preparatelo in versione hamburger, senza farvi troppe domande: vedete che succede.

Quando cerchiamo disperatamente l'armonia, come fosse il più raro degli unicorni, prendiamo esempio dal vitello tonnato, che tiene insieme carne e pesce, senza farsi troppe domande. Preparatelo in versione hamburger, senza farvi troppe domande: vedete che succede.

Non di solo pane vive l’uomo. Non lo dico io certo, lo dice qualcuno leggermente più figo di me, che trovava sempre qualche aforisma carino da dire: Gesù, che, al contrario vostro, avrebbe un repertorio di copy infinito da inserire sotto le sue foto di Instagram.

Qual è la Capitale dello street food?

Il 28 maggio è la giornata internazionale dell’Hamburger, che cosa si festeggia non lo so, non le so raccontare le giornate internazionali. Certamente qualcosa che riguarda il piatto nazionale degli Stati Uniti, sulla base del trito di bistecca inventato dai tedeschi ad Amburgo, però posso dire?
Lo sapete chi ha reso famoso lo street food? Neanche c’è da specificarlo: gli antichi romani. È incredibile come tutte le strade portino a Roma e quanto sia generosa Roma nei confronti di tutto il mondo.
Di fatti, durante l’impero romano, già esistevano i Thermopolium, delle vere e proprie cucine all’aria aperta, che servivano (soprattutto per i poveri che non avevano cucine attrezzate e utensili in casa) pasti veloci e molto economici. Le conclusioni le rimetto a voi.

Un unicorno chiamato armonia

Non di solo pane vive l’uomo, certo ok, oltre il pane però che ci deve stare?
L’armonia. O comunque - se come noi non sappiamo neanche cosa sia in italiano - dovremmo vivere tendendo a questo enorme unicorno, cercando di bilanciare tutti gli strati, i gusti e le cose che, più genericamente, ci fanno contenti (ma anche scontenti) nel nostro personalissimo ripieno: non tutte ci piacciono singolarmente, ma, se messe insieme, alla fine un senso ce l’hanno.
Non di solo pane vive l’hamburger, o meglio, è sicuramente fondamentale, ma quanto vi sentite male quando c’avete fame e addentate un bel pezzo di pane senza niente? Quando vi fermate tre secondi la mattina e vi dite: “ma io lavoro solamente? Ma che vita faccio?”. Sì, sono le domande che mi faccio io, ma l’articolo è il mio, quindi si fa come dico io.

Il pane è sicuramente il sinonimo del lavoro, anche negli slogan di ogni manifestazione che si rispetti, ma pe magnavve n’emozione, non andate a cercare una fetta di pane, sentite il bisogno del ripieno. Hamburger di carne o hamburger vegetariano che sia, se manca il pomodoro, l’insalata, il cheddar, la maionese e il cetriolino in salamoia è uguale? No.
Prendere un hamburger al piatto è uguale? No, anzi incapacy, quando uscite per la prima volta con qualcuno, diffidate per sempre da chi ordina un hamburger al piatto, girate i tacchi e andate a casa.
Certamente il pane è fondamentale in questa preparazione, contiene tutto, contiene addirittura le nostre plurime personalità, le tiene strette e le migliora.

Quello che io mi impongo sempre di fare, ma che non è che ci riesca sempre benissimo, è dare spazio a tutte le cose che mi interessano e di cui ho bisogno, senza fare classifiche di importanza, senza distinguere troppo necessità di serie A e necessità di serie B. Le tratto tutte allo stesso modo, le proporziono, male nel caso della mia vita, al tempo che ritengo mi sia necessario per essere contenta, quindi non solo 8 ore al giorno a studio, 4 ore al giorno su Instagram, 2 ore in cucina. Mi voglio guardare i video dei bambini che dicono le poesie, mi voglio fare le unghie, voglio andare dal fioraio, voglio dormire qualche volta mezz'ora il pomeriggio e mi voglio mangiare i cetriolini in salamoia davanti al frigorifero in mutande. 

Come è nato il vitello tonnato? Questo aveva in frigo, questo ha preparato

Gli strati sono tutti diversi, basta solo conoscerli tutti e guardarli tutti bene, anche i più loschi, torbidi e meno comuni, che accostati a quelli comunemente riconosciuti come validi e positivi, rendono la vostra vita e il vostro hamburger più croccantino. Non ripeterò per l’ennesima volta quanto sia bello stare male e quanto siano sexy le borse sotto agli occhi con la faccia ricoperta dai vostri capelli, ma lo penso.
Chi ce lo doveva dire che il pesce era perfetto accostato alla carne? Pensate che l’inventore del vitello tonnato ci abbia ragionato più di tanto su? che abbia pensato: “no oddio dentro di me non sono né carne né pesce mi detesto, mi odio, non mi riesco a guardare allo specchio”?
No ha detto: “io c’ho ste due cose in frigorifero e c’ho fame: vediamo che succede?”
Il resto è storia.

Oggi incapacy miei vi propongo un hamburger che è come voi, né carne né pesce, e che invece di piangersi addosso ha deciso di vedere che succedeva, o quantomeno di non tormentarsi, diventando il figo che è.

Cosa vi serve per questo bagno di consapevolezza:

Ingredienti

  • Un panino all’olio o al latte
  • Una decina di foglie di spinacino fresco
  • 200 g di polpa di vitello, (il macinato, senza che googlate);
  • 100 g di tonno;
  • 30 g di capperi, non salati grazie;
  • 4 filetti di acciuga
  • Un tuorlo d’uovo sodo
  • Il succo di mezzo limone
  • Sale e pepe

La ricetta dell'hamburger a prova di incapacy

Io visto che sono ossessiva nei confronti della carne macinata, di me stessa, del mio stato di salute e del termometro del mio malessere interiore, gli hamburger non li compro preassemblati. Me li assemblo io, scegliendo il pezzo di carne e facendomelo macellare. Voi fate come vi pare, esattamente come fate con la vostra psiche: occhio non vede cuore non duole, fino a che non andate in burn out (storia basata su avvenimenti realmente accaduti). La condisco con sale, pepe e a volte ci metto in mezzo anche un po’ di prezzemolo e menta, ma non in questo caso.

  1. Prima di tutto fate la salsa tonnata, frullate tutto insieme (tonno, acciughe, tuorlo, succo di limone, capperi, sale e pepe), non esagerate con il sale che già le acciughe fanno il loro bel lavoro, deve venire liscia e non troppo soda, come me praticamente.

  2. Il pane mi piacerebbe tanto insegnarvelo a fare, (anzi, non è vero, non mi piacerebbe), quindi vi invito a comprarvi un bel panino, senza fare i sofisticati panificatori, fatevi servire da chi le cose le sa già fare.
  3. Tagliate in due il pane e fatelo riscaldare sulla griglia mentre l’hamburger cuoce. Io chiaramente preferisco la carne al sangue, soprattutto se scelgo il pezzo di carne e lo faccio macinare, voi fate come volete, il ripieno e la vita è la vostra, date spazio ai vostri aspetti preferiti.
  4. La mia teoria è che la carne non debba mai poggiare sul pane, perché soprattutto se decidete di lasciarla al sangue, al quarto boccone vi si sfracellerà tutto il panino in mano e di seguito la vostra vita: è un segnale inconfondibile, coglietelo.

Quindi la sequenza è questa:

  • Pane
  • Spinacino
  • Poca maionese (facoltativa)
  • Carne
  • Salsa tonnata in abbondanza
  • Capperi
  • Pane

Per chiudere vi vorrei chiedere se questa semplicità tanto agognata, soprattutto quando fate i concorsi di bellezza, siete sicuri che vi faccia vivere meglio? È buono un hamburger solo carne, senza salse? Solo se avete 4 anni. 
Se imparate a bilanciare tutto, non c’è bisogno di semplificarvi al massimo, comunque non ci si riesce mai, quindi meglio abbandonare subito la pratica e contenere tutto fra due pezzi di pane, che tanto digeriamo pure i sassi, promesso.

Previeni gli orrori culinari da incapacy! Guarda la gallery di Cucinare Stanca.

Foto: Ilaria Muri