special

Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

Vai allo speciale
Foodies

Tortino fave e pecorino: perché ancora conviene definirsi antifascisti

  • Difficoltà

    facile

  • Categoria

    Secondi Piatti

  • Porzioni

    5

  • Tempo preparazione

    20 min

  • Tempo cottura

    40 min

  • Tempo totale

    60 min

  • Cucina

    italiana

  • Cottura

    forno

Cos'hanno in comune fave e pecorino con il 25 aprile? La resistenza: quella che in forno cuoce (si spera) a puntino i vostri tortini e quella con la "R" maiuscola, all'origine di questa festa. Oggi si cucina sul serio: la ricetta di Sofia, in arte Cucinare Stanca.

Cos'hanno in comune fave e pecorino con il 25 aprile? La resistenza: quella che in forno cuoce (si spera) a puntino i vostri tortini e quella con la "R" maiuscola, all'origine di questa festa. Oggi si cucina sul serio: la ricetta di Sofia, in arte Cucinare Stanca.

Ho 33 anni e, anche se interiormente me ne sento 80, il 25 aprile è stata proclamata festa nazionale della Liberazione molto prima che io nascessi, esattamente il 22 aprile del 1946. 
La Liberazione è quella dal nazifascismo, il 1946 è l’anno della nascita della nostra Repubblica.
Eppure mi sembra che un po’ ce ne stiamo dimenticando, anzi che questa libertà guadagnata con tanti morti la stiamo dando per scontata, anche se di libertà in questi mesi di lockdown ne abbiamo sperimentata gran poca.

La Liberazione non è una ricorrenza sciapa

Certo, nessuno di noi ha vissuto in prima persona il fascismo e forse per questo abbiamo declassato questa festa a luogo comune o, peggio, tendiamo a rimanere indifferenti. Proprio l’indifferenza è il sentimento peggiore, perché è esattamente il contrario di ciò per cui i nostri nonni - che in quel 25 aprile 1945 erano sulle montagne, sulle colline e nelle città a combattere per liberare il paese - hanno lottato. Loro erano partigiani - che vuol dire che sceglievano da che parte stare - e avevano scelto la libertà. Per loro e per i loro figli e nipoti.

La nostra generazione è quella che più o meno consapevolmente vive di rendita, ha un debito insanabile verso chi ha sentito prepotente dentro di sé l’ideale della democrazia, ha cacciato ‘lo straniero’ e ha combattuto la connivenza fascista. È quella deve ricordare sempre che il miglior modo di commemorare è quello di sentire dentro le ingiustizie, di saperle individuare chiaramente, di dare loro un nome e di condannarle, e contro queste ingiustizie utilizzare e salvaguardare sempre lo strumento più grande che abbiamo ricevuto in eredità: la democrazia, schierandoci e prendendo ‘le parti’, parteggiando, anche senza che ci sia più la necessità di combattere in montagna.

Fave e pecorino: il sapore delle scampagnate in (nome della) libertà

Quest’anno non potranno esserci cortei, non potremo riunirci nelle piazze, non potremo andare sulle colline a grigliare e a mangiare fave e pecorino, simbolo delle feste di questo periodo, soprattutto del primo maggio, festa dei lavoratori, ma che già iniziamo a mangiare il 25 aprile sui campi, sdraiati morenti e ubriachi.
Quindi oggi vi propongo una ricetta alternativa con questi ingredienti, ricordandovi sempre che non c’è un solo modo di fare le cose e di essere partigiani, ma ognuno nella propria quotidianità può farlo come meglio crede, purché lo faccia.

Ingredienti

  • 400 g di fave sgusciate
  • 150 g di cipolla, meglio se cipollotti freschi
  • 40 g di burro
  • 40 g di farina
  • 400 g di latte
  • 2 uova
  • 10 foglie di menta romana
  • 40 g di farina 00
  • 100 g di pecorino stagionato grattugiato
  • burro
  • sale e pepe

La ricetta del tortino fave e pecorino

Allora piccoli partigiani Johnny:

  1. come prima cosa sbucciate le fave e sbollentatele in acqua salata per circa 4/5 minuti, versatele in una ciotola riempita di acqua fredda e sgusciatele.
  2. In una padella fate sciogliere la noce di burro e soffriggeteci cipolla tritata finemente e fave, salate e, una volta che avranno preso colore, versateci un bicchiere d’acqua e uno bevetevelo voi che fa sempre bene al ragionamento. Continuare la cottura per 3-4 minuti.

  3. Prepariamo la besciamella, fate sciogliere 40 g di burro e versateci sopra 40 g di farina, mescolate bene con una frusta, e fate diventare questo composto, roux per gli amici, dorato.
  4. Quando raggiunge un colore decente per voi, versateci sopra i 400 g di latte e cuocete, sempre mescolando bene a fuoco basso, per circa 5 minuti.
  5. Quando la besciamella è cotta versateci i 100 g di pecorino e mescolate, attendete che questa si raffreddi leggermente e versateci le uova.
  6. Inserite le fave soffritte con la cipolla e versate il composto in 5 stampini, o quanti ve ne vengono a voi, dipende dalle misure.

  7. Cuocete in forno a 170 gradi per circa 40 minuti.

Ciao Belle Ciao.

Foto: Ilaria Muri