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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

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Casatiello, o l’arte di saper perdere

  • Difficoltà

    media

  • Categoria

    Piatti Unici

  • Porzioni

    6-8

  • Tempo preparazione

    6 ore di riposo + 30 min

  • Tempo cottura

    60 min

  • Tempo totale

    7 ore + 30 min

  • Cucina

    Italiana

  • Cottura

    al forno

Ci si può illudere che non sia così, ma c'è un solo modo per gustarsi un casatiello come si deve: cedere alla sugna e vincere una goduria assoluta.

Ci si può illudere che non sia così, ma c'è un solo modo per gustarsi un casatiello come si deve: cedere alla sugna e vincere una goduria assoluta.

Mio padre mi racconta sempre un aneddoto: quando faceva il militare a Novara, la notte non riusciva a dormire a causa delle zanzare. Beato lui che a 25 anni non c’aveva una pena valida che lo tenesse sveglio e stava a pensare alle zanzare. Aveva brevettato quindi un metodo, a sua detta, infallibile per dormire: cedere alle zanzare, farsi pungere, così che si saziassero e lo lasciassero riposare, commentando sempre allo stesso modo, in romano: «a Sofì, a volte per vince bisogna perde’».

Quando ancora ero piena di ideali, non come ora che sono vuota come l’universo e se parlo a me stessa sento un’eco, lo trovavo un atteggiamento molto passivo e arrendevole e non riuscivo a fare mio questo concetto a pieno. Solo con gli anni ho capito che cedere delle volte è l’unica soluzione per proseguire e per uscirne bene e, a meno che non siamo sulla linea del Piave, resistere è stancante e inutile.
Prima si cede, prima si perde e paradossalmente prima si vince.

Perché vi sto a di sta cosa mi direte?

Perché lo so che quando leggerete strutto in questa ricetta inizierete a impazzire e a cercare su Google: “sostituzione strutto con olio o con burro”. Ma ricordatevi che a volte per cercare il male minore, o che comunque a voi sembri minore, vi fate comunque male, quindi perché non rimandare l’infrangersi dei vostri buoni propositi a festa finita? Cediamo allo strutto, per favore.

L'irresistibile pesantezza del casatiello

Il casatiello è un lievitato che purtroppo per noi compare sulle nostre tavole solo nel periodo pasquale, quindi è un’eccezione alla nostra normale alimentazione. E come tutte le preparazioni che tentate di adattare alle vostre fissazioni, non sono neanche paragonabili all’originale, perdono il senso della tradizione e del gusto della ricetta. Quindi pensando di salvare capra e cavoli perdete sicuramente sia la capra, sia i cavoli, sia un’occasione per mangiarvi una gioia.

Per il casatiello ritengo opportuno darvi solo un’imprescindibile e ferrea regola, incapacy pasqualini miei: deve pesare quanto voi. Per una volta fate gli incredibili romantici introspettivi con un senso, non solo per rimorchiare: guardate al contenuto, non vi risparmiate in nulla, senza inutili sensi di colpa.

Cosa vi serve per impastare questa gioia paragonabile solo alla resurrezione:

Ingredienti

  • 600 g di farina Manitoba
  • 300 g di acqua tiepida
  • 15 g di lievito di birra
  • Un cucchiaino di zucchero
  • 10 g di sale
  • 100 g di strutto
  • 2 cucchiaini di pepe

Per il ripieno

  • 50 g di strutto
  • 50 g di pecorino romano grattugiato
  • 50 g di parmigiano 
  • 250 g di salame tipo Napoli
  • 100 g di pancetta dolce
  • 4 uova sode tagliate a pezzetti
  • 250 g di provolone semi piccante 
  • 250 g di provolone dolce
  • Pepe 
  • 4 uova per la decorazione

La ricetta del casatiello a prova di incapacy

Iniziate di mattina, respirate, fatevi un caffè e mettetevi a lavorare, per fare l’impasto potete usare le vostre santissime manine o la planetaria con il gancio. Noi faremo un impasto diretto, vi risparmio la biga, perchè già avete le vostre difficoltà, non voglio come sempre sparare sulla Croce Rossa.

Per l'impasto

  1. Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida, aggiungete il cucchiaino di zucchero e il pepe.
  2. Iniziate ad aggiungere la farina gradualmente, sempre impastando con quel carattere che non sapevate di avere.
  3. Quando l’impasto risulta ‘’incordato’’, nel senso che ha preso corpo, aggiungete il sale e continuate a impastare con un po’ di forza d’animo, per ultimo aggiungete lo strutto e cercate di non scivolare sull’impasto o di non farvelo sgusciare dalla planetaria. Tutta questa operazione dura circa 15/20 minuti, mentre per il vostro tempo dell’anima sembrerà durare due giorni.
  4. Mettete a lievitare in una ciotola coperta con il cellophane leggermente bucherellato. Io consiglio come per ogni lievitato di fare finta di essere professionisti e di avere una camera di lievitazione, prendete la vostra benedetta ciotola coperta, mettetela in forno con la luce accesa e un pentolino d’acqua bollente, in questo modo l’ambiente raggiungerà una temperatura favorevole e un’umidità adeguata.
    Attendete che l’impasto triplichi la sua dimensione iniziale, a me ci sono volute circa 4 ore.
    Ovviamente potete mettervi a dormire un paio d’orette, perché lo vedo che siete già sderenati, poi quando vi svegliate dovete usare a lungo il coltello e dovete essere freschi.

Per il ripieno

  1. Prendete gli ingredienti e tutto quello che riuscite a fare a cubetti fatelo, senza tagliarvi vi prego.

    Intanto il vostro impasto sarà sufficientemente lievitato, tenete duro mancano solo 2 ore.

  2. Stendete l’impasto su un piano sufficientemente ampio, dategli una forma rettangolare, il più possibile sia chiaro, tiratelo a poco più di 5 mm. 
  3. Ricordatevi di tenere qualche striscia di impasto per chiudere le 4 uova per la decorazione che andrete a posizionare, ad opera finita, sulla superficie del casatiello.
  4. Ora procedete necessariamente così: spennellate lo strutto per tutto il rettangolo, non vi dimenticate le estremità, perché ricordatevi sempre che quei bordi diventeranno una fetta fra poco, per la regola che nelle cose, come nelle relazioni, quello che ci metti ci trovi. Soprattutto se non lo fate, quella fetta vi meritereste che capitasse a voi.
  5. Con una precisione maniacale riempite completamente tutta la superficie senza lasciare un’area superiore a 5 millimetri libera di tutti i cubetti che manco Picasso: uova, parmigiano, pecorino e pepe abbondante ogni volta che vi sembra troppo chiara la superficie.

     
  6. Una volta provata quella soddisfazione che solo vedendo questa distesa di salumi e formaggi riuscirete mai a raggiungere in vita, arrotolatelo, ovviamente dal lato lungo, e adagiatelo in una teglia per ciambellone, lavate quelle 4 uova (per carità di Dio!), posizionatele sul casatiello e chiudetele a X come nella foto che segue.

     
  7. Rimettete a lievitare per 2 ore, sempre nella vostra finta camera di lievitazione. Passato questo tempo spennellate la superficie con un uovo sbattuto e cuocete a 180° per un’ora circa.

La prova del 9 della vostra devozione al casatiello è la foto della fetta. Non vi permettete di presentare quelle fette tutte impasto e zero condimento, provate per un giorno a non essere così incapacy.

Previeni gli orrori culinari da incapacy! Guarda la gallery di Cucinare Stanca.

Foto: Ilaria Muri