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Come cambiare lavoro a 50 anni

Valentina Gherardi, consulente e docente personal branding, spiega perché fare un salto di carriera dopo i 50 anni può essere una legittima aspirazione e non un colpo di testa.

Valentina Gherardi, consulente e docente personal branding, spiega perché fare un salto di carriera dopo i 50 anni può essere una legittima aspirazione e non un colpo di testa.

Cambiare lavoro: un salto nel vuoto spaventoso per molti, stimolante per altri. Dopo aver dedicato tante energie all'attività scelta in giovinezza, oltre che alla casa, ai figli e ai mariti, le donne che superano i 50 aspirano a nuove sfide, che rivitalizzino la loro quotidianità. Tra queste, può apparire anche la voglia di cambiare lavoro. Troppo tardi? Niente affatto. Abbiamo chiesto a Valentina Gherardi, consulente e docente personal branding, perché aspirare a cambiare percorso di carriera non è una follia, ma una strada interessante da percorrere. 

Cambiare lavoro a 50 anni? Si può fare

Oggi, trovarsi senza lavoro a 50 anni o reinventarsi in questa età della vita non è più così raro. Può accadere per tante ragioni, che vanno oltre la nostra volontà o per situazioni eccezionali come la pandemia, che portano l'azienda per cui si è lavorato per tanti anni a fare dei tagli. «Qualunque sia la causa, non bisogna farne un dramma – spiega Valentina Gherardi – Non è quello che ci aspettavamo di vivere, è vero. Provare smarrimento è normale. In questa situazione, la prima cosa da fare è trovare un nuovo punto di partenza». 

Dopo i 50 anni, alle nostre spalle c'è un bagaglio di competenze e skills molto vasto, da non trascurare. «Qualunque esse siano, possono avere una valenza propedeutica per proporsi sul mercato in maniera diversa. Per questo bisogna fare una autoanalisi per capire cosa possiamo offrire, individuare le lacune e capire come colmarle».

Cosa studiare a 50 anni per cambiare lavoro?

Iniziamo a guardare cosa c'è nel nostro bagaglio di conoscenze e competenze. Individuiamo gli elementi da approfondire e strutturare. «Quando si lavora da dipendente, con un contratto a tempo indeterminato, si tende a trascurare la formazione. Oggi è imperativo essere aggiornati sulle novità del nostro settore. Ma facciamo attenzione: formazione non vuol dire per forza frequentare corsi, ma anche solo documentarsi, alimentare la nostra curiosità». 

Webinar, seminari online: la rete è ricca di fonti più o meno gratuite a cui attingere. In più, non bisogna aver paura di approfondire nuovi argomenti, verso cui possiamo sentire un certo interesse. Nel momento in cui andiamo ad approfondire e a studiare, o a proporci come persone interessate al settore, l'apprendimento è agevolato. 

Quando scegliere l'alta formazione

Per saltare più in alto e con più sicurezza, potremmo essere tentate di ricorrere all'alta formazione. Master, MBA: «Sono tutte possibilità da tenere in considerazione quando abbiamo ben chiaro il nostro obiettivo. Se la frequentazione di questo corso può rappresentare un valore aggiunto per la nostra professione, ben venga. Ma se si tratta di ricollocarsi in ambiti completamente diversi, non sono la strada giusta».

Fare rete

Oltre ad aggiornare le proprie skill, un altro passo importantissimo per cambiare lavoro a 50 anni è curare la propria rete. «Non dobbiamo avere paura dei nostri “vicini” in rete. Nel corso della nostra carriera avremo incontrato tantissime persone, che hanno avuto modo di apprezzare le nostre qualità professionali e che possono darci una visione di come possiamo essere percepiti all'esterno. Potremmo essere sorpresi dal loro punto di vista».

I social ci aiutano a fare rete. Per tutto ciò che riguarda il lavoro, LinkedIn è il social perfetto per fare la differenza. «Utilissimo per fare business, ma dobbiamo ricordare che prima di tutto è un social network relazionale: invita professionisti a stringere relazioni, ma anche a scambiare lavoro e valore. È uno strumento potente, veicola il nostro personal branding, permettendoci di entrare empaticamente a contatto con altri professionisti». 

Sì, ma quando si vedono gli effetti di tutto il lavoro fatto su LinkedIn? «Nel medio e lungo periodo: diffidate dai risultati rapidi, solo creando contenuti di valore, scambiando relazioni con le persone, popolando in maniera attiva la piattaforma, in 4-6 mesi si potranno vedere gli effetti concreti di queste azioni sulla propria carriera». 

Il valore di una donna over 50 nel mondo del lavoro

Una donna che ha superato i 50 anni può portare molto valore al mondo del lavoro. A fare la differenza sono la storia personale e le attitudini, ma ci sono delle caratteristiche connaturate all'età e alla femminilità che possono fare la differenza sin dal colloquio. 

«Le donne hanno maggiori capacità organizzative rispetto agli uomini. Riusciamo a entrare in contatto empatico con l'altro, in modo più efficace rispetto ai colleghi maschi. Anche la capacità di attenzione e ascolto sono superiori. Poi c'è tutto il bagaglio esperienziale, maturato anche oltre il mondo professionale: anche ciò che portiamo dalla nostra esperienza personale può fare la differenza». 

I lavori su cui puntare per donne over 50

Dopo un'attenta autoanalisi, tenuto conto delle caratteristiche intrinseche che, come donne, ci portiamo dietro, Valentina Gherardi mette in evidenza gli ambiti professionali su cui puntare con una puntualizzazione. «Meglio privilegiare i lavori dedicati al rapporto con il pubblico, che hanno a che fare con altre persone, come la vendita. Ma credo che oggi le donne possano fare qualsiasi lavoro che sentono nelle loro corde». 

Se nella ricerca lavorativa ci imbattiamo in annunci in cui è ancora richiesta la famigerata “bella presenza”, possiamo scegliere di tenerci alla larga se ci sembra un requisito sospetto. «Tuttavia, dobbiamo ricordare che se ci proponiamo per un lavoro a contatto con il pubblico, il contesto potrebbe richiedere di essere in armonia con l'ambiente. È vero che l'abito non fa il monaco, ma il contesto va tenuto da conto». 

«Le donne over 50 hanno una consapevolezza di loro stesse che a 30 anni non si ha – puntualizza Valentina – In passato, quando lavoravo in azienda, cercavo di sminuire la mia presenza femminile perché temevo che non facesse emergere le mie competenze tecniche. Oggi, a 38 anni, so chi sono e come posso apparire all'esterno. Un buon bilanciamento tra come ci presentiamo e ciò che possiamo offrire è un punto di partenza fondamentale». 

C'è ancora tanto lavoro da fare per estirpare il maschilismo dal mondo del lavoro. Basti pensare aò Pay, Age e Gender gap. Le donne guadagnano già meno rispetto agli uomini. In più, le culture aziendali faticano a vedere una donna over 50 come una risorsa, anche se non si tratta di un assoluto. Infatti, ci sono realtà lungimiranti, dove queste tematiche sono state superate. 

Come cercare lavoro dopo i 50 anni? 

Tirando le somme, cosa fare per cercare lavoro dopo i 50 anni? «La prima cosa è partire da un'analisi di se stesse: capire chi siamo e cosa possiamo offrire al mercato del lavoro. Superata questa parte, studiamo il mercato di lavoro e le persone che vogliamo attrarre. Poi pensiamo a come divulgare il nostro messaggio, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione, come i social, per arrivare in modo efficace alle aziende a cui puntiamo. Curiamo la nostra rete e i nostri contatti professionali. In 4-6 mesi non saremo più noi a cercare lavoro, ma sarà il lavoro a venire da noi».