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Ecomusei, baluardi di valorizzazione di paesaggi e comunità

Non tutti i musei sono fatti di reperti, teche e stanze. L'ecomuseo raccoglie le testimonianze di un territoro e ne valorizza il patrimonio basandosi su un patto di comunità partecipato.

Non tutti i musei sono fatti di reperti, teche e stanze. L'ecomuseo raccoglie le testimonianze di un territoro e ne valorizza il patrimonio basandosi su un patto di comunità partecipato.

Un museo del territorio, nato per raccoglierne le testimonianze ed esperienze e valorizzarne il patrimonio. Un ecomuseo, diversamente da un museo tradizionale, non raccoglie materiale da archiviare e mostrare dentro teche e stanze, ma è un’opportunità per scoprire e promuovere un territorio e le sue eccellenze. 

Che cos’è un ecomuseo 

Con il termine ecomuseo si definisce un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico di un certo interesse che meritano tutela, restauro e valorizzazione. Il nome ecomuseo fu coniato dal francese Hugues de Varine durante una riunione con Henri Rivière (direttore ed ex-direttore dell'International Council of Museums) e Serge Antoine, consigliere del Ministro dell'Ambiente e fu usato per la prima volta nel 1971 proprio in un intervento dell'allora ministro dell'Ambiente francese, M. Robert Poujade. Dal 2005 è nata una definizione condivisa da molti studiosi sul concetto di ecomuseo: ovvero un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio. 

Com'è strutturato un ecomuseo

Ma quali sono, esattamente, gli “oggetti” dell’ecomuseo? Di certo non troverete solo oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione. Insomma tutto un patrimonio materiale e immateriale da tutelare e valorizzare. Non sono pochi, infatti, gli esempi di valorizzazione virtuosa di questi territori che portano anche persone a rivalutare un territorio e magari ad acquistare dei rustici e ridar loro nuova vita.

Gli ecomusei sono stati, infatti, pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali dal rischio dell’oblio ma anche per promuoverne la conoscenza. E questo intento viene perseguito attraverso percorsi, attività didattiche e ricerca che si avvalgono del coinvolgimento della popolazione, delle associazioni e delle istituzioni culturali. Detto in parole povere: un ecomuseo non “sottrae” beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività e si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni locali. 

Gli ecomusei in Italia

Le esperienze ecomuseali in Italia sono tante (secondo una recente ricerca sarebbero 208) e molto variegate e spesso anche per via di una maglia larga di interpretazioni di cosa sia o meno un ecomuseo. Da nord a sud, magari seguendo 5 strade italiane per un viaggio on the road  sono tante le esperienze ecomuseali italiane in fase di espansione, che si basano su leggi regionali specifiche. In particolare, il Piemonte -territorio del tessile e delle risaie  di storia, di monti e di gastronomia - è stata la prima regione a dotarsi di uno strumento normativo in materia (L.R. 31/95). 

La rete nazionale degli ecomusei

Per promuovere il loro lavoro, gli ecomusei italiani hanno fondato una rete nazionale. Nel 2014, infatti, è stata avviata una fase costituente per definire strumenti, metodi e obiettivi specifici della rete. Gli ecomusei italiani hanno lavorato su un testo comune, chiamato Manifesto o Documento strategico o Agenda 2016/2017, che riassume l'esperienza acquisita all'interno del movimento ecomuseale italiano.

Inoltre, nel 2019 la Rete ha approvato un emendamento secondo il quale "Gli ecomusei italiani si impegnano a promuovere ulteriormente gli obiettivi di salvaguardia, cura, valorizzazione e accesso al paesaggio e al patrimonio naturale e culturale, materiale e immateriale, e il loro ruolo per lo sviluppo ambientale, sociale ed economico delle comunità, il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo Sviluppo Sostenibile e la giustizia climatica".

Che cos’è il Manifesto strategico degli ecomusei italiani

Il Manifesto strategico degli ecomusei italiani è un documento evolutivo volto a:

  •  riflettere la costruzione teorica e pratica del movimento ecomuseale in Italia,
  • spiegare la relazione tra ecomusei e paesaggio culturale
  • programmare le attività da svolgere attraverso il lavoro di rete a livello nazionale
  • censire gli strumenti di lavoro e i metodi utilizzati.

Attraverso il Manifesto gli ecomusei italiani definiscono se stessi come "processi partecipati di riconoscimento, cura e gestione del patrimonio culturale locale al fine di favorire uno sviluppo sociale, ambientale ed economico sostenibile. Gli ecomusei sono identità progettuali che si propongono di mettere in relazione usi, tecniche, colture, produzioni, risorse di un ambito territoriale omogeneo con i beni culturali che vi sono contenuti. Gli ecomusei sono percorsi di crescita culturale delle comunità locali, creativi e inclusivi, fondati sulla partecipazione attiva degli abitanti e la collaborazione di enti e associazioni".

Legge nazionale

La rete degli Ecomusei italiani ha promosso un progetto di legge nazionale il cui obiettivo è riconoscere il valore degli ecomusei come strumenti di interesse generale e utilità sociale.

Gli ecomusei nel mondo

Nell'ambito della 24ª Conferenza Generale ICOM "Musei e paesaggio culturale" di Milano, nel 2016, si è svolto il primo Forum di ecomusei e musei comunitari. Gli obiettivi erano di condividere esperienze, domande e difficoltà che affrontano gli ecomusei; condividere progetti; favorire prospettive di scambio e/o collaborazione con i visitatori. Durante il forum è stato proposto di creare una piattaforma internazionale per lo scambio e la condivisione di esperienze ed è stato deciso di creare un gruppo di lavoro internazionale permanente per formulare proposte sul tema territorio-patrimonio-paesaggio. Nei primi mesi del 2017 sulla base di idee è stata elaborata una visione comune ed è stata adottata la "Carta di cooperazione di Milano" ed è stata pubblicata la piattaforma mondiale per lo scambio e la condivisione di esperienze tra ecomusei e musei della comunità: DROPS.

Foto di apertura ecomuseipiemonte.wordpress.com