Culle vuote: perché i Millennials preferiscono i cuccioli ai figli

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Preferiscono la convivenza al matrimonio, e fanno sempre meno figli preferendo ai bambini gli animali domestici. Come mai? 

I Milliennials vogliono convivere più che sposarsi. Fare figli? Sì, ma non subito. Meglio un cane o un gatto. Solo che, con il tempo che passa, i bambini stentano ad arrivare o non arrivano affatto. Tuttavia, quando c'è, la genitorialità viene vissuta dai Millennials con grande gioia e consapevolezza. Proprio come il rapporto col proprio animale domestico.

Ma perché a volte si preferisce un gatto o un cane a un figlio? Facciamo il punto.

Crisi di natalità: i numeri dell'Istat

Guardiamo i numeri. I dati Istat del 2016 confermano la tendenza alla riduzione della natalità: sono appena 474.000 nuovi nati, circa 12.000 in meno rispetto al 2015. Il fenomeno è nazionale, con l'eccezione dell'isola felice della provincia di Bolzano. I tassi di fecondità si riducono sotto i 30 anni e aumentano dopo: il numero di figli per donna è 1,34, in calo per il sesto anno consecutivo. In media, si partorisce il primo figlio a 31,7 anni.

Le cause

I Millennials sono la generazione che più delle precedenti ha accusato gli effetti della crisi economica mondiale. Mentre i loro genitori a 30 anni potevano contare su un lavoro stabile e una carriera già tracciata, fra nuove professioni, gender gap e un mondo in continua evoluzione i Millennials hanno dovuto imparare le nuove coordinate di un mondo del lavoro completamente diverso. Senza stabilità economica, fare una famiglia è diventato via via sempre più difficile.

In più questa generazione è cresciuta circondata da piaceri low cost, sempre più accessibili grazie a Internet.

Come viaggiano i millennials? I millennials viaggiano di più, destinano una buona fetta del proprio reddito per consumare serie tv, film ed esperienze (LEGGI ANCHE: Viaggi, libri, film e musica: il tempo libero dei Millennials). Molti vivono in altre città rispetto a quelle della famiglia d'origine, rinunciando quindi al sostegno dei potenziali nonni e costretti ad assumere costosissime baby sitter.

Possedere un gatto o un cane sembra una via alternativa alla genitorialità.

Secondo un sondaggio di Mintel il 50% dei nati tra il 1980 e gli anni 2000 (comprendendo quindi anche una piccola fetta di Generazione Z) possiede dei gatti, mentre i tre quarti degli intervistati preferisce i cani. Nelle case degli italiani, secondo gli ultimi dati del Rapporto Assalco-Zoomark 2018, vivono almeno 7 milioni di cani.

La ragione di questa “invasione” la definisce la psicologa Jean Twenge, autrice del libro Generation Me: «gli animali stanno diventando un rimpiazzo, costano di meno. Puoi averne uno anche se non sei pronto a vivere con qualcuno o a sposarti e fanno compagnia».

Contrariamente al mito che vuole la donna single accompagnata almeno da un gatto, secondo il sondaggio sono i Millennials uomini a preferire degli animali da compagnia in casa. Tra gli intervistati da Mintel fra i 18 e i 34 anni, il 71% possiede un cane e il 48% un gatto. 

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