Gravidanza

Diventare mamma: l'importanza di fermarsi dopo il parto

Dopo un’esperienza intensa come il parto, la regola numero uno è quella di prenderti cura di te stessa. Non esitare a chiedere aiuto ai tuoi cari!

Dopo un’esperienza intensa come il parto, la regola numero uno è quella di prenderti cura di te stessa. Non esitare a chiedere aiuto ai tuoi cari!

Viviamo in una società che ci chiede tanto, tantissimo. Il telefono si illumina in continuazione per le notifiche, le incombenze lavorative ci raggiungono ben oltre il canonico orario 9-18, le 24 ore della giornata sembrano non bastare mai. A rimarcare la dose ci pensano i social network, che ci mostrano sempre e solo corpi impeccabili, volti sorridenti, vite apparentemente lontane anni luce dalle preoccupazioni che ci risucchiano ogni energia. 

Se per mesi o anni puoi sforzarti di reggere questo ritmo, come la mettiamo quando ti trovi alle prese con il viaggio più entusiasmante e sorprendente della tua vita? Già, perché la gravidanza segue regole tutte sue, che vanno seguite senza forzature. Lo stesso discorso vale quando arriva l’attesissimo momento del parto. Fermo restando che ogni donna è diversa da tutte le altre, non ha senso pretendere di rimettersi subito in pista come se niente fosse. Fermarsi dopo il parto non è un segno di debolezza, tutt’altro: è un grande gesto di rispetto per te stessa e per il tuo bambino.

Il rientro a casa dopo il parto 

Il rientro a casa post parto

Varcare la porta di casa, finalmente, in tre: di sicuro è uno dei momenti su cui hai fantasticato di più durante i nove mesi di attesa. Nella realtà forse è un po’ meno romantico di quanto ti aspettavi, perché l’emozione si scontra con la stanchezza, con i pianti inspiegabili del frugoletto che porti tra le braccia (presto imparerai a interpretarne ogni sfumatura!) e con i mille dubbi che si affastellano nella tua mente.

Soprattutto nei primi giorni, lascia da parte ogni tentazione di eroismo e fissa bene in testa questa frase: devi farti aiutare. Ci penserà il tuo compagno a preparare la cena, tenere in ordine la casa e cambiare pannolini; e se per qualche motivo lui non c’è, ospita per qualche giorno tua madre, una parente di cui ti fidi o una cara amica, meglio ancora se ha già avuto figli. Ricordati, non puoi e non devi strafare. 

>>Leggi anche: Corso preparto: ecco perché devono andarci anche i papà

Affrontare il maternity blues 

Maternity blues

Spesso si dà per assodato che una neomamma debba essere felice in ogni istante solo per il fatto di essere mamma, ma si tratta di un falso mito. Occorre tempo per adattarsi al nuovo ruolo”. Non è un’opinione qualsiasi, perché a dirlo è il Ministero della Salute. Si parla di maternity blues, o sindrome del terzo giorno, per indicare il periodo di profonda tristezza e improvvisi sbalzi emotivi che coglie molte puerpere al loro rientro a casa. Oltre al malumore entra in gioco anche l’ansia al pensiero di avere la responsabilità di una creaturina così fragile e indifesa. 

Non ne avevi mai sentito parlare? Probabilmente è perché tantissime donne, per un istintivo senso di vergogna, non ammetterebbero mai di aver vissuto momenti così duri. Eppure, non c’è nulla di strano o di sbagliato. Il maternity blues è una condizione estremamente comune, che nella maggior parte dei casi tende a sparire da sola circa due settimane dopo il parto. Ancora una volta l’importante è avere accanto a sé qualcuno su cui contare. Qualcuno che dia una mano nelle faccende quotidiane e ascolti con pazienza i momenti di sfogo, senza giudicare. 

Non sei perfetta, le tue energie non sono infinite e… va benissimo così!