Mamme Tips
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Mom shaming, il decalogo (+ 1) per non soffrire del bullismo tra mamme

Attacchi, invidie, quando non veri e propri insulti. Il mom shaming è un fenomeno in crescita e a esserne vittime non sono solo le mamme vip. Come difendersi e come cambiare, almeno nella propria cerchia di relazioni, le cose?

Attacchi, invidie, quando non veri e propri insulti. Il mom shaming è un fenomeno in crescita e a esserne vittime non sono solo le mamme vip. Come difendersi e come cambiare, almeno nella propria cerchia di relazioni, le cose?

Non voglio essere più tua amica, noi andiamo a far merenda da un’altra parte”. Ecco, se vi state immaginando un gruppo di compagnette di asilo o di scuola in grembiulino e treccine bisticciare al parchetto fermatevi perché potrebbe essere un lapidario messaggio di whatsapp tra genitori.

Perché si parla di 'mom shaming'

Tutt’altro che alleate, le mamme in rete, e sempre più nelle relazioni reali, faticano a incoraggiarsi e a supportarsi tra loro e il fenomeno del mom shaming è tutt’altro che marginale: secondo quanto riporta anche il New York Times pubblicando i dati di un sondaggio condotto su 500 donne genitori, riguarda 2 intervistate su 3.

Contrasto aperto, critica aspra sul modo di intendere la genitorialità e la propria vita dopo essere diventati genitori. A molte donne accade così di sentirsi inadeguate e di soffrire perché disapprovate, condannate da coloro che avrebbero dovuto essere parte di una stessa comunità di madri moderne.
L’apoteosi del mom shaming si esprime contro le madri vip, da Belen Rodriguez a Chiara Ferragni ci siamo trovate tutte a scorrere sui nostri feed sfoghi amari, feriti, di influencer e modelle, attrici e dive del piccolo schermo, vittime della cattiveria delle leonesse da tastiera. Haters. Come abbiamo imparato a riconoscerli in tanti ambiti della nostra esperienza di vita digitale.

Dieci consigli per sopravvivere alle mamme haters

Con Paola Campanaro, psicopedagostista titolare del Centro clinico La quercia di Vicenza abbiamo stilato un pratico vademecum di 10 punti per imparare a sopportare gli insulti sul web, supportare amiche e altre madri bersaglio dello shaming e prendere le distanze da dinamiche di vero e proprio bullismo tra mamme.

  • Non esiste un numero troppo esiguo o eccessivo di foto di te stessa da postare. Sei libera di usare i social come meglio credi.
  • Troppo magra, troppo grassa? Qualunque posa sceglierai per raccontare come è cambiata la tua vita (o il tuo girovita) dopo la maternità potrebbe essere criticata. Fregatene.
  • Scegli di tornare a lavoro? Decidi di voler dedicare più tempo ai tuoi figli? Fai spallucce, qualcuno avrà da ridire in ogni caso.
  • Stai pensando di passare al biberon? Desideri allattare più a lungo di quanto abbiano fatto le tue amiche? Scegli consultando la tua professionista e non la chat del corso preparto.
  • Quando ricevi un attacco diretto sui social ignoralo. È il modo più elegante per spegnere l’odio.
  • Se senti di non stare bene, di aver bisogno di una pausa da un certo gruppo di amicizie o di piattaforme social, prenditela!
  • Se intendi rispondere per difenderti, fai sfoggio della tua ironia. Niente ridimensiona e annulla un commento a sproposito come una ponderata ma ferma risposta sarcastica.
  • Ricerca l’autenticità in quello che posti o che condividi con gli altri, non cercare di somigliare, omologarti o compiacere le altre mamme. 
  • Non potendo piacere a tutti, ricorda di piacere sempre e comunque a te stessa.
  • Fai la differenza e sii la prima a promuovere un diverso linguaggio e un’alleanza tra madri. Chissà che tu non possa essere contagiosa…

 
E infine, ma non meno importante suggerimento: ricorda che hai una responsabilità verso quello che posti, soprattutto se riguarda i tuoi figli, perché saranno loro a dover affrontare le conseguenze di una marea di foto, aneddoti pubblicati oggi in rete da genitori che non hanno chiesto il loro consenso e non hanno pensato alle conseguenze dei loro atti di narcisismo (sì, talvolta si postano foto dei proprio bambini solo per soddisfare il proprio ego).

Foto apertura: nicoletaionescu - 123RF