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Georgette Polizzi: «I lividi della mia vita non hanno colore»

Dalla sclerosi multipla all’infanzia difficile: l'intervista a Georgette Polizzi, stilista ed influencer autrice del libro “I lividi non hanno colore”.

Dalla sclerosi multipla all’infanzia difficile: l'intervista a Georgette Polizzi, stilista ed influencer autrice del libro “I lividi non hanno colore”.

Raccontare il libro di Georgette Polizzi significa raccontare la storia di Georgette Polizzi. In “I Lividi non hanno colore”, uscito per Mondadori, la stilista ed influencer condivide con i lettori parti del suo difficile passato: dal bullismo subito a scuola per il colore della pelle, al rapporto burrascoso con la mamma scomparsa precocemente fino ai primi successi nel mondo della moda, i primi successi televisivi e infine la malattia che l’ha colpita due anni fa. Non è il libro che ci si aspetta da una ex concorrente di Temptation Island: è un libro che non fa sconti e che racconta il grande coraggio e la determinazione di Georgette, “un libro verità” come viene definito dalla Polizzi, “che racconta quello che è stato e quello che è successo, con la voglia di dire alle persone che ci devono credere”.

Come mai Georgette hai deciso di convidere la tua storia in un libro? Qual è stata la molla che ti ha spinto a raccontarti?

«Da quando sono approdata sui social mi sono resa conto che le persone avevano bisogno di qualcosa in cui credere. Purtroppo i social network sono una piattaforma in cui le persone molto seguite mostrano tutto quello che è bella vita, la vita facile, i soldi, l’agio e le persone normali tendono un po’ a dire: “Ma io?” Allora mi sono detta, faccio vedere che sono nata sfigata, ho avuto una vita terribile, ma nonostante tutto ce l’ho fatta. E se ce l’ho fatta io puoi farcela anche tu. E questo è stato il motivo principale per il quale ho voluto fare questo».

Che reazione hanno avuto i tuoi followers quando hanno saputo, prima la tua storia e poi quando hanno letto il tuo libro?

«Inizialmente chi legge il mio libro resta scioccato, quindi credo di aver trasmesso uno choc perche poi chi mi vede sui social dice: com’è possibile? Ma non solo loro. Anche mia suocera stessa o le persone che mi conoscono e mi vivono sono rimaste scioccate da questo. Subentra poi la seconda fase. La fase del “ce l’ha fatta“, è riuscita a farcela e di conseguenza posso farcela anche io».

Mi rendo conto che sia una domanda banalissima ma ci sono dei consigli che vuoi dare a chi sta vivendo una situazione così forte? Come puo’ venirne a capo?

«Io ho un mio modo di vivere la vita. E’ un po’ come quando cadi e ti sbucci un ginocchio. Se tu vai a casa a piangerti addosso ti fa ancora più male. Se lo disinfetti e vai avanti è tutta un’altra cosa. Ho imparato a prendere il male e a trasformarlo in bene. Su cinque cose brutte che mi succedono, prendo la sesta positiva e copro tutto il resto.. E’ un lavoro che va fatto dentro se stessi, è un lavoro interiore. Non è come accendere la luce, non è semplice. Le persone che oggi soffrono sono tante. Bisogna lavorare su se stessi. Bisogna essere innamorati della vita, non bisogna avercela con la vita. Bisogna amarla».

Oltre al lavoro su se stessi, chi o cosa ti ha aiutato? A cosa ti sei aggrappata nei momenti più duri?

«Inizialmente a me stessa. Io dico sempre che la persona che ti tiene la mano quando muori sei tu. Ho puntato tutto su me stessa e sulla voglia di rivalsa. Ho sempre puntato tutto sulla voglia di rivalsa e sulla voglia di cambiare il mio destino. Ero proprio ostinata. Nel corso degli anni sono entrate tante persone nella mia vita che hanno permesso di trovare un motivo per farcela tra le quali anche mio marito (Davide Tresse, ndr), per il quale io combatto tutti i giorni perché se lo merita».

Due anni fa hai annunciato la tua malattia, la sclerosi multipla. So che collabori anche con un’associazione, hai dichiarato che lo fai non solo per te stessa ma anche per aiutare gli altri, che è una cosa che emerge spesso nelle cose che dici e nel libro.

«Ti faccio una premessa. Credo che nella voglia di aiutare gli altri si nasconda la voglia di aiutare sè stessi. C’è qualcosa, ho sempre voglia di far del bene a tutti e penso serva a me per sentirmi bene. Mi sono ammalata di sclerosi multipla e ho fatto un percorso riabilitativo molto difficile, non camminavo. Andavo in queste strutture della mia zona dell’AISM (Associazione italiana sclerosi multipla) che ha diversi centri in Italia per aiutare i malati di sclerosi multipla: quando sono andata li ho visto diversi operatori e persone che davano l’anima senza gratificazioni economiche. Ho pensato di dare una mano, sono tornata nel mio lab e ho creato delle t shirt con la scritta “Non si molla un c…” e le ho vendute. In quindici giorni ho raccolto circa settemila euro che ho donato a questo centro per comprare una pedana per aiutare le persone a camminare. Da lì si è aperto un mondo, AISM mi ha contattato e sono diventata loro portavoce. Ogni anno lancio messaggi. Loro sono importanti per le persone malate, sono quel lumino nel buio che aiutano le persone ad andare avanti».

Hai parlato di moda, tu ti occupi di moda, cosa rappresenta per te?

«Sono una stilista un po’ particolare. La moda la faccio attraverso il colore. Oltre alla produzione di capi, ci dipingo sopra tutti i giorni, sono perennemente sporca di colore ma come dico sempre mi sono fatta salvare la vita da un pennello. Il colore mi ha dato la voglia di credere in qualcosa e andare avanti e più vado avanti e piu so che devo continuare a farlo. I colori mi hanno salvato la vita».

Per concludere la chiacchierata, il 2 luglio riparte Temptation Island. Lo guarderai quest’anno? Che ricordo hai?

«E’ stata un’esperienza devastante, non ricordo di aver pianto cosi tanto come a Temptation. Sono entrata nel programma perché Davide si era un po’ raffreddato. Immagina l’uomo che dice “adesso l’ho presa, è mia”. Avevo detto, gliela faccio pagare. E ho fatto un po’ la “scemetta” per provocarlo. E lui che è un vendicativo mi ha massacrato. Ha iniziato a flirtare con questa ragazza bellissima con un fondoschiena pazzesco. Io sono impazzita, ho un ricordo di dolore! Immaginati chiuso in una stanza con la Pausini che canta “Marco se ‘è andato e non ritorna più”. Il dramma! Il vero Temptation pero’ inizia una volta a casa perché è li che lavori su te stesso e li ci siamo resi conto che eravamo fatti per stare insieme. Quindi oggi dico grazie Temptation! A tutti quelli che parteciperanno dico “Preparatevi” è un percorso bello tosto, è dura. Noi ci ridiamo, ci sono delle persone che ci fanno del trash ma è dura».

E ora, prossimi progetti?
«Io non sto mai ferma! Seguitemi sui miei social, non posso spoilerare le tantissime cose che ci saranno! Stupiro’ con effetti speciali, ci saranno tantissime cose carine».

Foto di apertura: Georgette Polizzi - Facebook