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A tu per tu con Serena Bortone

Il nuovo volto del pomeriggio di Raiuno si racconta a DeAbyDay in una lunga intervista che tocca lavoro, vita privata e passioni.

Il nuovo volto del pomeriggio di Raiuno si racconta a DeAbyDay in una lunga intervista che tocca lavoro, vita privata e passioni.

Mai come negli ultimi anni in tv sono presenti in tv tanti volti televisivi femminili alla guida di programmi di informazione. Da poco è arrivata su Raiuno Serena Bortone, giornalista e conduttrice del programma pomeridiano “Oggi è un altro giorno” in quello che per lei è uno show-consacrazione che premia una lunga carriera iniziata nella Raitre di Angelo Guglielmi, prima dietro le quinte e poi davanti. Un esempio di come la gavetta sia importante.

Stimata e amata da tutti, empatica in video, si sa pero’ pochissimo del privato della biondissima conduttrice di Raiuno. A lei abbiamo chiesto come si trova alla guida del suo nuovo salotto pomeridiano, a poche settimane dal debutto e di raccontarci qualcosa di più della sua vita privata e del suo percorso professionale.

Qual è la difficoltà più grande per una donna, una giornalista che come te è in onda ogni giorno in tv per raccontare la realtà?
«Sono in onda tutti i giorni ormai da anni, non sono una che pensa alle difficoltà anche perché poi difficoltà vere e proprie non ce ne sono. E’ stato per me molto stimolante, per la mia vita e per la mia formazione, confrontarmi, in questo nuovo programma, anche con temi legati alla tv e agli spettacoli. Prima mi ero occupata prevalentemente di politica e di grandi storie di attualità. Sono mondi fatti di persone con personalità diverse. La curiosità più grande era capire come mi ci sarei rapportata e devo dire che sto usando una chiave psicanalitica per intervistare questi grandi personaggi dello spettacolo, per entrare nella loro testa e nella loro anima. E’ la sfida più bella per me e sono molto felice quando ci riesco perché alcuni vip hanno resistenze a raccontarsi».

L’intervista che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
«Barack e Michelle Obama insieme, come fece Oprah Winfrey in una sua intervista storica».

Nella tuo bio di Instagram scrivi che “Faccio televisione e tante altre cose”. Eppure sei riservatissima, quali sono le altre cose?
«Il lavoro mi impegna moltissimo. Io sono una che gode della vita. Ora con la pandemia è tutto più complicato ma sono un’appassionata di opera lirica, giro tutti i teatri per vedere le opere, vado spesso al cinema e sono appassionata di letture. E’ difficile che passi una giornata senza che io abbia letto qualche pagina di un romanzo o di un saggio. Leggo sempre. Ho tanti amici e viaggio spesso. Ho fatto, ad esempio, San Diego e San Francisco da sola in macchina. L’ho trovata una grande conquista di libertà!»

Chi sono gli amici di Serena Bortone?
«Ho una tribù variopinta e variegata di amici che vanno dai compagni di classe del liceo ai colleghi di lavoro. Ho uno scambio costante con le persone e ho avuto anche la fortuna di fare amicizie recenti, persone che sono entrate nella mia vita da poco. Credo nelle amicizie profonde. Ho davvero tanti amici: ho almeno una trentina di persone che se chiamassi nel cuore della notte verrebbero a soccorrermi».

Hai dichiarato di essere single. Quindi domanda d’obbligo: come dev’essere il tuo principe azzurro?
«Non ho dichiarato, lo sono! Il principe azzurro non esiste! C’era una grande massima che diceva: “Guardati dall’uomo che ti vuole salvare, ti salverà da tutto tranne che da se stesso”. Il mito del principe azzurro non l’ho mai avuto perchè mi ha messo molta ansia. Credo che nella vita ci siano gli incontri. L’uomo che mi piace deve essere intelligente, non banale e non deve essere competitivo. Non posso avere qualcuno che mi dice quello che devo o non devo fare, deve capire la mia libertà e non intromettersi nella mia sfera. Mi metto spesso in discussione perché il dubbio e l’autocritica sono il sale della vita ma non deve prevaricarmi. Deve comprendere i miei spazi di libertà. Altrimenti “esco pazza”!»

Sempre nella tua bio di Instagram scrivi che sei femminista. E’ importante ribadirlo?
«E’ importante ribadirlo perché il femminismo è un percorso. Quando sono nata ho pensato: “Che bello essere nata donna”. Pensavo di avere una prerogativa in più rispetto al mondo maschile, che è abbastanza vero. Detto questo, sul lavoro capisci che c’è ancora tanta strada da fare. Non abbiamo ancora noi donne la parità salariale, per dirne una. Siamo pagate meno degli uomini e questo è uno scandalo. Abbiamo forse più ritrosia a chiedere. Gli uomini, forse per la loro storia alle spalle, non si fanno problemi su questo. Dobbiamo innanzitutto amare le altre donne, incoraggiarci, fare squadra, costruire gruppi. Questo è fondamentale. Essere femminista, intraprendere questo tipo di percorso significa anche far tuo il valore della sorellanza. Io non sarei nulla senza le mie amiche donne, senza nulla togliere ai maschi. Il valore della sorellanza tiene in piedi noi donne in tante occasioni».

Hai recentemente dichiarato a Tv Sorrisi e Canzoni che da piccola eri cicciottella e temi che chi da piccolo è in sovrappeso possa rischiare di conservare qualche senso di inadeguatezza da adulto. Ti senti in qualche modo ancora oggi inadeguata?
«Il tema c’è perché comunque esiste nella vita: ognuno di noi sogna di essere perfetto, soprattutto da piccolo. Da grande scopriamo che la perfezione non esiste, è relativa ed è anche una grande gabbia perché il voler essere sempre perfetti ti costringe magari a dei parametri che non sono i tuoi. La peggior nemica delle donne è stata Wonder Woman perché grazie a questa figura abbiamo acquisito questa idea delle donne che fa mille cose, moglie perfetta, amante perfetta e cosi via. Scoprire che la perfezione non solo non esiste ma è una gabbia rende liberi. Il senso di inadeguatezza ti impedisce di essere forte, ti tira giù quindi se la mettiamo in questi termini è sbagliato. E’ importante invece mettersi sempre in discussione, serve per crescere e migliorarsi. Ho sentito qualche volta inadeguatezza nella vita perché personalmente ho un super Io giudicante nella vita. Non mi rivedo mai ad esempio in tv perché mi verrebbe l’ansia! Forse ora, dopo tanti anni di video, meno, devo essere sincera. Pero’ fino a poco tempo fa non mi rivedevo ed è come punirsi. Il problema di questa società è che il giudizio puo’ essere malevole e pesante. Pensiamo ad esempio al mondo dei social. Io sono un personaggio pubblico e sono abituata a leggere le critiche dei social e se leggo qualcosa di negativo ci rido sopra. Ma talvolta penso ai ragazzini che leggono queste cose».

Hai lavorato tantissimo in tv, prima dietro le quinte poi davanti anche con il tuo attuale direttore Stefano Coletta, di cui ho letto che siete amici. Com’è il rapporto con il direttore di Raiuno?
«Con il direttore ho un rapporto squisitamente professionale. Io e Stefano ci siamo conosciuti quando lavoravamo per Antonio Lubrano e ci siamo scelti. L’amicizia è indissolubile ma è anche vera perché è sincera. Quando Stefano mi ha chiesto di venire su Raiuno per un programma gli ho detto che doveva essere sicuro, ho detto che sarei venuta solo ed esclusivamente se lui era certo che questa cosa potesse funzionare perché so che le valutazioni del direttore sono sempre rigorose e professionali, non di carattere personale. La bravura di Coletta che è un ottimo direttore è quella di non andare mai sul personale o su quello che a lui piace ma di oggettivizzare la figura professionale. Io sono diventata conduttrice di Agorà prima che lui diventasse direttore di Raitre, ho iniziato a condurre il programma con la direzione di Daria Bignardi. In seguito, in estate lui è diventato direttore di Raitre. Proprio perché è una persona che conosco da tempo sono ancora più rigorosa, siamo due persone capaci di distinguere i due piani».

Lo guardi Agorà? Come ti sembra la conduzione della Costamagna?
«Ho passato gli ultimi anni della mia vita a svegliarmi alle 5 e mezzo del mattino, devo direi che ultimamente ne sto approfittando per dormire! Sono certa che Luisella stia facendo un ottimo lavoro, è una professionista seria».

Per chiudere, hai chiamato il programma Oggi è un altro giorno, citando Via col vento che su Raiuno è “di proprietà” di Bruno Vespa visto che ne usa la colonna sonora nel suo programma “Porta a porta”. Si è arrabbiato Bruno?
«Figurati, Bruno è venuto in studio, allo specchio di “Oggi è un altro giorno” entrando proprio con la sigla di Porta a Porta, la musica di Via col vento!»