Da Mami a Corrina: il lungo cammino delle attrici nere nel cinema

Notizia Notizia

La strada verso il successo è stata molto lunga e difficile per le attrici afroamericane. Oggi, con il movimento Black Lives Matter più vivo che mai, le loro storie possono insegnare a non commettere più l'errore di sottovalutare il talento, di qualsiasi colore. 

Ti potrebbero interessare

In un'intervista a DeAbyDay Igiaba Scego raccontò che, tra l'essere donna e l'essere nera, in Italia era peggio essere donna. Lo sanno bene tutte quelle attrici afroamericane che, nonostante l'exploit e l'Oscar dell'attore nero Sidney Poiter con Indovina chi viene a cena, hanno dovuto aspettare gli anni Ottanta per essere adeguatamente riconosciute e apprezzate al di fuori di ruoli stereotipati. Tutte le umiliazioni subite da queste stelle sono il frutto di un tempo in cui il razzismo era diffuso e legalizzato, con tanto di segregazione razziale.

Oggi il talento di star del calibro di Halle Berry e Lupita Nyong'o, Oscar come miglior attrice non protagonista per 12 anni schiavo, ci dice che qualcosa sta cambiando. Dal successo in sordina di Hattie McDaniels a quello dirompente di Whoopi Goldberg, ecco tutte le tappe del lungo cammino delle attrici nere nel cinema.

Hattie McDaniel, la Mami che vinse l'Oscar

Il 29 febbraio 1939, nel salone dell'Ambassador Hotel di Los Angeles, durante la dodicesima cerimonia di premiazione degli Academy Awards, Hattie McDaniel diventa la prima donna afroamericana a ricevere un premio Oscar per il suo ruolo in Via col Vento. Mami è una governante schiava interpretata da una donna nera che fa il primo passo verso il cammino di crescita e valorizzazione delle attrici di colore nel cinema hoollywoodiano. Salendo sul palco, Hattie dice: «Sono felice e credo che questo premio possa essere l’inizio per la mia razza».

Foto: LaPresse

In un’intervista concessa alla giornalista Louella Parsons, l’attrice confessava di essersi ispirata a sua nonna schiava in una piantagione per ricreare la perfetta Mami di Via col Vento. Un personaggio duro, ma dolcemente succube dei suoi padroni bianchi. Rimane a loro fedele nonostante tutto.

Butterfly Mcqueen e la stupida Prissy

Nello stesso cast c'è un'altra attrice nera, Butterfly Mcqueen. La sua voce stridula, unita alla stupidità del personaggio di Prissy in Via col Vento, le danno una certa notorietà. Mcqueen espresse il suo malcontento per il ruolo ricoperto nel film, ma la sua simpatia e il suo essere eccentrica, la resero sempre molto amata dai critici. Dopo Via col Vento, gira Donne e Cabin in the Sky. Nel 1946 ottiene una parte in Il romanzo di Mildred e in Duello al sole. In questi due film dimostra la sua versatilità e il suo talento.

Durante la sua carriera Butterfly Mcqueen denuncia l’emarginazione delle colleghe afroamericane costrette a scegliere, pena la disoccupazione, «parti mute da cameriere di colore». Una discriminazione dovuta alla razza, oggetto di potenti contestazioni negli anni Sessanta.

Attrici di talento in lotta

Louise Beavers debutta al cinema nel 1924. Attrice sottovalutata, interpreta l'eterna Mami di Hollywood. Recita in Virginia, La bella avventura, La taverna dell’allegria, Jack London, film quest’ultimo nel quale riesce a imporsi con un certo spessore e in maniera meno convenzionale.

Pianista e attrice, Hazel Scott si impegna in una dura vertenza contro le majors di Hollywood per imporre una svolta agli attori afroamericani. Ciò che Hazel chiedeva era di cancellare l'umiliante costrizione dei professionisti in ruoli da "negro" con la pipa, il fazzoletto in testa, gli occhi perennemente spalancanti e la cadenza ridicola del parlato.

La bella, affascinante e talentuosa Lena Horne divenne una star in varie orchestre di bianchi. Recita in Panama Hattie (1942) e in altre produzioni importanti, che le restituiscono una grande popolarità. Tuttavia la sua stella brillerà solo in produzioni per afroamericani e in parti da nera nei musical. «Io sono fortunata –confessa – di aver potuto dare ai miei bambini un’ educazione e una certa sicurezza. Può considerarsi, infatti, questa la prima generazione, nella storia della mia razza, in cui le famiglie negre hanno qualcosa da lasciare ai propri figli. Questo è un fatto su cui riflettere».

All'ombra di Sidney Poitier

Negli anni Cinquanta l'attore afroamericano Sidney Poitier rivendica per lui e la sua gente la possibilità di ricoprire ruoli da protagonista. È il primo nero a vincere un Oscar come miglior attore protagonista. Dopo questo exploit, la prima attrice nera a rifiutare ruoli di contorno, stereotipati, fu Dorothy Dandridge. Attrice e cantante di talento come McDaniels, interpreta due film musical con un cast formato da soli attori neri: Carmen Jones (1954) e Porgy and Bess (1959). Muore a soli quarantadue anni, nel 1965, in circostanze misteriose.

Sempre negli anni Cinquanta Juanita Moore diventa un volto di spicco del cinema americano, grazie a Trinidad (1952) e Lo Specchio della Vita (1959). In quest'ultimo film interpreta la governante di un'attrice vedova, interpretata da Lana Turner, che trascura la figlia per inseguire la sua carriera. Per questo ruolo Juanita Moore riceve la candidatura all'Oscar.

Attrici nere: la riscossa degli anni Ottanta e Novanta

Se Poitier ha rotto lo stereotipo, lottando per il diritto di essere protagonista, bravo e riconosciuto dall'Academy, alle attrici nere serviranno ancora molti anni per iniziare a contare davvero sul grande schermo. Solo negli anni Ottanta le porte degli studios si aprono a nuove attrici nere come Whoopi Goldberg. Diventa la protagonista principale di tutti i film che ha interpretato, da Sister Act (di cui si gira anche un secondo episodio) a Una moglie per papà, dove è Corrina, una governante nera e colta.

Dopo di lei, finisce sotto i riflettori anche Halle Berry, protagonista di Ghotika, Catwoman, X Men. Ad oggi è l'attrice nera più pagata a Hollywood, con un patrimonio di 90 milioni di dollari. Inoltre, è stata la prima attrice a vincere un Oscar come migliore protagonista nel 2002 per Monster's Ball - L'ombra della vita.

Nel 1986 Spike Lee rende famosa Tracy Camilla Jones con il ruolo di Lola Darling. Nera, bella, libera e indipendente, vive a Brooklyn, dove riceve numerosi amanti senza mai scegliere quello giusto. Ultimo ma non meno importante, Quentin Tarantino gira Jackie Brown, in cui il ruolo femminile da protagonista è affidato all’attrice nera Pam Grier. Lei sarà l'affascinante hostess coinvolta in una complicatissima storia criminale.

Emancipazione vs look “più bianchi”

Dopo questo exploit cambia anche l'iconografia dell'attrice afroamericana. Niente più capelli crespi, sempre più caschetti e look "più bianchi". I capelli diventano lisci, mentre si fanno largo sempre più storie di emancipazione di donne e uomini neri. Succede con La lunga strada verso casa (1990): Whoopi Goldberg interpreta Rosa Park, protagonista del boicottaggio dei mezzi pubblici della città di Montgomery nel 1955.

Nel 2012 The Help racconta la storia di Tate Taylor, una giornalista bianca anticonformista di Jackson, profondo sud degli Usa negli anni Sessanta, decide di far conoscere agli americani attraverso un libro la vita dei bianchi vista attraverso gli occhi di due domestiche di colore. Il film è finito al centro delle proteste legate al movimento Black Lives Matter perché "troppo bianco" nel suo raccontare i neri.

Ultimo, ma non meno importante, nel 2016 arriva Il diritto di contare di Theodore Melfi. In questo film si racconta la storia di tre brillanti scienziate afroamericane della Nasa che nel 1961 riuscirono a eseguire i calcoli per la buona riuscita della spedizione spaziale dell'astronauta John Glenn. Le protagoniste sono Octavia Specter, Taraji P. Henson e Jane Monae. Il cammino compiuto dalle attrici nere per avere davvero il diritto di contare sul set è stato lungo e mai facile. Ma abbassare la guardia, smettere di vigilare, potrebbe rivelarsi un gravissimo errore. 

Foto: © 1994 New Line Cinema Photo - Bonnie Schiffman

Hobby e tempo libero
SEGUICI