I 10 duetti più celebri del Festival di Sanremo

Da Al Bano e Romina Power ad Anna Oxa e Fausto Leali, fino ai Jalisse e Meta-Moro vincenti nel 2018, ecco le coppie indimenticabili della kermesse canora. 

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Creati ad hoc per celebrare grandi brani che hanno segnato la storia della kermesse, i duetti sono ormai una prassi a Sanremo. Tornano infatti anche nel 2020: Marco Masini interpreterà ad esempio con Arisa "Vacanze romane", mentre Achille Lauro proporrà insieme ad Annalisa una versione de "Gli uomini non cambiano". Ce n’è però uno anche in gara, quello formato da Bugo e Morgan, davvero molto atteso.  Uno dei grandi favoriti del festival è Anastasio, con "Rosso di Rabbia".

Ecco alcune curiosità riguardanti i duetti più celebri del Festival di Sanremo.

Al Bano e Romina Power – Felicità (1982)

 

Quello composto da Al Bano e Romina Power è stato un duo dall’enorme successo negli Anni 80, capace di sfornare brani rimasti nella storia della canzone italiana. Come “Felicità”, presentato nel 1982 a Sanremo: durante la prima serata, Al Bano si dimenticò alcune parole del brano, ma Romina gli venne prontamente in soccorso, tra le risate del pubblico. Il Festival andò a Riccardo Fogli e loro due arrivarono terzi: si sarebbero consolati nel 1984 con la vittoria di “Ci sarà”.

Tozzi - Morandi - Ruggeri – Si può dare di più (1987) 

 

Non un duo ma un trio. Umberto Tozzi (esordiente a Sanremo), Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri vinsero ma non stravinsero il Festival del 1987 con un brano che aveva tra gli autori Raf e che era nato dall'esperienza dei tre cantanti nella Nazionale Cantanti, di cui “Si può dare di più” divento l'inno ufficiale. Quell’edizione del Festival viene ricordata non solo per la canzone vincitrice, ma anche per il famigerato incidente della spallina di Patsy Kensit, che lasciò intravedere il seno durante la sua esibizione.

Anna Oxa e Fausto Leali – Ti lascerò (1989)

Nel 1989 il ‘negro bianco’ Fausto Leali si presentava a Sanremo reduce da due edizioni in cui aveva presentato due instant classic (“Io amo”, 1987, e “Mi manchi”, 1988) senza però vincere. «Conciata come una punk londinese» (cit. Offlaga Disco Pax, “Robespierre”) Anna Oxa aveva sfiorato la vittoria nemmeno 17enne nel 1978. Trionfarono a braccetto nel 1989, incidendo poi insieme anche “Avrei voluto”, presentata con scarso successo pochi mesi dopo all’Eurovision Song Contest.

Mietta e Amedeo Minghi – Vattene amore (1990)

«Magari ti chiamerò/Trottolino amoroso e du du da da da/E il tuo nome sarà il nome di ogni città/Di un gattino annaffiato che miagolerà»: se non sono queste le parole più celebri mai pronunciate su quel palco, qualcuno ne proponga altre. “Vattene amore”, perché così si chiama la canzone, non solo non vinse ma arrivò addirittura terza. Come raccontato dallo stesso Minghi, il ‘Maestro’ aveva scritto il brano per Mina e per Ornella Vanoni, ma cambiò idea e l’affidò a Mietta dopo averla sentita cantare. E il duetto si formò solo all'ultimo momento.

Aleandro Baldi e Francesca Alotta – Non amarmi (1992)

“Non amarmi” è l’unico brano cantato da due ‘non big’. Ma francamente sarebbe stato impossibile lasciarlo fuori. La canzone vincitrice nella categoria Nuove Proposte è un evergreen, con un testo autobiografico che racconta la paura dell'artista (cieco dalla nascita) di essere amato solamente per compassione. Testo cambiato per la cover in spagnolo “No me ames”, realizzata nientepopodimeno che da Jennifer Lopez e Marc Anthony nel 1999: i due si sarebbero poi sposati diversi anni dopo l'incisione del brano.

Mia Martini e Loredana Bertè – Stiamo come stiamo (1993)

Un risultato certo non memorabile il 14esimo posto raccolto nel 1993 da “Stiamo come stiamo”, che vede per la prima (e unica) volta le sorelle calabresi insieme sul palco del Festival di Sanremo: Loredana Bertè era alla quarta partecipazione e ci sarebbe tornata altre sette volte, mentre Mia Martini saliva sul palco dell’Ariston per la quinta (e ulltima, purtroppo). Nel 1992 aveva sfiorato una meritatissima vittoria con “Gli uomini non cambiano”.

Ron e Tosca - Vorrei incontrarti fra cent'anni (1996)

Non che “Vorrei incontrarti fra cent'anni” sia una brutta canzone, ci mancherebbe. Però questo brano, secondo molti, non avrebbe dovuto vincere la 46esima edizione del Festival di Sanremo. E difatti, sempre secondo molti, non lo aveva vinto: il risultato finale della kermesse sarebbe infatti stato truccato per impedire il successo de “La terra dei cachi”, geniale canzone di Elio e le Storie Tese. Curiosità: Ron avrebbe dovuto duettare con Ivana Spagna, che però aveva già presentato una sua canzone, “E io penso a te”, giunta poi quarta.

Jalisse – Fiumi di parole (1997)

«Fiumi di parole, fiumi di parole tra noi, prima o poi ci portano via, ti darò il mio cuore, ti darò il mio cuore se vuoi, se vuoi, ora parla con lui, ora parla con lui». Queste le parole, non a fiumi, che nel 1997 consegnarono i Jalisse alla leggenda del Festival di Sanremo, nonostante alcuni sospetti che il brano fosse stato copiato da “Listen to Your Heart” dei Roxette. Fabio Ricci e Alessandra Drusian, coppia artistica e nella vita, sfruttarono alla grandissima la regola, introdotta due anni prima e presente per l'ultima volta, che consentiva ai finalisti non vincitori della sezione Nuove Proposte dell'edizione precedente di contendersi quattro posti tra i Campioni. “Fiumi di parole” si rivelò commercialmente fallimentare, tanto che il duo sparì presto dalla scena musicale.

Giò di Tonno e Lola Ponce – Colpo di fulmine (2008)

Un colpo di fulmine, artistico almeno, quello tra Giò di Tonno e l’argentina Lola Ponce, che prima di salire sul palco dell’Ariston ne avevano calcati tanti altri come interpreti dell’opera teatrale"Notre Dame de Paris" di Riccardo Cocciante. Il brano, che è stato scritto da Gianna Nannini come parte integrante dell’opera pop “Pia de’ Tolomei”, ha peculiarità di avere come titolo un'espressione che poi non è presente all'interno del testo.

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente (2018)

Il brano, scritto dai due cantautori in collaborazione con Andrea Febo, ha come tema il terrorismo e la paura che esso potrebbe provocare. Nel testo, ispirato dall’attentato che nel maggio 2017 provocò 22 morti al concerto di Ariana Grande di Manchester, ci sono numerosi i riferimenti ad altre azioni terroristiche: come quella che colpi Barcellona lungo la Rambla, il Bataclan e la strage di Nizza del 206. Meta e Moro hanno donato i diritti d'autore del brano all’associazione umanitaria Emergency

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