Sanremo 2020: i momenti più belli della prima serata

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È partita la settantesima edizione del Festival della canzone italiana: apre Fiorello in versione sacerdote, Albano e Romina iconici, Achille Lauro quasi “nudo” sul palco.

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Apre il festival Fiorello, l’amico fraterno del conduttore Amadeus, vestito da prete. Nel suo esilarante monologo dice” Visto che quando ti vesti da prete in tv fai almeno il 40 per cento di share, se domani va bene mi vesto da Maria De Filippi”

Tiziano Ferro canta “Nel Blu dipinto di blu”

Ospite fisso delle cinque sere, Tiziano Ferro apre la sua partecipazione al Festival di Sanremo con un omaggio a Domenico Modugno. Anche corso Matteotti, la via dell’Ariston a Sanremo, è tappezzata dalle parole della canzone dell’artista di Polignano a Mare.

La grinta di Rita Pavone

Grinta e tanta energia. Torna al Festival Rita Pavone e lo fa con un pezzo che i bookmakers danno sul podio. Rita Pavone è nella storia della musica e a 74 anni si regala un Festival da protagonista assoluta. Standing ovation in sala stampa e all’Ariston. Gira voce che le abbiano anche rubato parte dei bagagli a Sanremo. Solo per questo merita di stare nella nostra classifica della prima serata.

Achille Lauro si spoglia sul palco

Lo si ama o lo si odia. Noi lo amiamo. Genio, sregolatezza, look. Forse strizza l’occhio al Renato Zero che fu ma Achille Lauro con “Me ne frego” non ci farebbe sfigurare al prossimo Eurovision di Rotterdam. Achille Lauro entra con un vestito lungo e a metà esibizione si spoglia. Ovviamente non resta nudo ma con un sexy body.

Il Medley di Albano e Romina

Sanremo non è Sanremo senza Albano e Romina. Il medley dei loro più grandi successi ha letteralmente conquistato l’Ariston. È seguita poi l’esibizione sull’inedito “Raccogli l’attimo” scritto da Cristiano Malgioglio. Pare che Amadeus avesse convinto Albano a far parte della gara, la coppia era già nei 24 del cast ma Romina all’ultimo ha declinato optando per una più sicura “ospitata”. Secondo noi ha avuto ragione Romina: loro fanno parte di un altro campionato. Sono nella storia. Iconici.

Il monologo di Rula Jebreal

Rula Jebreal prima presenta Achille Lauro come la più tradizionale delle conduttrici del festival, poi si ritaglia un momento per l’atteso monologo contro la violenza sulle donne. “Non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore e musica”. All’interno dell’intervento, la Jebreal cita varie canzoni della musica italiana come Sally di Vasco Rossi, la Donna Cannone di De Gregori o La Cura di Franco Battiato. Canzoni scritte da uomini, come sottolinea sul palco la giornalista. L’invito è quello di lottare da ogni palco per combattere per le proprie idee di libertà e uguaglianza. Forse, dopo questa serata, Rula Jebreal non è solo nella storia di questa edizione, ma nella storia del Festival di Sanremo. Cosa dirà l’arco parlamentare domani? Emozionante.

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