Levante: «Noi donne nella musica siamo poche e poco supportate»

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Primo Festival di Sanremo per la cantautrice siciliana in gara con il pezzo “Tikibombom”.

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Prima di nicchia, ora popolarissima, Levante (all’anagrafe Claudia Lagona) partecipa al Festival di Sanremo con “Tikibombom”, un pezzo che come dichiara la cantautrice “parla a tutti quelli che hanno qualcosa di speciale da difendere e a tutti quelli che non hanno capito d’avere qualcosa di speciale da difendere”. Più nello specifico, “Tikibombom” è un inno alla diversità e alla libertà. Tanti gli argomenti toccati da Levante durante l’incontro con la stampa a Sanremo.

Levante a Sanremo con Tikibombom

“È un brano che richiede tecnicamente tanto respiro ed estensione. Parto da un recitar cantando molto basso e poi si sale. La difficoltà reale è il palco di Sanremo poiché l’Ariston è psicologicamente emozionante. Puoi avere tachicardia e mancanza di respiro. Per quanto riguarda l’esibizione televisiva mi è stato chiesto di stare piu ferma sul palco ma non riesco. Muovermi mi è necessario”.

Le donne nella musica

“Non è un argomento da affrontare sui social – dichiara Levante-. Quando Sanremo presenta poche donne è un errore alla base del sistema, non di Sanremo. Noi donne siamo poco supportate nella musica e siamo poche. Soprattutto per quello che concerne le classifiche e il mercato dei live. Oggi è semplice fare musica, puoi farlo anche da casa con internet. Noi donne siamo comunque troppo poche, forse perché non siamo spronate abbastanza. Anche nell’arte siamo riuscite ad emergere da poco. Prima le donne ad esempio in letteratura scrivevano con lo pseudonimo maschile. Ora no, ma è un fenomeno recente. Una canzone d’amore scritta da un uomo ad esempio pesa di più di una canzone scritta da una donna. Questa cosa l’ho sofferta perché c’è una grande differenza. L’uomo arriva in un altro modo. C’è una sorta di discriminazione inconsapevole. Parlarne oggi significa invitare tutti a riflettere su questi argomenti, ma finché non vivi una discriminazione non sai cosa vuol dire”.

I look di Sanremo

Per gli abiti, ho scelto Marco De Vincenzo, perché sono abiti moderni che ripescano forme dal passato. Come il mio ultimo album in cui passato presente e futuro confluiscono. Sono sul palco sempre con colori pastello con uno strappo alla regola per la serata di sabato.

Sul monologo di Rula Jebreal

“Il fatto che Rula abbia raccontato una storia vera è stato importantissimo. Ha reso credibile il tutto. È importante rispettare le diversità. Non bisogna fare la lotta, voglio uguaglianza tra donne e uomini”.

Esce per Warner Music “MAGMAMEMORIA MMXX”, l’edizione speciale dell’album di inediti uscito ad ottobre di Levante che, nella nuova versione, contiene 31 brani in un doppio cd tra cui la sanremese “Tikibombom”.

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