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Intervista a Paola Barale, la prima vera influencer italiana

In occasione del suo compleanno, abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Paola Barale: i suoi successi in tv, i suoi look che dettavano moda e la sua vita attuale. Storia di una star.

In occasione del suo compleanno, abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Paola Barale: i suoi successi in tv, i suoi look che dettavano moda e la sua vita attuale. Storia di una star.

Se ci pensate bene la prima vera influencer è stata Paola Barale. I suoi outfit Blumarine o Dolce e Gabbana nei primi anni 2000 o le sue acconciature quando conduceva Buona Domenica venivano puntualmente copiati dalle ragazze dell’epoca. Era un mondo senza social e non c’erano post Instagram di Chiara Ferragni o Giulia De Lellis a dettare le mode e gli stili: se questo sia meglio o peggio l’abbiamo chiesto proprio a lei, a Paola Barale, in un giorno per lei speciale.

Le telefoniamo oggi per farle gli auguri di buon compleanno ma anche per parlare con lei che di televisione ne ha fatta tanta e di glamour se ne intende: dalla domenica pomeriggio con Costanzo a La sai l’ultima, da Macchemù a La Pupa e il secchione, dalle sitcom con Sandra e Raimondo Vianello – ve li ricordate I Misteri di Cascina Vianello?-  fino a quel Film Privato con Raz Degan, di cui tanto si parlò e che fece conoscere a tutta Italia la sua chiacchieratissima storia d’amore con Mister Jagermaister “Sono solo fatti miei”. 

Paola intanto auguri di Buon compleanno! Stai festeggiando?
Mi stanno travolgendo di auguri oggi, sto rispondendo da stamattina! E’ la dimostrazione che ho tantissimi anni e che conosco tantissime persone. Forse se avessi meno anni conoscerei meno persone, bisogna prenderla così!

Sei stata la prima vera influencer, l’antesignana di Chiara Ferragni. I tuoi look  a Buona Domenica, le tue pettinature venivano puntualmente copiate dalle ragazzine dell’epoca, eri una trend setter in tempi non sospetti
Su questo c’è un perché! Avevo un amico stylist che mi aiutava, il primo anno mi portarono da Blumarine e assieme alla signora Molinari scelsi gli outfit, poi in seguito con Dolce e Gabbana. Abbiamo concepito a tavolino lo styling, non era lasciato al caso. Creammo un’immagine per il mio personaggio che andasse bene sia a me che all’azienda. Fu un lavoro di studio e ricerca divertente che funzionò molto. Erano altri tempi, sdoganai la moda in tv. Fu una novità. Quando capisci di aver fatto qualcosa di innovativo e riesci ad arrivare come una novità, poi hai campo libero. Oggi è un po’ più difficile essere originali. Fu una combinazione che partì dall’epoca in cui eravamo, dalla visibilità che avevo all’epoca stando in tv per tante ore. Ai tempi non c’erano neanche i social e la tv era davvero il mezzo centrale, c’era più gente davanti alla tv.

Eri consapevole di questo successo tra le ragazze che copiavano i tuoi look?
Certo che lo ero! Quando andavo dal parucchiere non c’era giorno che qualcuno non arrivasse con la mia foto con il mio taglio di capelli del momento, quando giravo per strada vedevo nelle vetrine le imitazioni dei maglioncini che mettevo in onda con la scritta “modello Paola Barale” oppure quando mettevo il foulard di Dolce e Gabbana lo chiamavano il “Baralino”! C’era un modo diverso per comunicare ma ho sempre avuto la percezione di quello che succedeva, ero una sorta di influencer d’altri tempi.

Eri una influencer ante litteram, ti piace Chiara Ferragni?
Assolutamente sì, credo che lei sia prima di tutto un’imprenditrice. Aldilà di Chiara Ferragni, oggi secondo me le persone non hanno ancora chiaro cosa significhi essere un influencer e c’è di base una percezione negativa. E’ un nuovo mestiere. Quando non c’era la tv e le persone iniziarono a lavorare in quel nuovo contesto c’era la stessa diffidenza che oggi c’è per chi si avvicina ai social. Come tutti i lavori ci sono quelle che ci riescono – come Chiara Ferragni che è assolutamente brava e capace – e quelle che non ci riescono. E’ comunque tutto rispettabile e soprattutto è un lavoro, anche faticoso. Si fa sempre fatica ad abituarsi alle cose nuove.

Che ricordo hai di quella Buona Domenica? Hai recentemente festeggiato l’anniversario del programma con i tuoi colleghi al Maurizio Costanzo Show.
Abbiamo festeggiato Buona Domenica ma non abbiamo parlato delle cose più importanti. Il tempo era poco e non si è parlato di quelle che erano le parti fondamentali. Aldilà del cangurotto, della puzzola, delle rincorse di Papi verso il Mago Otelma o del momento in cui Lopez prese con Costanzo l’elicottero per andare alla Rai in diretta – che era sicuramente un momento importante –, Buona Domenica va ricordata soprattutto a partire dal discorso fatto da Costanzo sull’affiatamento del cast: era intrattenimento puro, ci divertivamo davvero tanto ed era questo - in primo luogo - a far divertire le persone a casa. C’erano anche ospiti internazionali come le Spice Girls, Phil Collins Bryan Adams, facevamo ogni settimane delle parodie, dei musical con travestimenti e momenti di spettacolo, facevamo ore di prove. Era quasi come lavorare in teatro, era molto impegnativo, un lavoro costante di prove. Poi è arrivato il reality e un altro linguaggio televisivo e queste cose vengono a mancare. 

paola barale

Domanda da boomer, meglio oggi o meglio allora?
Per quanto mi riguarda sicuramente meglio allora! Quello che non mi piace di oggi è questo messaggio che viene dato dai mezzi di comunicazione che invita molto allo scontro, al giudizio gratuito, all’essere pettegoli, all’etichettare le persone. Si bada meno al divertimento e le persone sono le une contro le altre. In tv oggi le persone si dicono le peggiori cose. Questo non è un messaggio positivo. Una volta si accendeva la tv per sognare, per cantare per distrarsi. Soprattutto in un periodo come questo secondo me sarebbe molto importante far staccare la testa alle persone con programmi leggeri. Già guardando il telegiornale viene voglia di spegnere la tv e rimettersi a letto!

Una carriera ricca di programmi grandi colleghi e grandi maestri, Vianello e Costanzo su tutti. Cosa manca ancora? Forse Sanremo?
Sanremo non è mai stata una mia priorità o un mio desiderio profondo. Da quando ho lasciato Buona Domenica il mio desiderio è sempre stato quello di recitare e ho trovato sempre molte difficoltà, non riesco quasi a fare provini per il cinema

Ci sono pregiudizi verso i personaggi televisivi?
Secondo me sì. Questo desiderio si sta realizzando adesso con il teatro. Appena prima della pandemia stavo facendo a teatro “Se devi dire una bugia dilla grossa” con Paola Quattrini. Mi ero preparata moltissimo, con me oltre a Paola c’era anche Antonio Catania. Avevamo più di 45 date fissate e si doveva concludere con quattro date al Manzoni di Milano. Abbiamo fatto le prime quattro, andate benissimo, e poi è arrivato il covid. 

Hai dichiarato che con Paola Quattrini è scattato un vero e proprio colpo di fulmine. Esiste l’amicizia tra donne nel mondo dello spettacolo?
Non è la prima volta che stringo un’amicizia molto forte con una persona più grande di me, avevo una grande amica che purtroppo ora non c’è più e lei aveva circa 20 anni più di me. E’ stata la prima a farmi capire come si può diventare grandi con leggerezza senza adattarsi a quello che ci dicono sempre. Con Paola, che assomiglia molto a questa mia amica, c’è la stessa energia, la stessa apertura mentale. Ha grande disciplina, è cresciuta in teatro. Paola ha un entusiamo disarmante, ha una grande carica vitale che mi ha tramesso subito! Siamo matte tutte e due allo stesso modo, lei mi trascina in posti che non conosco (come il teatro!) e io faccio lo stesso con lei, ci compensiamo.

Hai dichiarato anche da Serena Bortone su RaiUno che l’amicizia è un po’ come l’amore. Ci si innamora degli amici?
Certo, non nell’ottica di una relazione ma l’amicizia è una forma d’amore. Non ci può essere amicizia senza amore. Tutta la parte della relazione di coppia ovviamente non c’è. Hanno scritto che c’è una relazione amorosa tra me e Paola ma non è vero. 

Chi sono i tuoi amici oggi?
Non sono una di quelle che dice che gli amici si contano sulle dita di una mano. Ne ho parecchi e magari alcuni tra di loro non si conoscono. Sono sparsi anche per il mondo ma sono persone che posso chiamare quando ho bisogno. Magari non parlo con tutti delle stesse cose ma sono molto molto fortunata perché ne ho tanti, mi vogliono molto bene e io ne voglio a loro.

Un tuo caro amico è Enrico Papi. Torniamo ancora a Sanremo, lo faresti con lui?
Sanremo è molto istituzionale anche se quest’anno l’ho visto molto diverso. Ho trovato assurda la scelta di non mettere la gente in sala. Credo fosse un brutto messaggio per le persone a casa che avevano bisogno di “normalità”, si poteva fare in sicurezza, ma non voglio fare polemiche. Con Enrico certo che lo farei, il Festival è sempre un terno al lotto. Non è il mio palco preferito ma non voglio fare come la volpe e l’uva, se me lo chiedono lo faccio anche se non la vivrei benissimo, è una cosa molto difficile! Devi anche essere un po’ allenato a stare sul palco. Fare la tv è come andare in bicicletta.

Film Privato lo rifaresti oggi?
Se incontrassi qualcuno che mi diverte certo! Film Privato è stato il primo progetto – che all’epoca non fu capito – di quello che succede adesso, fu molto criticato. Ora tutti filmano quello che fanno nel privato. Non ce l’avevano fatto fare bene come volevamo noi, aveva sicuramente un linguaggio televisivo più “sporco”. Fu il primo docu-reality. Sai che non ce l’ho? Non ne ho neanche una copia!

paola barale

Nel 2017 all’Isola dei Famosi hai dimostrato con Raz Degan quanto sia importante per te essere amica del proprio compagno, alla fine di una relazione. 
Quando se lo meritano. Quando non se lo meritano è altrettanto importante non essere amica. In questo momento non siamo più amici.

Mi dici tre cose che sogni di fare?
Intanto vorrei andare in scena con il mio prossimo spettacolo teatrale che si chiama Slot con Paola Quattrini e con Mauro Conte. E’ prodotto da Marioletta Bideri ed è scritto da Luca De Bei. E’ la storia di una donna che, depressa dopo essere stata lasciata dal marito, inizia a giocare alle slot machine. Il marito di Paola Quattrini poi si mette con me. In scena saremo sempre io Paola e Mauro Conte che interpreterà il figlio di Paola. Si parla di ludopatia e rivalità tra donne. Ci stiamo preparando allo spettacolo facendo tantissime riunioni in video chiamata. Questo è il mio primo desiderio perché aldilà del mio lavoro personale significa che il mondo del teatro e dello spettacolo sarà ripartito dopo questo momento difficile. Sogno poi un viaggio, un on the road in camper. Mi manca da morire! Prendere un camper e andare senza una meta fermandomi dove capita. Il terzo visto che oggi è il mio compleanno spero di riuscire a festeggiare tanti altri compleanni e di non perdere mai la positività che è un po’ la mia caratteristica. Come diceva una mia amica, la vita va presa con concreta leggerezza. Questo è il mio motto!

Chi dei nuovi personaggi televisivi ti piace? 
Non sono cosi informata ma direi Ludovica Comello, lei è bravissima. Guardo moltissimo Netflix, penso come tutti, e mi perdo un po’ la tv in questo periodo. 

Qual è il segreto della tua forma fisica invidiabile?
Sono fortunata perché mangio tanto anche se non mangio quanto vorrei. Mangio quello che mi piace, quando ero piu giovane facevo diete e stavo più attenta, di base sono più rotonda che magra. Ora non mi peso da tanto, non guardo le calorie, ho probabilmente un metabolismo che brucia, mi alleno comunque sempre. Ho un problemino alla schiena, dovrei essere operata e pur di evitare l’operazione faccio allenamenti ad hoc: questo forse contribuisce alla mia forma fisica. Come dicevo prima, non mi lamento, sono una positiva verso la vita e questo che è un limite lo sto trasformando in un valore aggiunto. Sono una abbastanza attiva di base, al netto di questo periodo di covid che ha fatto un po’ di danni a tutti. 

Lo sai che recentemente è uscito un cd di sigle televisive, "La musica della tv" allegato con Tv Sorrisi e Canzoni e c’è anche Fuori di Testa?
Non è vero! Non lo sapevo! Che bella Fuori di Testa! Secondo me però la sigla più bella in assoluto che ho fatto è quella di Buona Domenica: “ La domenica mattinaaaaaaa”.

photo credits: @ Azzurra Primavera