Tempo Libero

Rasputin, dalla Russia con amore

La canzone dei Boney M., dedicata al mistico che faceva il bello e il cattivo tempo in casa Romanov, è di nuovo un tormentone. Merito di un remix recente, ma anche di un testo che rimane favoloso. 

La canzone dei Boney M., dedicata al mistico che faceva il bello e il cattivo tempo in casa Romanov, è di nuovo un tormentone. Merito di un remix recente, ma anche di un testo che rimane favoloso. 

Ra ra Rasputin (seguono parole indefinite). Avete la sensazione che tutto ciò vi stia inesorabilmente perseguitando, ad esempio in mezzo al traffico o quando entrate in un negozio? Bene, perché è esattamente così: Rasputin dei Boney M., pubblicato nel lontano 1978, è di nuovo un tormentone. Non proprio nella versione originale, ma in una che davvero ci si discosta poco, realizzata dal dj britannico Majestic e prodotta in seguito alla ritrovata popolarità che la hit dei Boney M. ha (giustamente, verrebbe da dire) ricevuto sulla TikTok. Beat house al posto della balalaika, e via. Qui sotto, il video ufficiale. 

Il brano originale, come detto, fu lanciato ben 43 anni fa, all’apogeo della disco music. I Boney M. erano un progetto musicale del produttore tedesco Frank Farian, che mise insieme un gruppetto di cantanti e ballerini caraibici per dare sfogo alle sue velleità canore. Ebbene sì, perché mentre la voce di Rasputin (e prima ancora di Daddy Cool) era in teoria quella di Bobby Farrell, in pratica a incidere i brani era proprio Farian. Come succedeva insomma con Den Harrow, ma senza emorroidi. Facciamo finta che queste ultime righe non siano esistite: ufficialmente, con Rasputin abbiamo un cantante nato nella Antille Olandesi, membro di un gruppo eurodance tedesco, che in inglese ripercorre la storia di un tizio russo. È già bellissimo così, ma probabilmente non avete mai visto i Boney M. che in piena Guerra Fredda si esibiscono in Polonia al Sopot Festival (sotto, Toto Cutugno scansati). C’è chi sostiene si trattasse di playback, ma sono solo malelingue. Qui invece li potete gustare a Top of the Pops.

Probabilmente non avete nemmeno prestato attenzione al testo di Rasputin, compendio biografico di una delle personalità più assurde e misteriose di tutti i tempi: Grigorij Rasputin appunto, amico e consigliere dello zar Nicola II, un “diavolo santo” venuto dalla Siberia, a metà fra il guaritore mistico e il manipolatore politico. Barba lunga, occhi infossati, capello unto, espressione corrucciata, entrò nelle grazie dalla zarina Aleksandra per aver guarito il figlio emofiliaco Aleksej e (pare) per le dimensioni ragguardevoli del suo membro: 33 centimetri, vuole la leggenda. Per la cronaca, il pene di Rasputin o almeno quello che dovrebbe essere il pene di Rasputin ma che invece forse è un cetriolo di mare, è esposto in un museo di San Pietroburgo sotto formaldeide.

Duro a morire

E questo ci porta a un’altra leggenda, ovvero la morte di Rasputin. Odiato da molti, fu ucciso da tre cospiratori: il principe Feliks Jusupov, il politico ultranazionalista Vladimir Purishkevich e il granduca Dmitrij Pavlovich, cugino dello zar. Ma con enormi difficoltà. I tre lo invitarono a cena e lo avvelenarono, ma Rasputin terminò di mangiare senza manifestare alcun sintomo. I cospiratori allora lo picchiarono, lo strangolarono, lo accoltellarono ma niente, il diavolo siberiano non voleva morire. Allora gli spararono quattro volte, prima di gettarlo nel fiume Neva all’interno di un sacco. Il cadavere fu ritrovato tre giorni dopo. Ebbene, Rasputin non morì a causa delle ferite, ma per ipotermia. Così, appunto, vuole la leggenda. La casualità ha invece voluto che Bobby Farrell sia morto nello stesso giorno e nella stessa città di Rasputin, a San Pietroburgo il 30 dicembre (2010 e 1916, rispettivamente). Pazzesco.

L'analisi del testo

Pazzesco come il testo di Rasputin, di una bellezza struggente. Il ritornello lo definisce «lover of the Russian queen», la già citata zarina Aleksandra, ma soprattutto «Russia's greatest love machine». La più grande macchina del sesso della steppa, insomma. Nella prima strofa ci sono riferimenti al suo fisico imponente (1,93 cm: «He was big and strong»), capace di incutere timore negli uomini e desiderio nelle moscovite («Most people looked at him with terror and with fear/But to Moscow chicks he was such a lovely dear»), nonché ai suoi infuocati sermoni Bibbia in mano («He could preach the Bible like a preacher/Full of ecstasy and fire»). Nella seconda strofa il brano ricorda come si dividesse tra affari di Stato e di tutt’altra natura («In all affairs of state he was the man to please/But he was real great when he had a girl to squeeze») e viene citata la zarina, che ne apprezzò le doti. Di guaritore: «She believed he was a holy healer/Who would heal her son». Nella terza e nella quarta si racconta l’insofferenza dei cospiratori e il suo assassinio, con versi come «The demands to do something/About this outrageous man/Became louder and louder» e «Then one night some men of higher standing/Set a trap, they're not to blame». Verso la fine della canzone, cambia il ritornello con l’inserimento di alcuni aneddoti che hanno consegnato Rasputin alla leggenda: «He drank it all and said, "I feel fine"» e «And so they shot him 'til he was dead», intonano le cantanti dei Boney M. “trascurando” l’ipotermia. Adesso il testo completo, per un karaoke a cui è davvero difficile dire di no.

There lived a certain man in Russia long ago
He was big and strong, in his eyes a flaming glow
Most people looked at him with terror and with fear
But to Moscow chicks he was such a lovely dear
He could preach the Bible like a preacher
Full of ecstasy and fire
But he also was the kind of teacher
Women would desire

Ra ra Rasputin
Lover of the Russian queen
There was a cat that really was gone
Ra ra Rasputin
Russia's greatest love machine
It was a shame how he carried on

He ruled the Russian land and never mind the Czar
But the kazachok he danced really wunderbar
In all affairs of state he was the man to please
But he was real great when he had a girl to squeeze
For the queen he was no wheeler dealer
Though she'd heard the things he'd done
She believed he was a holy healer
Who would heal her son

Ra ra Rasputin
Lover of the Russian queen
There was a cat that really was gone
Ra ra Rasputin
Russia's greatest love machine
It was a shame how he carried on

But when his drinking and lusting
And his hunger for power
Became known to more and more people
The demands to do something
About this outrageous man
Became louder and louder

Hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey
Hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey
Hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey
Hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey, hey

"This man's just got to go", declared his enemies
But the ladies begged, "Don't you try to do it, please"
No doubt this Rasputin had lots of hidden charms
Though he was a brute, they just fell into his arms
Then one night some men of higher standing
Set a trap, they're not to blame
"Come to visit us", they kept demanding
And he really came

Ra ra Rasputin
Lover of the Russian queen
They put some poison into his wine
Ra ra Rasputin
Russia's greatest love machine
He drank it all and said, "I feel fine"

Ra ra Rasputin
Lover of the Russian queen
They didn't quit, they wanted his head
Ra ra Rasputin
Russia's greatest love machine
And so they shot him 'til he was dead

Oh, those Russians

Infine, un video-cadeau per ricordarvi che Internet è un posto meraviglioso.