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Eurovision 2021: Top e Flop della prima semifinale

È partito l'Eurovision 2021 con la sua prima semifinale in onda da Rotterdam. Ecco i nostri top e flop. La più convincente? La russa Manizha Sangin, attivista e femminista,  impegnata nella lotta per i diritti civili. 

È partito l'Eurovision 2021 con la sua prima semifinale in onda da Rotterdam. Ecco i nostri top e flop. La più convincente? La russa Manizha Sangin, attivista e femminista,  impegnata nella lotta per i diritti civili. 

È partito dall’Ahoy Arena di Rotterdam, dopo due anni di attesa, l’Eurovision song contest 2021 che vedrà per l’Italia i Maneskin in gara con la sanremese Zitti e Buoni. Anche quest’anno non sono mancati effetti speciali, coreografie spettacolari e look fuori dal comune. Neanche a dirlo la serata è stata aperta da Duncan Laurence, il vincitore dell’ultimo Eurovision di Tel Aviv con la struggente Arcade, nonché colui che è riuscito a riportare la manifestazione nei Paesi Bassi.

Passano il turno ed accedono alla finalissima di sabato sera ( in onda su Raiuno in prima serata con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio) la Norvegia, Israele, Russia, l'Azerbaigian, Malta, la Lituania, Cipro, la Svezia, il Belgio e l'Ucraina.

Com’è andata la prima semifinale? I top e i flop della serata

Partiamo da casa nostra: primo passaggio sul palco per i Maneskin che presentano solo qualche secondo del brano e danno appuntamento al pubblico per l'esibizione di sabato sera a cui l'Italia accede di diritto essendo nei cosiddetti Big Five, ossia nei cinque paesi qualificati di diritto in finale. Disinvolto come sempre, spetta a Damiano il compito di commentare il brano sul palco di Rotterdam: «Siamo molto felici di rappresentare il rock italiano qui all'Eurovision!». Che dire? In bocca al lupo ragazzi! 

30 e lode a Rai4 che apre la serata con le immagini di Franco Battiato e Alice all’Eurovision del 1984 con il brano “I treni di Tozeur”. Commovente e puntuale. 

Rigorosamente tutti in giallo, i The Roop dalla Lituania portano la travolgente Discoteque. Sonorità anni 80, coreografia a ritmo per tutti i componenti  della band che giocano anche con le mani. Convincono il pubblico di Rotterdam. Da podio. 

Nell’esibizione della Russia c’è tutto quello che ci si aspetta dall’Eurovision: pezzo ritmato tra rap e trap, una performer che si diverte a indossare un costume gigante e a esibirsi in una grande coreografia. Ma Russian Woman - questo il titolo del pezzo - non è solo questo:  la cantante Manizha Sangin non è neanche la tipica popstar russa. Rifugiata dal Tagikistan e femminista che sostiene i diritti LGBT, è un’artista che sta facendo molto rumore in patria. Russian Woman è un inno all’indipendenza delle donne e un appello a non sottomettersi ai canoni di bellezza imposti. Tra le nostre preferite. Coraggiosa.

La chiesa ortodossa di Cipro ha protestato con gli organizzatori dell'Eurovision e ha chiesto che non fosse usato un coro di bambini in una canzone in cui  la cantante in gara per Cipro Elena Tsagkrinou afferma di essersi innamorata di un essere demoniaco. El Diablo è un pezzo super pop molto divertente con tuttavia tante, troppe somiglianze con le hit di Lady Gaga. Qualcosa di ballabile ma già sentito. Pubblico neanche a dirlo in visibilio. Seria candidata alla vittoria finale. 

Importante invece il messaggio di Tix con la sua Fallen Angel: il cantante norvegese affetto da Sindrome di Tourette ha voluto lanciare un messaggio di speranza e di incoraggiamento per tutti coloro che ne soffrono, proprio attraverso il brano in gara. La sua esibizione è stata accompagnata da spettacolari fuochi pirotecnici e da un costume da angelo con due grosse ali bianche indossato dall’artista, che danzava vicino a dei ballerini vestiti da diavoli. Lo staging ha forse distratto dal messaggio centrale del brano facendolo passare forse in secondo piano. Peccato!

Il Belgio ha invece tirato fuori l’artigliera pesante e mandato a Rotterdam gli Hooverphonic con The wrong place, pezzo che si distacca dai canoni dei pezzi da Eurovision. Sembra di accendere la radio in una normalissima mattina nel traffico e di gustarsi un pezzo a cui siamo tutti abituati. Sempre bravi. E con quella Mad about you diventata un successo internazionale nel curriculum.

L’Ucraina è la sorpresa della serata. Qualcuno l’avrà odiata, qualcuno amata ma Go_A con Šumha ha fatto saltare gli europei sul divano. Pezzo tecno-folk eseguito totalmente in ucraino, cantato con decisione e convinzione dalla cantante del gruppo. Sembrava quasi arrabbiata a dire il vero! Per rendervi conto, fatevi un giro a leggere cos’hanno scritto di questo brano su Twitter. Guilty pleasure della serata. 

Destiny da Malta con Je me casse si esibisce con il favore dei pronostici. I bookmakers la danno sul podio con Italia e Francia. Il pezzo gigione è perfetto per l’Eurovision: colorato, ballabile, pop. Stiamo a vedere. 

Veniamo alle dolenti note. Poco convincenti Slovenia e Nord Macedonia. Pezzi classiconi, grandi acuti ma un po’ di noia sia con  Ana Soklič con Amen che con Vasil e la sua Here I Stand. Sottotono anche la Svezia, da sempre una delle nazioni che “se la gioca” con il seppur bravo Tusse con “Voices”.