Tempo Libero
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Eurovision 2022: i voti della seconda semifinale

Delude la Finlandia, male la Romania (che comunque va in finale) e a San Marino non bastano gli eccessi di Achille Lauro. I nostri voti ai cantanti in gara.

Delude la Finlandia, male la Romania (che comunque va in finale) e a San Marino non bastano gli eccessi di Achille Lauro. I nostri voti ai cantanti in gara.

Se i Subwoofer sono stati i vincitori morali della prima semifinale dell’Eurovision torinese (peraltro anche nella nostra top 10), più complessa è la questione della seconda serata eliminatoria. Senza dubbio Achille Lauro stacca tutti, ma forse chiede troppo a se stesso e a un pubblico che arriva a preferirgli persino la performer (è il caso di dirlo) serba, sospetta germofobica, e il ballerino (ma che davvero?) rumeno. Chissà se avesse avuto l’appoggio dell’Italia come sarebbe andata, ma noi, per regolamento, non potevamo votare.

Finlandia: The Rasmus con ‘Jezebel‘

the rasmus eurovision

La terra che ci ha regalato la strepitosa vittoria dei Lordi, custode come da tradizione della quota metal dell’Eurovision, si converte al rock patinato. Con nostro sommo dispiacere. L’omaggio a Georgie di It a inizio esibizione non salva la band che conquistò la gloria con In the Shadow dall’insufficienza. Voto: 5.

Israele: Michael Ben-David con ‘I.M'

Vincitore di X factor Israele, Michael Ben-David si presenta come il Marco Mengoni di Tel Aviv, con quel non so che un po’ Amanda Lear e un po’ Patty Pravo. Ma la voce, che di certo non gli manca, non basta per arrivare alla finale (e alla sufficienza). Voto: 5,5.

Serbia: Konstrakta con ‘In Corpore Sano‘

Konstrakta eurovision

A qualcuno pare di vedere Marina Abramovich che insegna all’Europa (e non solo) come ci si lava le mani. Due anni di pandemia lasciano il segno, non c’è che dire. Una performance, per dirla à la Virginia Raffaele, powered by Amuchina, che scalda le mani, e riempie il cuore di quel nonsense che ci fa amare l’Eurovision. Voto: 5.

Azerbaijan: Nadir Rustamli con ‘Fade To Black‘

L’Azerbaijan, oltre ad averci regalato uno dei tanti amanti di Malgioglio (come lui stesso ha raccontato), ci fa dono di Nadir Rustamli, l’anello di congiunzione tra Lorenzo Fragola e Massimo Ciavarro. L’esibizione più paracula di tutta la serata (e infatti finisce nella top 10 dei finalisti). Ma noi non ci facciamo abbindolare: voto 5.

Georgia: Circus Mircus con ‘Lock Me In‘

circus mircus eurovision

Occhiali da Willy Wonka, barba Arcimboldi Style, la band georgiana sembra uscita da un film di Tim Burton. 8 per i costumi, 4 per la canzone (guardatela in muto, dà sicuramente più soddisfazioni). Ne esce un sei stiracchiato. Voto:5.

Malta: Emma Muscat con ‘I Am What I Am‘

Ha il cuore del Paese con più partecipazioni in assoluto, ma se Malta non ha mai vinto l’Eurovision un motivo ci sarà. Emma Muscat, ci prova, non c’è dubbio, ma la voce la tradisce, e più di una volta. Se la canzone è un omaggio al Marchese del Grillo, non è riuscito benissimo. Si ferma alla semifinale, come ad Amici. Voto: 5+.

San Marino: Achille Lauro con ‘Stripper‘

achille lauro eurovision

Si presenta con un brano “pangròc”, citando il grandissimo Malgioglio. Vestito come tutti i Village People messi insieme, tutto tempestato di pietre prezioseeeeee (come direbbe il vate Paolo Bonolis), incendia il Pala Olimpico, letteralmente, con fiammate che, di questi tempi, valgono 12 punti del Pil di mezza Europa. Chiude cavalcando un toro meccanico: Achille Tauro. Voto: 7+.

Australia: Sheldon Riley con ‘Not The Same‘

C’è chi colleziona francobolli, chi figurine, Sheldon Riley colleziona talent: X Factor, The Voice, American’s Got Talent. Indossa una maschera di cristallo, di cui si libera a metà esibizione. Non perché non gli siano chiare le nuove disposizioni anti-covid, ma perché la sua canzone ha un significato profondo: «Persone con autismo, persone parte della comunità Lgbtqia+, persone di etnicità diverse. Tutti indossiamo una maschera ogni giorno, cerchiamo sempre di essere qualcosa che non siamo». Voto: 6,5.

Cipro: Andromache con ‘Ela‘

andromache eurovision

Rieccolo quel kitsch che tanto ci piace e ci per cui non ci stancheremmo mai di guardare l’Eurovision. Andromache entra in scena come una Venere di Botticelli. O almeno le intenzioni erano queste, la resa… è più da unboxing di un ordine fatto su Wish. Voto: 5.

Irlanda: Brooke con ‘That’s Rich‘

Cartolina anni Ottanta (bacioni). A metà strada tra Blondie e Ariana Grande, poi il navigatore ha perso il segnale gps. E sullo sfondo una cartolina anni Ottanta in stile “Bacioni da Torino”. Ok, l’Irlanda ha il maggior numero di vittorie in bacheca, ma non incrementerà il suo palmares quest’anno. Voto: 4,5.

Macedonia del Nord: Andrea con ‘Circles‘

Macedonia eurovision

Da qualche mese a questa parte, l’Italia ha imparato, a sue spese, a collocare geograficamente (e calcisticamente) la Macedonia del Nord. E a non sottovalutarla. Ma questa volta non c’è catenaccio che tenga, Andrea si ferma alla semifinale. Voto: 5,5.

Estonia: Stefan con ‘Hope‘

Vestito come un Little Tony in versione Indiana Jones, pettinato come Walter Nudo prima di un’ospitata a Domenica IN. Chitarre western così, de botto, senza senso. Decisamente no. Voto: 5.

Romania: WRS con ‘Llámame‘

Romania Eurovision

Ha cominciato la sua carriera come ballerino: perché non fermarsi lì? “Balla malissimo”, dice Malgioglio, e la canzone è anche peggio. Un po’ Ricky Martin, un po’ Joaquin Cortes, un po’ Depeche Mode alla corrida. Voto: 2, da dividere tra la sua performance e chi l’ha votato.

Polonia: Ochman con ‘River‘

Ha il difficilissimo compito di cantare circondato dai Dissennatori di Harry Potter, ma il merito di conquistare il cuore di Cristiano Malgioglio, che lo vorrebbe a casa sua. Che sia la Polonia il tassello mancante per completare il planisfero sentimentale di Malgioglio? La sufficienza se la prende, ma nulla di più. Voto: 6.

Montenegro: Vladana con ‘Breathe‘

Montenegro Eurovision

Vladana canta per ricordare la madre scomparsa e l’intensità della sua esibizione le vale la sufficienza. Voto: 6.

Belgio: Jérémie Makiese con ‘Miss You'

Portiere professionista, come era Julio Iglesias, si presenta con una giacca color carta stagnola. Ma a differenza dell’omino di latta del Mago di Oz, a lui basta cantare per conquistare il cuore tanto dei presentatori, quanto dei commentatori, oltre che del pubblico. Il voto alto è meritatissimo: 8.

Svezia: Cornelia Jakobs con ‘Hold Me Closer'

Maglioglio impazzisce per lei, e questa volta ha tutte le ragioni per farlo. Così come hanno avuto ragione tutti quelli che l’hanno voluta in finale. Gran voce, convince e può puntare a piazzamenti importanti. Voto: 8.

Repubblica Ceca: We Are Domi con ‘Lights Off‘

Un po’ di Eurodance non guasta, anche se dopo un po’ comincia a dare in testa. Ne sa qualcosa il David di Michelangelo alle spalle della band, devastato dall’emicrania. Sufficienza per un esercizio di maniera. Voto: 6.

Il volo

Il trio diventa un duo più uno da remoto. Gianluca, positivo al covid, canta virtualmente dalla Nabucodonosor, mentre Piero e Ignazio restano in Matrix, con un outfit degno di chi arriva convinto di essere l’eletto e poi si accontenta del terzo posto. Voto: 5,5.

Mika, Cattelan e Pausini

Conduttori eurovision

Il trio di conduttori si sblocca, dopo l’impasse della prima serata, e comincia a ingranare (qualcuno gliel’ha detto, vero, che le serate sono solo 3?). Mika, come era già successo martedì, spicca sugli altri. Ma tutti e tre riescono ad andare oltre la sufficienza. Voto: 6,5.

Foto: LaPresse