A Spoleto per il Festival dei due Mondi: la magia dell’arte

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Da anni questo festival, tra i più famosi del mondo, ospita artisti, attori e musicisti di fama internazionale per regalare agli spettatori uno spettacolo unico.

Spoleto 58, è questo il numero del Festival dei due Mondi che si tiene nella città umbra dal 26 giugno al 12 luglio. Fu Gian Carlo Menotti (1911-2007) a ideare questa manifestazione nel 1958, prima del genere nel nostro Paese. I due mondi del nome sono l’Italia e l’America, che Menotti voleva unire in una rassegna che accogliesse tutti i tipi di arte: musica, danza, lirica, mostre d’arte, scienza e cinema. E ancora oggi il festival offre ogni tipo di suggestione, ospitando spettacoli e incontri negli spazi più diversi della città. 

In questi 17 giorni Spoleto si trasforma: i luoghi più belli divengono un palcoscenico. Oltre ai più tradizionali, come gli antichi palazzi, il teatro romano, il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (dedicato al fondatore) e le chiese, gli appuntamenti del festival si svolgono anche in luoghi limitrofi, come il piccolo teatro Torti a Bevagna, le Fonti del Clitunno e le miniere di Morgnano, a testimonianza del passato operaio e non solo contadino dell’intera Valle Umbra.
 
Come sempre, le proposte del festival sono di ogni genere, a pagamento e anche gratuite. Tra tutte c’è per esempio lo spettacolare concerto del 10 luglio dal titolo ‘La dolce vita’: un omaggio alle musiche da film scritte dagli autori più famosi, da Nino Rota a Ennio Morricone, da Piovani a Riz Ortolani. La musica dal vivo è accompagnata da immagini e balletti creati appositamente. Per il teatro, sarà messo in scena il racconto ‘The Dead’, tratto dai Dubliners di James Joyce; molte anche le performances legate al teatro d’avanguardia
 
Mostre di arte contemporanea sono allestite nei palazzi e nel teatro romano gli amanti del balletto classico saranno conquistati dalle coreografie di Nurejev. Completano gli eventi concerti in piazza e incontri con personaggi famosi, come Paolo Mieli. Molte sono anche le iniziative dedicate ai bambini, come la promozione ‘Invita un adulto a teatro’ dove si potrà usufruire di un prezzo speciale.  
 
In città, tra uno spettacolo e l’altro, trovate il tempo di passeggiare e ammirare le strade, le mura, la rocca. Conviene prolungare il giro per incontrare due luoghi di interesse storico e anch’essi sede di spettacoli: il Ponte delle Torri. Si percorre così una strada che fu costruita solo nel 1817: le torri del nome sono quelle della rocca dell’Albornoz, che lo domina dall’alto, e del Monteluco, fortilizio sulla parte opposta della stretta vallata, sul colle Sant’Elia.
 
Le dimensioni sono ragguardevoli: il ponte è lungo 230 metri, alto quasi 80, dieci arcate e pilastri che hanno una base di 10 per 12 metri. Al centro del ponte si staglia una finestrella a mezzaluna; da lì pare che si gettassero gli innamorati delusi o respinti. C’è anche un piccolo sedile da cui si può ammirare il panorama della valle.
 
Il cardinale Albornoz fece costruire la Rocca nel 1362 come segno del controllo del papa sulla zona: qui nel corso dei secoli ospitò molti papi, come Nicolò V, Pio II, Sisto IV, Giulio II, e anche Lucrezia Borgia. Dopo Napoleone, con la Restaurazione, l’edificio fu adibito a carcere, funzione che ha conservato fino al 1983. Dopo un massiccio intervento di restauro la Rocca è stata aperta al pubblico: nella torre maestra è possibile ammirare la Camera picta, con affreschi di scene cortesi e cavalleresche del XIV-XV secolo. Molti ambienti invece ospitano il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, con tele, tavole e sculture del territorio tra il IV e il XVI secolo.
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