Alfa: «A vent'anni ho scritto una colonna sonora per il cinema»

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Alfa, l'artista genovese che a soli 20 anni ha già numeri impressionanti sui social, si racconta a DeAbyDay.

Si chiama Andrea De Filippi ma tutti lo conoscono come Alfa. Nel panorama indie e rap è uno dei nomi più interessanti che sta emergendo al momento. I suoi numeri sono gia impressionanti: oltre 260mila follower su Instagram e 236mila iscritti al canale Youtube, 52 milioni totali di views su Youtube e 152 milioni di stream su Spotify, solo per citarne qualcuno. Anche su Tik Tok Alfa non se la passa male: due delle sue canzoni sono state condivise in oltre 5 milioni di video. I suoi ultimi video sono inoltre entrati ai vertici delle tendenze di YouTube .Il brano “Cin Cin” dell’artista genovese ha collezionato oltre 61 milioni di stream totali (entrando in tutte le classifiche italiane, raggiungendo anche la Top 10 della Viral Global e ottenendo la certificazione FIMI/GfK di doppio disco di platino. Il video del brano conta ad oggi oltre 17 milioni di visualizzazioni su YouTube,ed è uno dei primi Vertical Video in Italia).

 

Abbiamo fatto una chiacchierata con Alfa, che ha pubblicato da poco il singolo “Testa fra le nuvole 2 “ e la hit “Sul più bello”.

Ciao Andrea, la tua prossima canzone che si intitola “Sul piu bello” fa parte della colonna sonora dell’omonimo film. Ti piace la contaminazione musica e cinema? Che film ti piacciono?

«Ho sempre amato il cinema, è la mia seconda più grande passione dopo la musica e sono sempre stato fan delle colonne sonore, a partire da quelle di Ennio Morricone. So le colonne sonore a memoria di tutti i film di Tarantino. Riuscire a scrivere una title track contenuta in una colonna sonora a vent'anni non solo era un sogno ma una cosa inconcepibile per me. Quando ho ricevuto questa proposta non ci potevo credere! L’ho scritta in pochi minuti dopo quella telefonata, sull’onda della gioia del momento, sul terrazzo di casa mia a Genova durante il lockdown. Al cinema sono fan di Spielberg e Tarantino, ma guardo di tutto, un film al giorno».

Nel pezzo “Sul più bello” inviti a non leggere subito il finale delle cose, non avere fretta, in una società frenetica che vuole sapere tutto e subito

«Invito a razionalizzare tutto perché io non riuscivo a contemplare gli imprevisti. Puoi programmare tutto ma se la vita poi deve andare in una direzione diversa, lo fa. Invito a prendere tutto più alla leggere e a viversi gli imprevisti più come un’occasione che come qualcosa di negativo. Sono concetti che nascono da una nuova consapevolezza personale, cercavo di calcolare ogni aspetto della mia vita e non ci sono riuscito».

I tuoi numeri sui social sono impressionanti, meglio emergere dai social e dal web o dai talent show?

«Non riesco a darti un punto di vista oggettivo. Ho provato quattro anni fa ad entrare ad X Factor e non mi hanno preso. Da lì ho lavorato molto sul mio carattere perche sono profondamente timido. Fare la coda per entrare, vedere i giudici e ricevere un no è ancora una grande botta emotiva. In seguito mi sono concentrato sul web che ti permette di sperimentare di più, con più liberta e ti da un accesso alla musica un po’ più veloce. Rispetto chi fa i talent, per il carattere che ho mi sono sentito più a mio agio sul web».

Hai ironizzato sulle fashion blogger con il pezzo Chiara Ferragni. Non ti piace Chiara Ferragni?

«Chiara Ferragni mi piace molto e il pezzo nasce dalla stima per Chiara Ferragni. L’ho scritto con i miei migliori amici in una situazione molto divertente. Il pezzo parla delle ragazze che cercano di imitarla, si sentono fashion blogger e influencer e invece non influenzano nulla!».

Inviti i tuoi fan a scambiarsi un bacio attraverso una challenge su Tik Tok. Ardito in questi tempi di distanziamento sociale…

«Questa challenge è qualche mese fa,avevo chiesto di raccogliere baci a congiunti o persone che si conoscono, non di baciare sconosciuti nelle piazze!».

Sei di Genova, impossibile non chiederti se sei stato influenzato dalla scuola genovese e chi ti piace di questa tradizione

«A Genova si respira musica, soprattutto al mare. L’eredità dei cantautori pesa. Io li ascolto ma non mi ispiro a loro. Ascolto tanto De Andrè e Gino Paoli, sono degli idoli, non dei riferimenti musicali. Sono molto di più».

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