Al cinema: The Wolf of Wall Street, Tutta colpa di Freud, Tutto sua madre

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Al cinema: l'epica anticapitalista di Martin Scorsese, lo psicologo di Paolo Genovese alle prese con le tre figlie e la commedia di Guillaume Gallienne.

Continua il sodalizio artistico tra Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio (vero e proprio attore feticcio del regista), alla quinta collaborazione insieme.

The Wolf of Wall Street, tratto dall'omonima autobiografia del broker Jordan Belfort, rappresenta una sorta di contraltare della saga di Wall Street di Oliver Stone.  

Mentre in quest'ultimo si mostrava il percorso di redenzione di un affarista senza scrupoli, il film da oggi in sala è la descrizione assurda ed esagerata della folle ricerca della ricchezza senza limiti.

Molto elogiato dalla critica, il cast della pellicola comprende anche Jonah Hill, Margot Robbie e Matthew McConaughey

Reduce dal successo dei due episodi di Immaturi e dalla parziale delusione di Una famiglia perfetta, Paolo Genovese insiste tenacemente su uno dei prodotti cinematografici più richiesti dal mercato italiano: la commedia corale.

A Tutta colpa di Freud partecipano infatti star di prima grandezza: Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alessandro Gassman, Claudia Gerini e la giovane Laura Adriani.

Al centro del film i divertenti grattacapi dello psicologo cinquantenne Francesco alle prese coi drammi amorosi delle tre figlie

Troviamo dunque Sara, omosessuale sfortunata in amore che tenta la strada delle relazioni etero; la libraia Marta, che si innamora non ricambiata di scrittori e ladri di libri; ed Emma, ancora liceale, alle prese con un uomo coetaneo del padre, sposato con la donna di cui Francesco si è invaghito.

Nato a partire da uno spettacolo teatrale dalle sfumature autobiografiche molto acclamato in Francia, Tutto sua madre è il debutto dietro la macchina da presa dell'attore Guillaume Gallienne.

Interprete molto versatile e camaleontico, per il suo primo film da regista ha scelto di confrontarsi con la propria incredibile storia famigliare

Meno virile e prestante dei due fratelli e poco interessato al machismo del padre, da piccolo Guillame cresce all'insegna del mito della madre (che ha sempre le fattezze di Galliene), di cui imita movenze e atteggiamenti.

La famiglia lo etichetta dunque come omosessuale, nonostante il ragazzo non sappia ancora quale sia la sua strada: la confusione aumenta, dunque, e in mezzo a tante sedute di analisi il protagonista troverà il proprio destino sul palco di un teatro.

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