Giocatori anonimi, come uscire dal tunnel della ludopatia

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Sfruttando il cammino dei Dodici Passi creato dagli Alcolisti Anonimi, il gruppo Giocatori Anonimi raccoglie coloro che sono affetti da ludopatia, una dipendenza che può rovinare la vita. Una via d'uscita c'è.

Non sono solo le sostanze a renderci schiavi. Droga e alcool possono strapparci alla vita, ma può succedere anche con i comportamenti: la dipendenza da sesso (ninfomania e satiriasi), da shopping compulsivo, persino dalle emozioni. Tra le piaghe sociali più feroci c'è la ludopatia, la dipendenza da gioco.

C'è chi arriva a dilapidare patrimoni, distuggere matrimoni e rapporti con i genitori pur di placare il demone del gioco. Perché l'obiettivo è uno solo: trovare i soldi e giocare, giocare quanto è più possibile.

Un'altra vita però è possibile e la si può trovare anche attraverso Giocatori Anonimi.

Giocatori Anonimi è un’associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperarsi dal gioco compulsivo. L'unico requisito richiesto per diventare membri del gruppo di auto mutuo aiuto è il desiderio di smettere di giocare.

Come nasce Giocatori Anonimi

La storia di Giocatori Anonimi inzia nel 1957, da un incontro casuale tra due uomini. Entrambi avevano una storia di guai e miseria dovuti all'ossessione per il gioco d'azzardo. I due cominciarono ad incontrarsi regolarmente e col passare dei mesi nessuno ricominciò a giocare.

Entrambi sapevano che per uscirne davvero bisogna operare dei cambiamenti nel proprio animo, andando a intervenire su alcuni aspetti del loro carattere. Iniziarono a seguire i principi portati al successo dagli Alcolisti Anonimi e compresero che per guarire, dovevano aiutare altri giocatori compulsivi come loro.

Grazie alla pubblicità favorevole di un importante giornalista e commentatore televisivo, la prima riunione di gruppo di Giocatori Anonimi si tenne venerdì 13 settembre 1957, a Los Angeles, California. Da quel momento l'associazione è cresciuta costantemente e nuovi gruppi seguitano a nascere in tutto il mondo.

Il primo gruppo di Giocatori Anonimi in Italia è nato nel 1999 a Milano in Via Palestrina. Attualmente si svolgono oltre 130 riunioni settimanali su tutto il territorio.

Come funziona Giocatori Anonimi

Giocatori Anonimi mutua il suo metodo e il suo lessico da Alcolisti Anonimi e parte dall'assunto che il gioco compulsivo è una malattia, progressiva per sua natura, che non può mai essere curata, ma può essere frenata.

Smettere di giocare è possibile, ma il risultato arriva solo se si attua un cambiamento progressivo e profondo del proprio carattere. Ciò viene messo in pratica attraverso il Programma di Recupero e il Programma di Unità di Giocatori Anonimi.

Il Programma di Recupero si basa su Dodici Passi che i membri usano per la propria crescita personale. Con questo Programma, che va applicato alla vita di tutti i giorni, i giocatori riescono a ridurre il desiderio di giocare, migliorando contemporaneamente molti altri aspetti della loro vita.

"Non ci sono scorciatoie per trovare tale fiducia e comprensione", si legge sul sito. "Onestà, apertura mentale e buona volontà sono le parole chiave del nostro recupero".

giocatori anonimi

Foto: Katarzyna Białasiewicz © 123RF.com

Come funzionano le riunioni di Giocatori Anonimi

Giocatori Anonimi consiglia di frequentare il gruppo almeno una volta alla settimana. Si sente spesso la frase "continua a tornare" perché, sulla base dell'esperienza di chi ha smesso da più tempo, smettere di frequentare il gruppo può mettere a repentaglio il percorso di recupero.

Restare nei gruppi per lungo tempo, anche per tutta la vita, è un modo per continuare a lavorare su se stessi, anche aiutando gli altri.

I segnali da non sottovalutare

Secondo l'organizzazione un giocatore compulsivo è una persona alla quale il gioco ha causato problemi continui e sempre più grandi in ogni settore della sua vita. La sua personalità è caratterizzata da insicurezza emotiva, immaturità, incapacità e mancanza di volontà nell'accettare la realtà.

Anche se le "abbuffate di gioco" sono periodiche, ciò non significa che si è meno a rischio, soprattutto se fra una giocata e l'altra si soffre di nervosismo, irritabilità, frustrazione, indecisione e un continuo crollo di relazioni personali.

Per capire se si è un giocatore compulsivo, basta leggere la definizione che il gruppo dà di gioco d'azzardo: con questa espressione ci si riferisce a ogni puntata o scommessa, per sé stessi o per altri, per soldi o per niente, non importa quanto piccola o insignificante, dove il risultato sia incerto o dipenda dalla fortuna o da "abilità".

La storia di Fabrizio

Una vita scandita dalla ricerca ossessiva del denaro, il gioco come fuga dalla realtà e surrogato per quelle emozioni che non si sa di poter provare: Fabrizio, 56 anni, di Roma, è un uomo tornato a vivere proprio grazie all'associazione Giocatori Anonimi. A noi ha raccontato la sua caduta e riscoperta della vita.

Foto apertura: welcomia © 123RF.com

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