Mente e psiche

#BeTheChange: chi è Olga Misik

Storie di donne che lottano per un mondo migliore nonostante l’età: ecco cosa dovresti sapere su Olga Misik. 

Storie di donne che lottano per un mondo migliore nonostante l’età: ecco cosa dovresti sapere su Olga Misik. 

Vi ricordate dei vostri 17 anni? Quali erano i vostri sogni e le vostre paure più grandi? Come trascorrevate le vostre giornate? C’era la scuola, c’erano i pomeriggi passati sui libri e quelli, bellissimi, trascorsi con gli amici. Ma facevate qualcosa per il bene di tutti? Lei lo fa: si chiama Olga Misik, è russa, e di anni ne ha proprio 17.

Si può fare attivismo a questa età? Si può essere già arrivate al quarto fermo, essere state multata più volte, avere dei processi in corso a 17 anni? La risposta è sì: l’immagine di Olga che legge per terra la Costituzione russa è diventata così iconica che il suo coraggio è stato paragonato a quello della ragazza cinese che sfidò un carro armato in Piazza Tienanmen, nel 1989.

L’attivismo a cuore aperto di Olga Misik

La Russia è un Paese in cui il termine libertà è solo una vuota accozzaglia di consonanti e vocali. Ha una voce fioca. Le catene. Vive sotto il peso dell’oppressione. Trovare una ragazza di 17 anni che manifesta il suo dissenso, che protesta in modo pacifico a favore della liberà, è un raggio di sole che arriva a scaldare una freddissima giornata dell’inverno siberiano.

Ci vorrà ancora molto prima che il cuore di ghiaccio del totalitarismo russo si sciolga definitivamente. Olga sogna un futuro in cui "A ciascuno sarà garantita la libertà di espressione e di parola… i cittadini avranno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi, tenere assemblee, incontri e manifestazioni, marce e picchetti”. Del resto, non si tratta di vaneggiamenti, ma di quanto è contenuto in alcuni articoli della Costituzione del suo Paese. L’articolo 29, sulla libertà di espressione. L’articolo 31 sulla libertà di associazione. L’articolo 32 sulla libertà di eleggere e di essere eletti.

La sua protesta è stata silenziosa come un fiocco di neve che scende dal cielo all’improvviso, ma potente con un fulmine a ciel sereno: seduta sull’asfalto, con la Costituzione in mano, non stava manifestando in senso stretto. La polizia ci ha messo un po’ dunque a portarla via. E Olga stava protestando proprio per "una Russia libera, nella quale non avvengano azioni illegali. Nessuno deve avere paura della polizia e dei tribunali”. Lei, senza subbio, non ne ha.

Olga Misik e l’Italia

Adesso Olga Misik studia alla facoltà di giornalismo, professione nella quale crede molto per il potere che dà alle parole. Olga sa benissimo che un singolo gesto non cambierà dall’oggi al domani il futuro della Russia. Però crede in quello che fa, e crede nel futuro. Nei cambiamenti, e nella libertà.

In questi giorni è in visita nel nostro Paese: quando viaggia rimane sempre affascinata e ammaliata dalla libertà di cui le persone possono godere. “Sono stata a un incontro in un liceo occupato. La polizia era fuori, mi è sembrato incredibile: in Russia sarebbero entrati subito”. Olga confessa anche che il padre ama Putin più di lei. Il gap generazionale, che coinvolge tutti gli Stati, in alcuni fa più rumore e provoca più dolore. Nonostante questo, Olga non perde le speranze. "La Costituzione non deve sembrare una raccolta di barzellette e il programma del Governo non deve essere desunto dai romanzi di George Orwell”. Così porta avanti la sua battaglia a colpi di articoli della Costituzione, solleva lo stendardo della libertà e immagina un futuro radioso per la sua Russia, dove i diritti civili saranno finalmente realtà e il mondo sarà di certo un posto migliore.